Sanità, Felice: «A rischio la vita dei cittadini». Pos 2019-21 annullato per carenze gestionali nelle patologie tempo-dipendenti - Molise Web giornale online molisano
Venerdì - 19 Aprile 2024

Sanità, Felice: «A rischio la vita dei cittadini». Pos 2019-21 annullato per carenze gestionali nelle patologie tempo-dipendenti

“Con la sentenza pronunciata dal TAR, il comitato Cardarelli e il Comune di Campobasso – quest’ultimo quale ente esponenziale dei cittadini residenti -  insieme, hanno raggiunto un risultato storico nella difesa della sanità pubblica e nella tutela del diritto alla salute nella nostra regione” – con queste parole il vice Sindaco reggente di Campobasso Paola Felice ha aperto la conferenza stampa relativa alla sentenza n. 67 del TAR Molise dello scorso 8 marzo.
 
“La nostra azione si basa sul convinto interesse di tutelare e preservare i servizi sanitari che vengono offerti ai cittadini molisani nelle strutture presenti su tutto il territorio regionale a partire dall’Ospedale Cardarelli di Campobasso che, purtroppo continua a perdere il suo ruolo di ospedale pubblico regionale “HUB”. Ci siamo chiesti se oggi il diritto di cura dei pazienti del servizio sanitario molisano sia garantito o meno in caso di emergenza-urgenza. É questa la domanda posta al tribunale amministrativo, che oggi accoglie il nostro ricorso esprimendosi sul secondo e del terzo motivo dello stesso riguardanti, sotto il profilo dell’organizzazione della rete ospedaliera, la gestione - tramite le strutture disponibili nella Regione, sia pubbliche che accreditate - delle reti definite come tempo-dipendenti, concernenti la gestione dell’ictus, della rete neurologica e del trattamento dei cosiddetti politraumi.  
Il Tribunale amministrativo regionale aveva accolto l’istanza istruttoria proposta nel ricorso del Comune di Campobasso e del Comitato pro Cardarelli, con cui si chiedeva al commissario di produrre una relazione dettagliata sui criteri utilizzati per redigere il Piano. Il Tar aveva ordinato alla struttura commissariale di produrre una “relazione, entro 90 giorni, dettagliata e analitica, corredata della pertinente documentazione (depositata il 18 agosto 2023) che desse conto:
- dei dati acquisiti e delle fonti informative utilizzate al fine di dimensionare il prevedibile flusso della domanda di salute e stimare così il fabbisogno assistenziale assunto a base del decreto impugnato;
- delle misure organizzative apprestate al fine di completare, attuare, modificare le reti di emergenza-urgenza e tempo-dipendenti, soffermandosi in particolare sull’assetto e sulle regole di funzionamento della rete clino-assistenziale per l’ictus emorragico fin dalla presa in carico dei pazienti;
- maggiori dettagli circa la “stipula di accordi interregionali con gli ospedali di Foggia e Benevento per la centralizzazione del paziente con ictus emorragico presso strutture extraregionali e le iniziative assunte ai fini della introduzione in regione di un servizio di elisoccorso”.  Con la sentenza n. 67 il
 
Tar Molise ha pronunciato: “l’annullamento del Piano Sanitario recato dal decreto commissariale n. 94/2021 nei punti corrispondenti alle doglianze, risultate fondate, che hanno investito i paragrafi 5.2.e 5.3 del Piano Sanitario, con riferimento all’organizzazione della rete ospedaliera prevista nell’ambito delle patologie tempo-dipendenti, comprensive delle emergenze da ictus emorragico ed ischemico e della gestione dei politraumi”.  “Il ricorso proposto può definirsi come un risultato storico – ha ribadito il primo cittadino - perché è la prima volta che un’Amministrazione comunale della regione, in questo caso il capoluogo, si fa parte attiva insieme al comitato pro Cardarelli per difendere il diritto alla salute dei molisani ottenendo una sentenza che mette un punto fermo sulla programmazione di settore rispetto a temi che riguardano casi nei quali si lotta tra la vita e la morte puntando i riflettori sulle reti di emergenza-urgenza e tempo-dipendenti”.
 Inoltre, seppur non accolti nel ricorso nella sentenza emerge che il P.O.S con riguardo:
-       alla organizzazione della specifica rete dell’ictus emorragico, aveva previsto d’implementare le reti ospedaliere programmandone l’integrazione funzionale a mezzo di appositi accordi extraregionali, previsioni rimaste pero in gran parte disattese nell’attuazione del pro-gramma sanitario
-       in tutta la regione non vi sono elisuperfici a servizio di strutture sani-tarie pubbliche idonee a garantire il servizio di elisoccorso. Dunque, in assenza di infrastrutture (di cui non a caso non vi e traccia) non e spiegato dove fisicamente si svolga la presunta “convenzione” con la regione Abruzzo”.
 
“In quanto atto programmatorio, il Pos non può prescindere da un’attenta verifica dei fabbisogni della popolazione e dei modelli organizzativi che possano garantire delle prestazioni sanitarie nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza (Lea). Da quando nel 2018 fu nominato il commissario alla sanità Giustini, il primo punto del decreto governativo di nomina del commissario ad acta fu quello di ristrutturare le reti tempo-dipendenti, invece, sono passati anni e diversi commissari, ma ancora non si fa chiarezza. Proprio rispetto a questa inerzia – conclude il Sindaco - la sentenza del TAR marca un punto di non ritorno perché vincolerà le future programmazioni. A tal proposito il Comune di Campobasso facendosi parte diligente provvederà ad inviare oggi stesso una nota alla struttura commissariale nell’ambito della Consultazione Pubblica avviata per acquisire osservazioni al PROGRAMMA OPERATIVO 2023-2025 allegando la sentenza affinché si prenda atto ufficialmente di quanto disposto dal TAR Molise nella stesura del nuovo POS.
Resta inoltre sempre viva la speranza di avere un Dea di II livello al Cardarelli di Campobasso”.

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