#corpedelascunzulatavecchia / Te piace o presepie? Pensieri in libertà sui risultati elettorali con Natale in casa Cupiello - Molise Web giornale online molisano
Lunedì - 04 Marzo 2024

#corpedelascunzulatavecchia / Te piace o presepie? Pensieri in libertà sui risultati elettorali con Natale in casa Cupiello

Foto dalla rete Piazza Falcone Borsellino a Campobasso (forse anni 50)

Eccoci giunti alla fine delle elezioni, ad analizzare, tra di noi, senza pretese, il risultato elettorale. Ovviamente, dato il fatto che mi sento un commentatore di campagna, non entrerò in meriti ideologici e fisolosofici ma nemmeno economici. A noi piace parlare come mangiamo e come le persone possono leggere.

Intanto una cosa è certa: abbiamo votato per l’ennesima volta dei candidati messi a bella posta all’ultimo momento. Una sorta di delivery della politica. Un poco come quando si organizzano le partite di calcetto e ci sono otto persone che scorrono ognuno la propria rubrica del telefono per cercare gli ultimi due e completare la “rosa”. In pratica questo è successo per le elezioni regionale del 2023. Ovviamente le “volpi sparate” della politica erano già pronte da tempo ed avevano rodato e collaudato la proprio macchina organizzativa alla perfezione. Una dimostrazione su tutti la “macchina” di Salvatore Micone: all’ultimo momento ha cambiato addirittura partito ed alla fine è stato il primo eletto.  Complici la scarsezza di volontà nel fare politica da parte della gente, scarsezza alimentata ad arte dai grossi portatori di voti, sia di destra che di sinistra, che fanno di tutti, i”portatori” per tenere basso il dibattito politico, anzi per annullarlo del tutto. “Qualcuno” che con lungimiranza politica, solo per i politici, e non per noi, al momento della stesura della legge elettorale, Giunta Frattuta, avallò la legge che prevedeva l’impossibilità di esprimere il voto disgiunto. Facendo in questa maniera la candidatura alla presidenza è nelle mani dei grossi portatori di voti che non sono solo di destra, ma anche di sinistra tant’è che dopo tanto “fuoco sotto la cenere” alla fine i due uscenti del PD sono stati rieletti, auguri a loro, con 15 voti di differenza. Parliamo di una differenza irrisoria che potrebbe far pensare, ma solo pensare, anche ad un’accoppiata, lecitissima, per un voto di genere. Se così fosse, ma solo se fosse e, ripeto, sarebbe una cosa legittima e lecitissima, Facciolla e Fanelli sono stati molto più bravi di Salvatore e Trivisonno che hanno fatto l’intera campagna elettorale insieme ma hanno chiuso con 185 voti di differenza. Che, se vogliamo, sempre pochi sono, ma che hanno fatto la differenza. Auguri anche in questo caso all’eletta.

Ritornando al problema fondamentale, a quello che, secondo me, è la mia ossessione perenne, ci troviamo proprio di fronte ad una politica fatta da persone scaltre e capaci (a capaci ognuno scelga se metterci o meno le virgolette) che sanno tenere nel torpore politico per cinque anni l’elettorato molisano per poi avvinarsi con calma e pazienza al letto e porgere il caffè la mattina delle elezioni. Un poco come in “Natale in casa Cupiello” quando la mamma e moglie (Concetta) si avvicinava amorevolmente al letto del marito Luca, Lucarielle, e mentre gli porgeva il caffè doveva sentire il solito lamento sul freddo. Dato il caffè al marito, Concetta amorevole come solo una mamma riesce ad essere, si avvicinava al letto del figlio, abbondantemente trentenne, Tommasino (nennille) e chiedendogli si “susarsi” si sentiva rispondere: “non mi voglio susare!” 

Questa e la fotografia del Molise in periodo elettorale: ci si lamenta per il freddo, si protesta per restare un altro poco al letto, ma in effetti non si fa niente per cercare, almeno, di cambiare qualcosa. Come ad ogni elezione anche stavolta abbiamo rispolverato la classica nota dolente dell’astensionismo, nota che è cara sempre e soprattutto a chi le elezioni le perde. Però non si fa altro che parlare e magari lamentarsi dell’astensionismo, mai che ci sia qualcuno che voglia fare qualcosa per coinvolgere le persone nella vita politica della nostra regione. A dire il vero ho visto un candidato in  questa campagna elettorale che cercava proseliti e voti vicino ad un tavolo di un ristorante. Voti questo candidato non ne ha preso pochi, ma in quel paese ha avuto meno voti dei commensali. Onore agli eroi che hanno scroccato la cena.

Quindi adesso riprenderanno le solite moine ed i soliti dileggi tra chi vuole  fare e chi mette i freni al tutto. Inizieranno anche questa volta a dire: “ o si fa l’Italia o si muore”, nel senso di fare qualcosa o si dimette il Presidente oppure un buon numero di consiglieri e si torna a votare. Tranquilli molisani tutti questo non succederà mai, come non è successo le decine di volte che nel corso della passata legislatura il Presidente o dei consiglieri di opposizione lo hanno promesso. Promesso ma mai fatto, nemmeno i consiglieri penta stellati che avevano la possibilità, dato il loro numero importante in consiglio hanno mai fatto niente per far cadere la giunta Toma. I risultati, poi, si sono visti passati da sette consiglieri  due consiglieri, risultati nel capoluogo di regione, amministrato per quattro anni, che hanno sancito una sostanziale “X”, un pareggio, tra Gravina, sindaco di Campobasso per quattro anni, e Roberti.

Ed ora eccoci qua, per chiudere voglio ricordare l fine di “Natale in casa Cupiello” Lucariello moribondo sta esalando gli ultimi respiri e disperato chiede a nennille, “storico” : “…Te piace o presepie?”  nella speranza di poter lasciare al figlio la tradizione del presepio ed il figlio rendendosi conto della gravità delle condizioni del padre, pentendosi per aver sempre osteggiato ed avversato la grande passione del padre per il presepe gli disse: “si papà, me piace o presepie”. Lucarielle muore contento e circondato dai suoi affetti più cari.

Ecco io non so so chi possa essere nella realtà molisana Lucariello, ma nemmeno nennille o Concetta, credo però che il Molise sia il presepe che Lucariello amava in maniera estrema ma che i suoi figli, specialmente nennille, hanno sempre vilipeso. 

Statevi accorti, politici eletti, alla fine di questa legislatura potreste anche non trovare più la scatola per fare il presepe. Affranto ma speranzoso voglio salutare tutti quelli che hanno la forza e la volontà di leggermi salutando sempre con il solito: statevi arrivederci.

Franco di Biase 

 

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