Roberti al fianco dei pescatori molisani: "Restrizioni non aiutano ad aprire confronto con UE" - Molise Web giornale online molisano
Domenica - 03 Marzo 2024

Roberti al fianco dei pescatori molisani: "Restrizioni non aiutano ad aprire confronto con UE"

Questa mattina Francesco Roberti candidato alla presidenza della Regione Molise per la coalizione di centrodestra si è recato al porto di Termoli per dare solidarietà e vicinanza alle associazioni di categoria, ai sindacati e ai pescatori della costa molisana in protesta.
 
Pomo della discordia le proposte contenute nell’Action Plan dell’Unione Europea dello scorso febbraio. Il Piano della Commissione UE prevede, infatti, una pesante limitazione della pesca a strascico in tutta l’UE entro il 2030, la creazione di nuove aree marine protette con un impatto economico e sociale rilevante per imprese ittiche e lavoratori. La preoccupazione deriva anche dalla possibilità in futuro di dover dipendere esclusivamente dall’importazione di pesce fresco o di allevamento.
 
«È impensabile una norma del genere – ha commentato Francesco Roberti – perché queste direttive vanno a penalizzare in via del tutto esclusiva i pescatori italiani che nel contempo continuano a subire una concorrenza sleale sul mercato ittico internazionale. Norme che non tengono conto neppure del grande lavoro in termini di tutela ambientale svolto dai nostri pescatori che il mare lo rispettano, lo proteggono e addirittura in alcuni casi svolgono un lavoro prezioso nel recupero delle plastiche. Insomma, non sono operatori del mare ma anche operatori dell’ambiente. Esistono già norme stringenti in Italia, che vengono rispettate così come attenzionate sono tutte le strumentazioni di bordo per garantire la sicurezza dei lavoratori. Va subito avviato un discorso di interlocuzione con l’Europa – ha sottolineato Roberti – perché c’è da capire quale sarà il futuro della pesca nel nostro Paese e in Molise». Insomma, non solo solidarietà ma soprattutto tutela per le imprese del settore per Roberti. «Con Bruxelles – ha concluso Roberti – le divergenze e le distanze vanno colmate perché se da un lato è legittimo parlare di sostenibilità ambientale, dall’altro lato occorre ragionare anche sulla sostenibilità delle nostre aziende, dell’occupazione e  della tenuta sociale delle nostre comunità. Infatti, tali norme, avrebbero una ricaduta spaventosa sulla categoria già provate dall’aumento dei costi e dalla pandemia. Sono e sarò al loro fianco».

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