#corpedelascunzulatavecchia/ I Misteri, i bambini, il veterinario ed i portatori - Molise Web giornale online molisano
Lunedì - 04 Marzo 2024

#corpedelascunzulatavecchia/ I Misteri, i bambini, il veterinario ed i portatori

*Immagine in Anteprima: Un’opera del Maestro Giulio Oriente, donata dall’autore al “museo dei Misteri”

Articolo pubblicato anche su “La Domenica dei Misteri”

Volendo parlare dei Misteri, rigorosamente lettera maiuscola per noi campobassani, non voglio assolutamente iniziare dalla storia, quella la possiamo trovare tranquillamente sui libri, ma anche su Wikipedia e di cosa vogliamo parlare? Iniziamo a vedere.

Quest’anno Corpus Domini cade l’undici giugno e dal giorno dopo si inizierà a pensare alla sfilata dei Misteri del 2024. Questo è la sfilata dei misteri un work in progress continuo che si ferma solo per le visite al Museo dei Misteri che fanno i turisti, ma anche i locali. E proprio di un locale che oggi voglio parlarvi. Il “locale” in questione è un alunno dell’asilo di via Pirandello affascinato dai Misteri grazie alla sapiente opera di trasmissione di conoscenza che ha svolto una sua maestra. L’alunno lo chiameremo Prosdocimo, da non confondere con il gambatesano Prosdocimo Rotondo, avvocato che  divenne membro della Rappresentanza Nazionale alla proclamazione delle Repubblica partenopea, fece parte del Governo Provvisorio della Repubblica Napoletana, istituito dal generale Championnet, come uno dei 25 componenti del Direttorio, fino al 14 aprile, quando ne fu escluso unitamente a Nicola Fasulo, Cesare Paribelli e Carlo Lauberg.Fu tra i repubblicani napoletani giustiziati nel 1799. Venne impiccato il 30 settembre in Piazza Mercato, il suo corpo fu sepolto nella Congregazione dei Dottori detta di S. Luciella a Napoli. Ah, lo sapevate? Chiedo scusa, alle volte mi considero un ignorante medio, ma forse sono al di spora della media.

Stavo dicendo di Prosdocimo, la sua maestra, visto che l’asilo è intitolato al Di Zinno, padre della macchine dei misteri, ha spiegato agli alunni in erba chi fosse il Di Zinno, cosa avesse fatto e parte della storia dei Misteri. Prosdocimo si è talmente appassionato alla storia che con un’agilità intellettuale tipica dei bambini della nostra epoca ha imparato immediatamente tutti i nomi dei Misteri con le relative storie bibliche.

 È pervaso, Prosdocimo, della storia di Misteri a tal punto che al mare per trasportare l’ombrellone chiuso obbligava il fratello a metterlo in spalla ed insieme dovevano portare il “Mistero” e nel fare il “portatore” intonava il Mosè di Rossini, per noi “la museca de le Musterie”. La storia di Prosdocimobimbo in età prescolare è ricca di emozioni per noi campobassani appassionati dai misteri.

Quindi i bambini ed i Misteri.

Per parlare di questo dobbiamo aver avuto un attimo pazienza nel corso degli anni. Infatti quando eravamo bambini noi, fine anni sessanta, si era in piena epoca di “sviluppo e crescita” e si ripudiava tutto quello che poteva appartenere al passato iniziando dalla tradizione. Degli iconoclasti del vecchio e delle tradizioni che facevano questo credendo o sperano in una crescita della società.

Le tracchiulelle e le cavattielle, però hanno fatto sempre parte della nostra tavola, meno le manifestazioni popolari che sapevano di vecchio e con il nuovo, con il “moplem” poco ci “azzeccavano”. Anche per la sfilata dei Misteri la cosa è andata così tanto che per trovare i bambini da far salire sui misteri i volontari di allora facevano delle vere e proprie spedizioni nei quartieri dove sapevano di poter trovare bambini figli di genitori senza la puzza sotto il naso che avrebbero fatto salire i figli sui Misteri. 

Le spedizioni avvenivano nei quartieri popolari e le autorizzazioni per i bambini che dovevano salire sui Misteri le firmavano, in piena continuità della nostra società contadina/matriarcale, anche e soprattutto le nonne.

 Passano gli anni e “si scopre” che salire sui misteri è faticoso e quindi bisogna sapere se i protagonisti siano in buona salute.

 Per i bambini ci si organizzava tipo “gruppo vacanze” e ci si affidava a qualche amico medico di quella che oggi si chiama ASREM. Il medico , dopo averli visitati, certificava la buona salute dei bambini e quindi: “abili ed arruolati”. Ad un certo punto, ad un certo anno, l’azienda sanitaria si organizza meglio e, nascendo i dipartimenti, incarica della gestione dei certificati,  non di certo delle visite e della redazione dei certificati, il dott. Liborio La Porta.

Frizzi e lazzi alla notizia della nomina del dottore come medico incaricato … il dott. La Porta, attualmente in pensione, è un veterinario doveva organizzare il servizio come “direttore dipartimento prevenzione” e stabilire quali medici dovessero visitare i bambini. Lui, ovviamente non avrebbe visitato i bambini.

Aggiungo una curiosità: la campagna vaccinale anti covid a livello regionale è stata gestita ed organizzata da un veterinario, ottime capacità gestionali ma certo le vaccinazioni non le ha fatte lui.

Per concludere la fase dei certificati, successivamente sono stati preferiti i pediatri ai medici della sanità pubblica, ma solo per velocizzare la trafila. Quindi per salire sui Misteri bisogna avere il certificato, come pure bisogna certificare la buna salute soprattutto dei portatori, soggetti anche loro a visita ed addirittura a visita cardiologica.

Anche, ma soprattutto, i portatori meritano una menzione nel parlare della sagra dei Misteri. Le macchine non sarebbero altrettanto affascinanti se le mettessero su dei carri trainati da trattori tipo carri di carnevale. I portatori nel corso degli anni, grazie all’abbattimento di quella barriera ideologica che voleva tutta il vecchio nell’indifferenziata hanno subito un cambiamento. Anni fa per trovare i portatori era un problema immenso, nessuno voleva farlo e spesso venivano dai paesi limitrofi per “abbuscare” la paga del portatore. Era un momento quasi di vergogna portare i Misteri. Ad ogni sosta vedevi i portatori che si riposavano con gli occhi bassi coscienti dell’ignoranza di chi li guardava quasi con compassione sapendo che lo facevano per “abbuscare” la paga. Con il passare del tempo e capendo che con l’acqua sporca non di doveva “buttare via anche il bambino”, i portatori hanno avuto loro dignità al pari degli interpreti delle macchine, guadagnandosi la stima ed il rispetto della gente. Ora ad ogni sosta interagiscono con la gente in maniera aperta e cordiale, è rimasto sempre, però, la fiasca in terracotta delle offerte del pubblico. Una volta il contenuto della fiasca serviva per incrementare la paga che si riceveva dal Comune. Ora, voglio sperare possa, ma debba, servire per offrire la cena ai portatori da parte di tutti noi.

Concludo sennò mi dicono che scrivo sempre troppo augurando a tutti che questa di quest’anno possa essere la sagra più bella di quella dell’anno scorso, ma meno bella di quella dell’anno prossimo.

Un saluto a tutti e  “statevi arrivederci” all’anno prossimo.

Franco di Biase

MoliseWeb è anche su Telegram: clicca qui per iscriverti https://t.me/moliseweb_it