SOLIDARIETĂ  SISMA: DAL VAJONT AD AMATRICE, DI SCENA AL SAVOIA LA TRAGEDIA DI TUTTI - Molise Web giornale online molisano
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venerdì, 09 settembre 2016
SolidarietĂ  Sisma: dal Vajont ad Amatrice, di scena al Savoia la tragedia di tutti
È l’alba del giorno dopo. È l’alba di chi è sopravvissuto, di chi ha avuto la fortuna di svegliarsi da quell’incubo, purtroppo reale senza restarci secco, e di vederla. È il 10 ottobre del 1963 a Longarone. È il 25 agosto 2016 ad Amatrice.
Seduta su una delle poltroncine del Teatro Savoia di Campobasso vedo scorrere dinanzi a me le immagini funeree, tristi ed agghiaccianti di una tragedia quella che ha colpito il Centro Italia, in attesa che se ne reciti un’altra, quella verificatasi 53 anni prima nella valle del Vajont. Certo, la location è quella delle più adatte al genere, ma ieri l'altro è andato in scena qualcosa di vero, qualcosa che per la sua drammaticità e per l’enorme e sconsiderata superficialità dell’uomo che la caratterizza rimarrà nella storia. Vedere i filmati di Amatrice e alcune vecchie foto di Erto, Casso e Longarone immagino la “saudade”, la malinconia dell’assenza: di ciò e di chi c’era e adesso non c’è più. Di chi la mattina successiva al disastro ha dovuto fare i conti con ciò che restava di una realtà quotidiana e dei sacrifici di una vita andati distrutti.
Due regioni diverse e distanti tra loro, il Friuli e il Lazio, l’una all’apice dello stivale e l’altra al centro del “gambale”, così simili nel dolore e nel destarsi in un’aurora che ha il colore della morte.
Due realtà caratterizzate da due diversi profumi, quello dell’albero di tiglio in primavera da un lato e quello del sugo alla Amatriciana dall’altro fagocitati e sostituiti dall’odore dell’incenso.
Sono entrambe due tragedie che coinvolgono tutti, nessuno escluso e dove la solidarietà molisana ha dato ancora dimostrazione di sé nell’Associazione Culturale Ouverture che ha devoluto l’intero incasso dello spettacolo di ieri, “il Vajont di tutti…Riflessi di speranza”, per la ricostruzione del Teatro “Giuseppe Garibaldi” di Amatrice. Un Molise che non può restare indifferente, perché anch’esso proprio di una ferita ancora aperta e che mai smetterà di sanguinare, quella del crollo della scuola di San Giuliano di Puglia, raccogliendo ben 1613 euro.
Mi sono rimaste impresse le parole di Carlo Semenza, l’ingegnere progettista della diga, che citò a seguito della prima frana del Toc del 1960 parlando al telefono con uno dei geologi:” Quando la natura non si adatta all’uomo questo è ciò che succede”.  Come se la colpa di quell’invaso disastroso fosse accaduto per mano dell’eccelsa forza generatrice e non a causa della superbia di menti più interessate alla realizzazione della grande opera, piuttosto che alla sicurezza e salvaguardia della vita umana: di bambini non più cresciuti, di giovani nel fiore della vita e di anziani che aspettavano il momento dell’inevitabile trapasso respirando ancora il profumo di quei tigli andati distrutti a Longarone e loro con essi.
Ospite della serata il giornalista dell’Avvenire, Pino Ciociola, che ha raccontato la sua esperienza di cronista ad Amatrice aprendo la serata con un monito ad “incazzarsi” una volta per tutte, di fronte alla morte ingiusta, soprattutto di bambini, senza un reale motivo.
Un sublime Andrea Ortis ha intrattenuto il pubblico dando il meglio di sé e della sua personale arte scenica riportando i presenti quasi a rivivere le emozioni e le sensazioni della tragedia del Vajont, dell’uomo che dinanzi lo specchio del suo dolore immenso e ingiusto decide di sfidarlo con la speranza di uscirne vincitore e risorgere a nuova vita.
Il disastro della diga del Vajont e del terremoto abbattutosi sul Centro Italia è possibile riassumerlo così: l’uomo perdendosi in un bicchiere colmo d’acqua convinto di “saper nuotare” ha finito per affogarci dentro.
È, comunque, ancora possibile continuare a effettuare donazioni per la ricostruzione del Teatro ‘Giuseppe Garibaldi’ di Amatrice, attraverso il conto corrente (appositamente aperto) intestato all’Associazione Culturale ‘Ouverture’, Iban IT57Q 05034 03801000000002846, causale Teatro di Amatrice.
Laura D'Ambrosio

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