<![CDATA[Molise Web giornale online molisano]]>http://www.moliseweb.itit-IT <![CDATA[Polemiche sul 61enne termolese colto da infarto, la replica di Oreste Florenzano]]> ATTUALITà

Il direttore generale dell'Asrem Oreste Florenzano chiarisce, attraverso una lettera aperta, quanto accaduto al 61enne colto da un infarto qualche giorno fa.

«Sulla stampa regionale sono apparsi in questi giorni articoli e servizi televisivi nei quali sono state riportate, associandole, notizie che nulla hanno in comune tra di loro. Ancora. Notizie che, collegate artificiosamente, hanno condotto di nuovo alla conclusione che la sanità sia sull’orlo del baratro e che quella del Basso Molise sia in fase di smantellamento.

I fatti sono altri. Il paziente al centro della vicenda, arrivato al pronto soccorso del San Timoteo a seguito di un malore, è stato adeguatamente curato e trattato. Non potendo scendere nei dettagli per non ledere il diritto alla privacy del paziente stesso, va spiegato che aveva una condizione per la quale le linee guida mediche indicano che la coronarografia debba essere eseguita entro le 24 ore dal momento dell’accesso all’ospedale perché considerata, nelle condizioni iniziali, uno “scrupolo” e non una necessità diagnostica impellente. Effettivamente, quando è stata effettuata ha dato “esito negativo” (malessere attribuibile ad altra causa). Gli esami realmente necessari, come la Tac, sono stati effettuati nell’immediato, a riprova che la diagnostica viene effettuata (in maniera appropriata).

Sempre non potendo scendere nel dettaglio - che è invece presente nella relazione fornita dal personale in servizio - il paziente è stato stabilizzando e tenuto sotto osservazione. Proprio grazie a questa osservazione è stato possibile comprendere l’aggravarsi delle condizioni in tempo e le cause del malessere, fino alla decisione del trasferimento al Cardarelli, di concerto tra i medici dei due ospedali.

Va sottolineato che nella relazione, il medico specifica che “… l’infarto miocardico acuto è un importante capitolo della cardiologia e presenta numerose e complesse classificazioni sia cliniche che anatomo-patologiche e va sempre contestualizzato. Il caso clinico in questione è completamente diverso dall’infarto miocardico acuto…”.

Meraviglia che, ancora una volta, sugli organi di stampa sia stato presentato come fatto appurato quella che, in realtà, è una congettura (per altro non suffragata da alcun elemento provante). La relazione tra l’infarto, la gravità delle condizioni e il trasferimento a Campobasso per effettuare la coronarografia è del tutto priva di fondamento e attribuibile solo a pericolose (perché minano il rapporto di fiducia tra cittadini e operatori sanitari senza che ve ne sia ragione) speculazioni giornalistiche. 

I fatti sono altri, tutti reperibili nella relazione presentata del medico che è intervenuto al pronto soccorso e che ha curato il paziente per tutta la notte.

La decisione di trasferire un paziente, il suo quadro clinico, la scelta di effettuare un esame invece di un altro (o di non effettuarne e quando effettuarlo) è una valutazione strettamente medica. Lo è perché il medico in questione, dotato di tutta la formazione ed esperienza del caso, conosce le condizioni del paziente in quel momento, ne ha letto la storia clinica ed è in grado di effettuare la decisione più opportuna.

Stupisce che qualcuno, pur non avendo frequentato un solo giorno della facoltà di Medicina e non conoscendo a fondo le condizioni del 61enne, abbia deciso di dire all’opinione pubblica che la gravità del suo stato sia attribuibile alla mancanza di un esame diagnostico.

Allo stesso modo, è un assioma del tutto privo di basi quello trarre la conclusione che lo stop alle reperibilità – senza, per altro, spiegare quali sono state le misure alternative adottate da Asrem e discusse con gli stessi sindacati – sia la causa di un “disastro sanitario”. Fornirlo ai lettori e agli spettatori come fatto incontrovertibile è creare allarme senza che ve ne sia alcuna ragione oppure che ci siano elementi a suffragio.

Senza in alcun modo voler ledere il diritto di cronaca o quello di critica da parte dei cittadini, la speranza è che gli stessi vengano esercitati dopo approfondimento e attenta riflessione, senza abbandonarsi al sentito dire oppure collegando elementi che nulla hanno a che vedere l’uno con l’altro. 

Il rischio è quello di delegittimare le scelte mediche operate con scienza e coscienza e non perché mancano i mezzi, manca il personale oppure perché l’organizzazione sia carente. Una contestazione continua, acuita da un’azione di discredito, fa male a chi lavora per Asrem, ma ha conseguenze diretta sui pazienti. Delegittimare il personale sanitario e coloro che adottano scelte ogni giorno nell’interesse dell’azienda è davvero il primo passo per scardinare un sistema che, tra tante difficoltà, è pensato costantemente per curare al meglio i molisani».

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http://moliseweb.it/info.php?id=45175 Tue, 02 Aug 2022 10:47:00 +0200
<![CDATA[Bollettino #1agosto: 2 decessi, 324 nuovi casi (15 molecolari e 309 antigenici), 224 guariti ]]> ATTUALITà
Aggiornamento bollettino 1 agosto ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_01082022-1.pdf
Aggiornamento bollettino 30 luglio ore 17:15
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_30072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 29 luglio ore 18:10
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_29072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 28 luglio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_28072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 27 luglio ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_27072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 26 luglio ore 17:50
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_26072022.pdf
 
 Aggiornamento bollettino 25 luglio ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_25072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 23 luglio ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_23072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 22 luglio ore 16:45
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_22072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 21 luglio ore 17:10
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_21072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 20 luglio ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_20072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 19 luglio ore 18:50
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_19072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 18 luglio ore 17:50
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_18072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 15 luglio ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente: bollettino_16072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 15 luglio ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente bollettino_15072022-(1).pdf
 
Aggiornamento bollettino 14 luglio ore 17:30
lA SITUAZIONE secondo i dati forniti dall'ASReM è LA SEGUENTE bollettino_14072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 13 luglio ore 18:30
lA SITUAZIONE secondo i dati forniti dall'ASReM è LA SEGUENTE bollettino_13072022m.pdf
 
Aggiornamento bollettino 11 luglio ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'Asrem è la seguente bollettino_11072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 9  luglio ore 18:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_09072022.pdf
Aggiornamento bollettino 8  luglio ore 18:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_08072022.pdf
Aggiornamento bollettino 7 luglio ore 17:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_07072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 6 luglio ore 17:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_06072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 5 luglio ore 17:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_05072022.pdf
Aggiornamento bollettino 3-4 luglio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_04072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 2 luglio ore 18:50
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_02072022.pdf
Aggiornamento bollettino 1 luglio ore 17:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_01072022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 30 Giugno ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_30062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 29 Giugno ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_29062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 28 Giugno ore 17:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_28062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 27 Giugno ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_27062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 25 Giugno ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_25062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 24 Giugno ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_24062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 23 Giugno ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_23062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 22 Giugno ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_22062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 21 Giugno ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_21062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 19-20 Giugno ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_19_20062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 18 Giugno ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_18062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 17 Giugno ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_17062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 16 Giugno ore 18:00
 
Aggiornamento bollettino 15 Giugno ore 18:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_15062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 14 Giugno ore 18:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_14062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 13 Giugno ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguentebollettino_12-13062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 11 Giugno ore 17:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_11062022.pdf
 
 
Aggiornamento bollettino 10 Giugno ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_10062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 9 Giugno ore 17:45
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_09062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 8 Giugno ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_08062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 7 Giugno ore 17:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_07062022-1.pdf
 
Aggiornamento bollettino 6 Giugno ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_05_06062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 4 giugno ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_04062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 3 giugno ore 18:10
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_02_03062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 1 giugno ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_01062022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 31 Maggio ore 17:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_31052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 30 Maggio ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_29_30052022-1.pdf
 
Aggiornamento bollettino 28 Maggio ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_28052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 27 Maggio ore 17:45
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_27052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 26 Maggio ore 17:50
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_26052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 25 Maggio ore 18:50
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_25052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 24 Maggio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_24052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 23 Maggio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_22_23052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 21 maggio ore 17:45
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_21052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 20 maggio ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_20052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 19 maggio ore 18:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_19052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 18 maggio ore 17:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_18052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 17 maggio ore 18:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_17052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 15-16 maggio ore 17:45
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_15-16052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 14 maggio ore 18:10
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_14052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 13 maggio ore 17:25
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_13052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 12 maggio ore 17:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_12052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 11 maggio ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_11052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 10 maggio ore 17:25
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_10052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 8-9 maggio ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_08_09052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 7 maggio ore 18:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_07052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 6 maggio ore 18:05
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_06052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 5  maggio ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_05052022-1.pdf
 
Aggiornamento bollettino 4  maggio ore 18:05 
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_04052022-(1).pdf
 
Aggiornamento bollettino 3  maggio ore 17:30 
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_03052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 1-2  maggio ore 17:30 
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_01-02052022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 30 aprile ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_30_04_2022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 29 aprile ore 17:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_29042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 28 aprile ore 17:25
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_28042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 27 aprile ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_27_04_2022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 26 aprile ore 18:05
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_24_25_26_04_2022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 23 aprile ore 18:05
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_23042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 22 aprile ore 17:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_22042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 21 aprile ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_21042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 20 aprile ore 17:45
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_20042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 17, 18, 19 aprile ore 17:45
 La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_17_18_19042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 16 aprile ore 17:45
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_16042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 15 aprile ore 17:45
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_15042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 14 aprile ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_14042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 13 aprile ore 18:05
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente  bollettino_13042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 12 aprile ore 18:05
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente  bollettino_12042022.pdf
 
 
Aggiornamento bollettino 11 aprile ore 18:05
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_11042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 10 aprile ore 17:10
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_10042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 9 aprile ore 17:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_09042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 8 aprile ore 17:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_08042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 7 aprile ore 18:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_07042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 6 aprile ore 18:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_06042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 5 aprile ore 18:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_05042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 4 aprile ore 18:40
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_04042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 3 aprile ore 18:10
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_03042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 2 aprile ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_02042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 1 aprile ore 18:15
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_01042022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 31 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_31032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 30 marzo ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_30032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 29 marzo ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_29032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 28 marzo ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_28032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 27 marzo ore 17:55
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_27032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 26 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_26032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 25 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_25032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 24 marzo ore 18:00. 
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_24032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 23 marzo ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_23032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 22 marzo ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_22032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 21 marzo ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_21032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 20  marzo ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_20032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 19  marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_19032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 18 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_18032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 15 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente  bollettino_15032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 14 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_14032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 12 marzo ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_12032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 11 marzo ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_11032022.pdf 
 
Aggiornamento bollettino 10 marzo ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_10032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 9 marzo ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_09032022-1.pdf
 
Aggiornamento bollettino 8 marzo ore 17:30
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Aggiornamento bollettino 7 marzo ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_07032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 6 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_06032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 5  marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_05032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 4  marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_04032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 3  marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_03032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 2 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_02032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 1 marzo ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente bollettino_01032022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 28 febbraio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente:bollettino_28022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 27 febbraio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente: 6580 attualmente positivi,  2  in terapia intensiva 31622 guariti, 568 deceduti e 346927 tamponi totali. Un decesso, uomo 78enne di Venafro, 3 ricoveri e 1 dimesso. I positivi sono 140 mentre i guariti sono 3.  Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_27022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 26  febbraio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente: 6444 attualmente positivi,  3 in terapia intensiva 31620 guariti, 567 deceduti e 346579  tamponi totali. Nessun decesso, 2 ricoveri e 1 dimesso. I positivi sono 278 mentre i guariti sono 9.  Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_26022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 25  febbraio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente: 6175 attualmente positivi,  3 in terapia intensiva 31637 guariti, 567 deceduti e 345607  tamponi totali. Due decessi, 4 ricoveri e 3 dimesso. I positivi sono 280 mentre i guariti sono 334. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_25022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 24  febbraio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente: 6231 attualmente positivi,  3 in terapia intensiva 31285 guariti, 565 deceduti e 344845  tamponi totali. Nessun decesso, 1 ricovero e 1 dimesso. I positivi sono 234 mentre i guariti sono 535. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_24022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 23  febbraio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente: 6533 attualmente positivi,  3 in terapia intensiva 30752 guariti, 565 deceduti e 344143  tamponi totali. Un decesso: donna di 81 anni di Campobasso, 1 ricovero e 2 dimessi. I positivi sono 301 mentre i guariti sono 403. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_23022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 22  febbraio ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente: 6588 attualmente positivi,  3 in terapia intensiva 30405 guariti, 564 deceduti e 343293  tamponi totali. Un decesso: uomo di 77 anni di Termoli, 3 ricoveri e 5 dimessi. I positivi sono 268 mentre i guariti sono 793. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_22022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 21  febbraio ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente: 6680 attualmente positivi,  4 in terapia intensiva 30058 guariti, 563 deceduti e 342111  tamponi totali. Nessun decesso, 2 ricoveri e 2 dimessi. I positivi sono 268 mentre i guariti sono 793. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_21022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 20  febbraio ore 17:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente:  7205 attualmente positivi,  4 in terapia intensiva 29265 guariti, 563 deceduti e 341773  tamponi totali. Un decesso, uomo di 78anni di Cerro al
Volturno, 1 ricoveri e 0 dimessi. I positivi sono 114 mentre i guariti sono 7. Per maggiori dettagli cliccare qui 
bollettino_20022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 19  febbraio ore 17:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente:  7099 attualmente positivi,  4 in terapia intensiva 29259  guariti, 562 deceduti e 341372 tamponi totali. Un decesso, donna di 83anni di Caserta , 0 ricoveri e 6 dimessi. I positivi sono 378 mentre i guariti sono 19. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_19022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 18  febbraio ore 17:20
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente:  6741 attualmente positivi,  4 in terapia intensiva 29245  guariti, 561 deceduti e 339689 tamponi totali. Un decesso, uomo di 90 anni di Pietracupa , 1 ricovero e 2 dimessi. I positivi sono 142 mentre i guariti sono 361. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_18022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 17  febbraio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente:  6961 attualmente positivi,  4 in terapia intensiva 28886  guariti, 560 deceduti e 338881 tamponi totali. I morti di oggi sono 0 , 3 ricoveri e 5 dimessi. I positivi sono 300 mentre i guariti sono 369. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_17022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 16  febbraio ore 18:00
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente:  7030 attualmente positivi,  4 in terapia intensiva 28519  guariti, 560 deceduti e 338285 tamponi totali. I morti di oggi sono 3 , 3 ricoveri e 3 dimessi. I positivi sono 371 mentre i guariti sono 525. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_16022022.pdf
 
Aggiornamento bollettino 15  febbraio ore 18:30
La situazione secondo i dati forniti dall'ASReM è la seguente:  7187 attualmente positivi,  5 in terapia intensiva 27995  guariti, 557 deceduti e 337130 tamponi totali. I morti di oggi sono 0 , 1 ricovero e 1 dimesso. I positivi sono 423 mentre i guariti sono 520. Per maggiori dettagli cliccare qui bollettino_15022022.pdf
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http://moliseweb.it/info.php?id=24900 Mon, 01 Aug 2022 18:15:00 +0200
<![CDATA[Festa delle Carresi, appuntamento a Ururi]]> EVENTI
Presentata questa mattina, presso Palazzo Gil a Campobasso, la seconda edizione della Festa delle Carresi, che avrà luogo a Ururi il prossimo 6 agosto a partire dalle 18.30. In programma il convegno “Terra delle Carresi”, una mostra fotografica,  proiezioni di video sulla corsa dei carri 2022, percorsi enogastronomici e spettacoli musicali.
Presenti all’incontro con i giornalisti il presidente della Regione Molise, l’assessore regionale al Turismo e Cultura, i sindaci e i rappresentanti delle Amministrazioni comunali di Chieuti, Portocannone, San Martino in Pensilis, Ururi.
Molto apprezzato il nuovo logo del manifesto realizzato da Marco Di Prisco.
Nel corso dei vari interventi, è stata sottolineata l’importanza di una tradizione identitaria, la cui ulteriore valorizzazione può diventare fattore trainante per la crescita delle comunità interessate.
Il governatore ha ricordato le vicissitudini che hanno interessato le Carresi a partire dal 2018, evidenziando il grande lavoro di squadra messo in campo dalla Regione, dai Comuni di riferimento, dal tutore delle Carresi, sinergia che ha consentito di arrivare all’approvazione della legge regionale n.1 del 2019, di superare il ricorso  davanti alla Corte costituzionale, di predisporre un adeguato progetto per la sicurezza. E ha lanciato l’idea di lavorare alla realizzazione di un brand che possa maggiormente tipicizzare il territorio delle Carresi e dare ad esso una più marcata riconoscibilità in abito nazionale e internazionale.
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http://moliseweb.it/info.php?id=45179 Tue, 02 Aug 2022 13:21:00 +0200
<![CDATA[Tutte le cause del debito sanitario secondo l'Avvocato Vincenzo Iacovino]]> POLITICA - REGIONE
«COME HANNO SACCHEGGIATO LA SANITÀ PUBBLICA ARRICCHENDO QUELLA PRIVATA!

Il sistema sanitario regionale è stato più volte definito fragile dalle Procure, nel corso delle indagini inerenti il disastro sanitario, ma poi stranamente non hanno indagato per l’esposizione debitoria e le conseguenze che ne sono derivate per il Molise e i molisani!

Il Comitato “Verità e dignità vittime Covid” ha chiesto formalmente al sig Procuratore della Repubblica di avviare le indagini anche per i fatti che seguono:

La Regione Molise, a causa del crescente debito sanitario, nel 2007 fu costretta a chiedere al Governo Nazionale il piano di rientro dal deficit.

La legge n.311/2004 all’art.1, comma 180, prevedeva che le Regioni in cui il disavanzo fosse particolarmente elevato avrebbero dovuto procedere alla ricognizione delle cause dello stesso ed alla successiva elaborazione di un programma operativo di riorganizzazione, di riqualificazione o di potenziamento del servizio sanitario regionale, di durata superiore al triennio, oggetto di un accordo fra la regione e i Ministri della Salute e dell’Economia e delle Finanze.

Una più compiuta disciplina dell’istituto è stata dettata successivamente dalla legge n.296/2006 (finanziaria per il 2007) che, all’art.1 comma 796, ha istituito il fondo per il triennio 2007-2009 da ripartirsi fra le Regioni interessate da elevati disavanzi, stabilendo che l’acceso a tale fondo fosse subordinato alla sottoscrizione di apposito piano di rientro dai disavanzi, specificando in modo dettagliato il contenuto del piano.

In seguito, l’art.2 commi 77 e ss, legge 191/2009 (finanziaria per il 2010) ha completato il quadro, modificando la procedura di adozione del piano di rientro che deve essere elaborato ed approvato dalla Regione con l’ausilio di una serie di Agenzie Statali (AIFA e AGENAS) e deve contenere sia le misure di riequilibrio del profilo erogativo dei livelli essenziali di assistenza, sia le misure per garantire l’equilibrio di bilancio sanitario in ciascuno degli anni compresi nel piano stesso. Il Piano di rientro dovrà poi essere valutato da una struttura tecnica di monitoraggio (STEM). Il Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell’Economia e delle Finanze, di concerto con il Ministro della salute, sentito il Ministro per i rapporti con le Regioni, accerta l’adeguatezza del piano e in caso di riscontro positivo lo approva con effetto immediatamente esecutivo per la Regione.

A presidiare il rispetto degli obblighi contenuto nel piano, la legislazione statale prevede un’articolata procedura di verifica degli adempimenti ivi contenuti, che può sfociare, in caso di perdurante inadempienza da parte della Regione, nella nomina di un commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro da parte del Governo.

Con la nomina del commissario sono attivate varie misure sanzionatorie, tra cui il blocco del turn over del personale, il divieto di effettuare spese non obbligatorie, l’incremento in via automatica delle aliquote IRAP e IRPEF.

Nel 2009 a causa del mancato rientro da debito, nel frattempo aumentato in modo esponenziale, il Governo nazionale delibero la nomina di un commissario per la gestione della Sanita Molisana in pinaio di rientro.

La nomina cadde sul Governatore della Regione dell’epoca, l’on.le Angelo Michele Iorio, esponente del centro destra, sotto la cui gestione si era determinato gran parte del debito, al quale fu affiancato con la carica di sub-commissario un tecnico del Ministero della Salute, la dott.ssa Isabella Mastrobuono.

Successivamente sono stati nominati sub-commissari il dott. Michele Marlocco, il dott. Nicola Rosato.

Nel 2012 viene nominato, in affiancamento al commissario Miche Iorio un co-commissario, il funzionario ministeriale dott. Filippo Basso.

La nomina si rendeva necessaria visto il crescere del debito sanitario e l’aumento delle tasse regionali e superticketts.

Quest’ultimo prima di lasciare l’incarico aveva nominato quale attuatore del piano di rientro il Direttore Generale dell’unica Azienda sanitaria Molisana il dott. Carmine Ruta che, accogliendo le indicazioni più volte espresse al Tavolo Tecnico interministeriale, aveva preparato un piano che in tre anni avrebbe azzerato il debito sanitario.

Piu precisamente il Tavolo Tecnico attribuiva gran parte della responsabilità del debito alle ipertrofiche strutture private accreditate alle quali veniva pagato regolarmente quanto previsto dal budget per la mobilita attiva, prima che le altre regioni avessero riconosciuto e accettato il loro debito, ma anche tutto l’extra budget (espressamente vietato dalla legge).

Il piano prevedeva una drastica riduzione dei posti letto da attribuire alle strutture private accreditate.

Nel 2013 viene aletto il nuovo Governatore, Paolo Di Laura Frattura e da subito nominato Commissario ad acta per il piano di rientro dal debito sanitario e affiancato dal sub-commissario dott. Di Maritino.

Il neogovernatore non solo scarto’ il piano redatto dal dott. Ruta, ma licenzio quest’ultimo.

Di Laura Frattura affido la direzione della Sanita regionale alla dott.ssa in scienze infermieristiche D’Innocenzo che confeziono un Piano Operativo Straordinario (POS) 2015-2018 con il quale:
1) Chiudeva l’Ospedale “Santo Rosario” di Venafro;
2) Chiudeva l’Ospedale “Vietri” di Larino;
3) Riduceva al minimo l’Ospedale “Caracciolo” di Agnone in zona montana e pertanto disagiata;
4) Riduceva di molto l’Ospedale “Cardarelli” di Campobasso;
5) Riduceva l’Ospedale “Veneziale” di Isernia;
6) Riduceva l’Ospedale “San Timoteo” di Termoli.

Di rimando attribuiva alle strutture private accreditate: il 40% del totale dei posti letto e, in consuntivo il 43 % delle risorse economiche sanitarie.

Prevedeva inoltre: l’integrazione tra la Fondazione Giovanni Palo II e l’Ospedale Cardarelli.

Da tale piano sarebbe dovuta scaturire la solidarieta economica delle altre regioni per 40 milioni di euro in tre anni al fine di risanare il bilancio.

Contemporaneamente la Regione avrebbe acceso un mutuo di circa 250 milioni di euro (cosa che poi ha fatto) per pagare prestazioni rese extra budget (contestati dalla struttura commissariale) ed altri debiti verso fornitori.

Poichè il POS non aveva ottemperato a tutte le prescrizioni, al fine di non farlo decadere, fu approvato con legge dello stato mediante l’introduzione dell’art. 34 bis della legge n.96 del 2017 poi dichiarato incostituzionale (Cfr. Corte Costituzionale, sentenza del 23 giugno 2020 n.116 -Pres.Cartabia).

La Corte Costituzionale nel sanzionare l’illegittimità di leggi provvedimento valorizza il procedimento amministrativo costituendo questo il luogo di composizione e valutazione sincronica dei diversi interessi: quelli pubblici coinvolti, l’interesse del soggetto privato operatore economico, gli interessi di cui sono titolari i singoli cittadini e la comunità, e che trovano nei principi costituzionali la loro previsione e tutela.

Sta di fatto che dalla sentenza e derivata la cancellazione della norma con la quale il POS era stato approvato e l’inefficacia del piano così privo di diversa approvazione anche ex post.

Nel 2018 viene eletto nuovo governatore Donato Toma, della coalizione del centro destra, al quale non viene affidata la funzione di commissario al piano di rientro diversamente attribuita al nuovo commissario ad acta Angelo Giustini -Generale Medico della Guardia di Finanza – affiancato dal sub-commissario Ida Grossi.

Nel frattempo, la struttura commissariale era mantenuta dal sub-commissario Di Martino.

La regione approva il Piano Operativo 2019-2021 solo a fine 2021 ed è stato da subito oggetto di ricorso al TAR ove pende tuttora un giudizio.

Alla fine del 2018 il bilancio della sanità regionale, nonostante la drastica riduzione della Sanita Pubblica, presentava un o sforamento di circa 25 milioni di euro con conseguente surplus di tasse, accise e ticketts sanitari a carico dei molisani.

I tavoli tecnici chiedono di verificare i motivi dello sforamento che risulta addebitarsi a due motivi prevalenti:
1. Il mancato versamento dalla Regione sul conto della Sanita di oltre 4 milioni già pagati dai Molisani per l’aumento delle tasse regionali incassate dalal Regione (sul caso sta indagando la Corte dei Conti.
2. L’avere la struttura commissariale precedente e l’assessorato regionale alla sanita pagato ai privati accreditati
- le spettanze sulla mobilità attiva prima che le altre regioni avessero controllato e riconosciuto il loro debito e senza che le strutture avessero presentato le fatture richieste;
- l’extra budget o somme oltre i tetti di spesa autorizzati.

Costretto alle dimissioni il generale Angelo Giustini, viene nominato Commissario per il piano di rientro il presidente della giunta regionale Donato Toma e da poco sub commissario l’avvocato Papa.

Da quanto spiegato appare chiaro che il deficit sanitario della regione Molise è da addebitare, fin dalla sua origine, alla Sanità Privata accreditata e agevolata dai governi regionali della diversa colorazione politica a danno dei cittadini molisani. Il tutto con la evidente complicità dei Governi nazionali che attraverso i tavoli tecnici interministeriali hanno consentito che il debito sanitario molisano perdurasse per oltre un ventennio nonostante le figure commissariali e sub-commissariali, tecnici governativi.

Ve detto che i fatti appena esposti sono stati oggetto di una delibazione da parte del dott. Paolo Maddalena, Vicepresidente Emerito della Corte Costituzionale, su sollecitazione del Presidente del “Forum per la difesa della sanità pubblica di qualità del Molise”, dott. Italo testa formulata con nota del 14.10.2019. Il dott. Maddalena, in riscontro, osserva: “a mio avviso, la nota dovrebbe essere girata alla Procura Regionale della Corte dei conti, per gli aspetti contabili, e alla Procura della Repubblica, per gli aspetti penali. Faccio presente, inoltre, che a mio avviso, i debiti illegittimi assunti dai commissari devono gravare sullo Stato e non sull’Ente commissariato, poiché il commissario resta un organo dello Stato e non diventa organo dell’Ente (Vedi Cassazione Civile, Sezione prima, Sentenza n.7244 del 16 aprile 2004)”
Chissà se la regione si sua mai posto il problema visto che ha solo e sempre pagato!

La consapevolezza dell’illegittima erogazione delle somme dalla sanità pubblica a quella privata, con alterazione del flusso e l’equilibrio finanziario del SSN viene rimarcata anche dal giudizio di parificazione della Corte dei conti che certifica uscite pari a 25 milioni di euro annuo per prestazioni extra bugdet.

Al fine di evidenziare le condotte illecite, sopra citate, che potrà e dovrà verificare la Procura anche d’ufficio, acquisendo ogni dato contabile che testimonia i pagamenti per prestazioni sanitarie extra budget e pertanto oltre il limite imposto dal tetto di spesa sanitaria consentito, si riporta la decisione assunta dalla Corte di Cassazione secondo la quale: “in tema di attività sanitaria esercitata in regime di accreditamento, è infondata la domanda di pagamento delle prestazioni sanitarie eccedenti il limite di spesa formulata – a titolo di inadempimento contrattuale o di illecito extracontrattuale – dalla società accreditata nei confronti della ASL e della regione, atteso che la mancata previsione dei criteri di remunerazione delle prestazioni delle prestazioni c.d. “extra gudget”  è giustificata dalla necessità di dover comunque rispettare i tetti di spesa ed il vincolo delle risorse pubbliche disponibili e che la struttura privata accreditata non ha l’obbligo di rendere prestazioni eccedenti quelle concordate e remunerabili” (Cass. Civile, sezione terza sentenza n.27608 del 29.10.2019).

Ed invero per la Suprema Corte di Cassazione, fornire prestazioni oltre il limite di spesa giustificato dalle prestazioni sanitarie rese anche in regime di urgenza costituisce un espediente teso ad aggirare la normativa che impone un limite di spesa.

La suprema Corte precisa che: “così agendo la normativa verrebbe aggirata, disattivando il controllo delle pubbliche finanze, e l’entità delle spese pubbliche verrebbe rimessa alla scelta discrezionale della struttura privata, anche se accreditata: il che è chiaramente insostenibile (Cfr. Cass.n.12129/2019).” Gli Ermellini richiamando il principio già espresso dalle SS UU, sottolineano che: “se è innegabile che l’instaurazione del rapporto concessorio dia accreditamento comporta l’inserimento dell’accreditato nell’organizzazione della P.A. relativamente al settore dell’Assistenza sanitaria la natura di soggetto accreditato non costituisce vincolo per le aziende e gli enti del servizio sanitario nazionale e corrispondere la remunerazione della prestazioni erogate al di fuori degli accordi assunti (Cfr. Cass. Sez.Un. 18.6.2919 n.16336).”

Nel Molise è avvenuto proprio questo: sono stati pagati circa 25 milioni annui solo di prestazioni extra budget che per almeno 20 anni (dal fanno 500 milioni di euro pagati indebitamente a strutture private accreditate a cui vanno aggiunti i pagamenti effettuati, in assenza di convenzione per circa 200 milioni, a strutture private in virtù di intervenute transazioni. 

Adesso sappiamo perche abbiamo un debito di 600.000.000 di euro!

Adesso sappiamo chi è perché ha depredato la sanità pubblica in favore della sanità privata!

Adesso sappiamo anche  chi sono i privati che hanno beneficiato di centinaia di milioni di soldi pubblici indebitamente».
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http://moliseweb.it/info.php?id=45163 Mon, 01 Aug 2022 15:48:00 +0200
<![CDATA[Gestione illecita di rifiuti: denunciati amministratori del Basso Molise]]> CRONACA - BASSO MOLISE

Nell'area del Basso Molise, i Carabinieri del Noe di Campobasso hanno riscontrato numerose violazioni in un impianto di recupero rifiuti.

A conclusione di una complessa attività ispettiva presso un impianto di recupero di rifiuti inerti e di lavorazione e commercio di materiali per l’edilizia, i militari del NOE di Campobasso con l’ausilio di Tecnici dell’A.R.P.A., hanno riscontrato numerose violazioni alla normativa in materia ambientale, che vanno dalla gestione illecita di rifiuti, quantificati in circa 150 tonnellate di rifiuti inerti illecitamente stoccati in aree non autorizzate, alle violazioni alle prescrizioni contenute nell’autorizzazione regionale concessa al medesimo impianto.

Pertanto, gli amministratori dell’attività produttiva sono stati segnalati all’Autorità Giudiziaria – Procura della Repubblica di Larino- per violazioni alla normativa sulla gestione dei rifiuti.

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http://moliseweb.it/info.php?id=45158 Mon, 01 Aug 2022 10:16:00 +0200
<![CDATA[Campobasso, pusher beccato con hashish e marijuana]]> CRONACA - CAMPOBASSO
I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Campobasso hanno controllato circa 150 soggetti procedendo, in taluni casi, anche a deferire il soggetto colto in fallo; è stato questo il caso che ha riguardato un giovane del posto il quale, fermato in atteggiamento sospetto, è stato sottoposto ad accurata perquisizione personale cha consentito di rinvenire sostanza stupefacente di vario tipo (hashish e marijuana), per un peso complessivo di 16 grammi, oltre ad un grinder utilizzato per sminuzzare la sostanza.

Particolarmente sorpreso dal controllo, il giovane consegnava nell’immediato la sostanza che nascondeva sulla sua persona ma, da un’attenta ulteriore ispezione del garage da dove era stato visto uscire poco prima, i militari operanti rinvenivano, verosimilmente ben occultata dallo stesso, altra sostanza stupefacente.

L’attività di polizia giudiziaria terminava col sequestro dello stupefacente per le successive analisi di laboratorio ed il deferimento in stato di libertà alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Campobasso del ragazzo, incensurato ed apparso evidentemente “alle prime armi”.

Le attività svolte, testimoniano ancora una volta, il grosso impegno dell’Arma nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti a tutela della collettività e rientrano in un più ampio piano di verifiche per la repressione dello spaccio e dell’uso delle sostanze psicotrope organizzato dalla Compagnia Carabinieri di Campobasso sui vari territori di competenza.

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http://moliseweb.it/info.php?id=45162 Mon, 01 Aug 2022 15:34:00 +0200
<![CDATA[Latte&Caffè...e Zig-Zaghini a quasi sessanta anni di folklore, cultura e tradizione]]> RUBRICHE - #LATTE&CAFFè di Alessandra Potena

Stati Uniti, Olanda, Danimarca, Scozia, Inghilterra, Francia, Spagna, Irlanda, Grecia, Germania, Ungheria, Polonia, Repubblica Ceca, Svizzera, Belgio, Romania, Serbia, Turchia, Canada, Argentina, Venezuela, Croazia, Portogallo, Macedonia. Sono questi i Paesi in cui gli Zig-Zaghini – gruppo folkloristico di San Giovanni in Galdo – hanno portato il nome del Molise, attraverso canti e danze della cultura popolare.

Cinquantanove anni di storia, cultura e tradizione portati in “scena” con fisarmoniche, organetti, chitarre, bufù, cicale, raganelle e tamburelli.

Circa trenta tra canterini, danzatori e suonatori indossano il costume tipico della fine del 1700 con un’unica importante missione: diffondere e far conoscere il territorio molisano e la tradizione popolare al di là dei confini regionali. Missione, direi, più che compiuta!

L’impegno costante, il sacrificio ma anche la soddisfazione. Tutto è nato nel 1963, anno in cui il professor Nicolino Di Donato diede vita al gruppo degli “Zig-Zaghini”, con l’intento di riportare in auge il patrimonio fofkloristico che, altrimenti, sarebbe andato perso.

Il gruppo è stato tra i protagonisti, in mondovisione, della cerimonia inaugurale dei Campionati del Mondo di calcio nel 1990, dell’apertura dei Campionati Mondiali di Atletica Leggera nel 1987. Tante le esibizioni anche in vari programmi di Rai 1: “Un Colpo di Fortuna”, “Diversamente estate”, “Telethon”, “Più Sani Più Belli” e “Sereno Variabile”, solo per citarne alcuni. Tanti i premi ottenuti negli anni tra cui, il più importante, il “Tritone d’Oro” a Caltanissetta.

Ad oggi, dopo tanti anni, il gruppo continua ad essere richiestissimo in tutta Italia e non soltanto. Di questo e di tanto altro ho parlato con il Direttore Artistico Marco Messore, nipote del professor Di Donato che, ormai da anni - insieme al Maestro Guido Messore, che si occupa delle musiche e dei cori - guida con passione e dedizione il gruppo.

Partiamo da qui. È il 1963 quando nasce il gruppo “Zig-Zaghini”, cinquantanove anni sono tanti. Cosa si prova?
«Innanzitutto voglio precisare che questi cinquantanove anni sono autentici, rappresentano un periodo di continuità, il gruppo non si è mai dissolto, non ha mai avuto nemmeno una pausa. Cinquantanove anni tutti d’un fiato. Questa è una premessa importante perché determina il fatto che tutti i successi degli Zig-Zaghini hanno avuto un ordine cronologico e temporale continuo, a partire da quell’ottobre del 1963. Ciò che provo è inspiegabile e impareggiabile, so soltanto che ho dedicato gli ultimi tredici anni della mia vita al gruppo».
 
Ecco, gli ultimi tredici anni. Perché proprio tredici?
«Perché nel 2010 mio nonno, il professor Nicolino Di Donato, fondatore e mente del gruppo, ha accusato un’eccessiva stanchezza dovuta ai suoi, allora, 83 anni. Il gruppo si avvicinava al suo mezzo secolo di vita e lui mi chiese di traghettarlo fino all’agosto 2013 (anno del cinquantennale, ndr) per festeggiare l'importante traguardo. Dall’ottobre 2013 la direzione artistica e la responsabilità degli Zig-Zaghini è nelle mie mani. Dedicarsi quotidianamente al gruppo in tutti questi anni equivale a una missione faticosa ma allo stesso tempo vitale. Ho cercato, in questo lungo periodo artistico e umano di mantenere fede al concetto di gruppo che ha sempre connotato gli Zig-Zaghini come un esempio culturale da seguire».
 
Qual è il segreto per mantenere saldo il gruppo per così tanti anni, soprattutto in una realtà come quella molisana?
«L’educazione e la divulgazione nelle generazioni più giovani attraverso la scuola, istituzione in cui lavoro, è un passaggio molto importante. Ma tutto si basa sulla mente e sul cuore. È una fiamma sempre accesa, la quale dà sempre linfa, energia e amore per affrontare il lavoro di trasposizione del messaggio culturale del mio paese San Giovanni in Galdo e del Molise in tutto il mondo».
 
Come tutti, avete risentito del lockdown causato dalla pandemia. Avete ripreso?
«In realtà non ci siamo mai fermati. Nel senso che durante il lockdown, chiaramente, abbiamo avuto un arresto forzato ma in regime di pandemia, quando le maglie delle restrizioni sono state allentate, abbiamo fatto spettacoli con le dovute accortezze in merito alle linee guida. Certo, non è stato come gli altri anni ma abbiamo comunque vissuto grandi emozioni e abbiamo avvertito il calore della gente che ci segue e ci conosce». 
 
Quest’anno invece stiamo vivendo un po’ di più la normalità. Quali sono i programmi e gli impegni del gruppo?
«Siamo pieni di impegni, abbiamo un agosto ricco di appuntamenti in Molise, Campania e Lazio. A settembre, invece, saremo in Friuli e avremo due spettacoli in Slovenia. Ma la "stagione” è iniziata con una meravigliosa tournée sull’Isola di Procida ad aprile al “Procida Sud Festival».
 
A proposito di Procida, il gruppo è presente anche sul quotidiano britannico "The Independent", è una gran bella soddisfazione...
«Proprio in merito alla tournée procidiana, il giornale ha dedicato un ampio spazio all’isola campana e sì, ci siamo anche noi. C'è una foto che ritrae il gruppo durante un'esibizione al Procida Sud Festival. Per tutto il gruppo è una grande soddisfazione, dati i tanti sacrifici che facciamo durante tutto l'anno per far sì che ogni evento riesca nel migliore dei modi».
 
C’è entusiasmo da parte dei ragazzi? Che riscontro hai? 
«Sono fantastici e, in realtà, quello che le mie parole esprimono è ciò che loro sentono dell’animo. In tutti questi anni hanno portato con me, in tutto il mondo, il racconto di una vita vissuta con fame di cultura e sete di amore per la tradizione».
 
Per chi volesse avvicinarsi al gruppo?
«Il gruppo è un mondo molto impegnativo, ma tanto affascinante che plasma, forgia e dà la possibilità di condividere chilometri, palchi, teatri, piazze e culture diverse. Bisogna prima di tutto sentire dentro quello che potrebbe essere un sentimento e la sensibilità verso la cultura e la tradizione popolare. Nonostante questa premessa, il gruppo è aperto a chiunque volesse entrare a farne parte».
 
Insomma una realtà solida, vera ma soprattutto genuina nella nostra regione e che vi invito a seguire - se è possibile - nelle piazze del Molise e sulla pagina Instagram e Facebook ai link Gruppo Folk Zig-Zaghini | Facebook e Gruppo Folk “Zig-zaghini” (@gruppofolk_zigzaghini) • Foto e video di Instagram, per tutte le informazioni e per restare aggiornati sugli appuntamenti!
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http://moliseweb.it/info.php?id=45161 Mon, 01 Aug 2022 14:04:00 +0200
<![CDATA[Accadde Oggi 3 agosto - #almanacco]]> RUBRICHE - #ALMANACCO

Oggi 3 agosto la Chiesa festeggia Invenzione di Santo Stefano protomartire

1492 – Mezz’ora prima dell’alba, Cristoforo Colombo salpa da Palos
1678 – Robert LaSalle costruisce la sua prima nave in America, la Griffon
1778 – Inaugurazione del Teatro alla Scala con Europa riconosciuta di Antonio Salieri
1829 – Parigi prima rappresentazione dell’opera lirica Guglielmo Tell di Gioachino Rossini
1883 – Johann Friedrich Wilhelm Adolf Von Baeyer sintetizza l’indaco
1900 – Fondazione della Firestone Tire & Rubber Company
1914 - Dichiarazione di guerra della Germania alla Francia
1923 – Calvin Coolidge diventa il 30º Presidente degli Stati Uniti d’America
1940 – L’Italia invade la Somalia Britannica
1948 – Whittaker Chambers accusa Alger Hiss di essere un comunista e una spia dell’Unione Sovietica
1958 – Alle ore 23:15 il Nautilus, primo sommergibile nucleare mai costruito, raggiunge il polo nord
1962 – Alle 2 del mattino cede l’ultimo strato di roccia del traforo del Monte Bianco tra Italia e Francia: verrà inaugurato 3 anni dopo
1972 – Il senato degli Stati Uniti ratifica il Trattato anti missili balistici
1975 – La Atari lancia sul mercato la versione domestica del videogioco Pong
1981 – Roma: Roberto Peci, fratello del primo collaboratore di giustizia ex BR Patrizio, viene assassinato con 11 colpi di pistola. Il corpo verrà fatto ritrovare vicino l’ippodromo delle Capannelle, nei pressi di via di Casal Rotondo
Negli USA l’organizzazione professionale dei controllori di volo lascia il lavoro. Tutti e 13.000 i suoi membri verranno licenziati dal presidente Ronald Reagan
1993 – Il Senato italiano vara la nuova legge elettorale
2000 – George W. Bush accetta la nomination presidenziale repubblicana alla convention di Filadelfia
2004 – Viene lanciata da Cape Canaveral (USA) la sonda Messenger alla volta di Mercurio, dopo 30 anni dall’ultima sonda inviata verso il pianeta. Il lancio, previsto per il giorno prima, viene rinviato all’ultimo momento a causa della tempesta tropicale Alex.

Nati

Tony Bennett (1926)
Tito Boeri (1958)
Cristoforo Colombo (1451)
Clifford D. Simak (1904)
Martin Sheen (1940)
John Landis (1950)
James Hetfield (1963)

Morti

Francesco Borromini (1667)
Joseph Conrad (1924)
Aleksandr Solgenitsin (2008)
Elisabeth Schwarzkopf (2006)

Il Teatro alla Scala, citato solitamente in maniera informale come la Scala, è il principale teatro d'opera di Milano. Considerato tra i più prestigiosi teatri al mondo, ospita da 242 anni i principali artisti nel campo internazionale dell'opera, e, più in generale, della musica classica, spesso commissionando opere tuttora presenti nei cartelloni dei maggiori teatri nel mondo.

L'edificio, progettato dal Giuseppe Piermarini e inaugurato nel 1778, sorse sulle ceneri del precedente Teatro Ducale, distrutto da un incendio nel 1776; deve il nome alla chiesa di Santa Maria alla Scala, demolita per far posto al Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala inaugurato il 3 agosto 1778, sotto l'allora regno di Maria Teresa d'Austria, con L'Europa riconosciuta composta per l'occasione da Antonio Salieri.

A partire dall'anno di fondazione è sede dell'omonimo coro, dell'orchestra, del corpo di Ballo, e dal 1982 anche della Filarmonica. Il complesso teatrale è situato nell'omonima piazza, affiancato dal Casino Ricordi, oggi sede del Museo teatrale alla Scala 

Le prime strutture deputate all'opera in Milano furono i teatri di corte che si avvicendarono nel cortile di Palazzo Reale: un primo salone intitolato a Margherita d'Austria-Stiria, moglie di Filippo III di Spagna, eretto nel 1598 e distrutto da un incendio il 5 gennaio 1708 e il Regio Ducal Teatro, costruito nove anni più tardi a spese della nobiltà milanese su progetto di Gian Domenico Barbieri

Per il palcoscenico di questi teatri furono commissionate opere di importanti compositori, tra i quali: Nicola Porpora (Siface), Tomaso Albinoni (La fortezza al cimento), Christoph Willibald Gluck (Artaserse, Demofoonte, Sofonisba, Ippolito), Josef Myslive?ek (Il gran Tamerlano), Giovanni Paisiello (Sismano nel Mogol, Andromeda), Wolfgang Amadeus Mozart (Mitridate, re di PontoAscanio in AlbaLucio Silla).

 

«Con mia grande sorpresa vidi che stavano demolendo una chiesa per far posto ad un teatro»

(Thomas Jones)

Santa Maria della Scala, Collegiata Regia, demolita per costruire il teatro, incisione di Marc'Antonio Dal Re del 1745.

Il Teatro alla Scala fu costruito in conformità a un decreto dell'imperatrice Maria Teresa d'Austria, emanato su richiesta di famiglie patrizie milanesi, capitanate da Giangiacomo Durini conte di Monza. palchettiste del "Regio Ducale", il vecchio teatro di corte milanese di cui era sovrintendente proprio il Durini, andato distrutto in un incendio divampato il 26 febbraio 1776. Le stesse famiglie si impegnarono a sostenere le spese per l'edificazione del nuovo teatro in cambio del rinnovo della proprietà dei palchi. Il progetto venne affidato al celebre architetto Giuseppe Piermarini, il quale provvide anche al disegno del “Teatro Interinale”, una struttura temporanea costruita presso la chiesa di San Giovanni in Conca, e del Teatro della Cannobiana, dalla pianta assai simile a quella della Scala, ma in dimensione ridotta, dedicato a spettacoli più “popolari”. La decorazione pittorica fu realizzata da Giuseppe Levati e Giuseppe Reina. Domenico Riccardi dipinse invece il sipario, rappresentante, pare su suggerimento del Parini, il “Parnaso”. 

Il teatro sorse al posto della chiesa di Santa Maria alla Scala, da cui prese il nome (la chiesa prese a sua volta il nome dalla sua fondatrice, Regina della Scala, della dinastia degli Scaligeri di Verona), i cui lavori di demolizione iniziarono il 5 agosto 1776; il 28 maggio 1778 si svolsero le prime prove di acustica e il 3 agosto, alla presenza del governatore di Milano, l'arciduca Ferdinando d'Asburgo-Este, di Maria Beatrice d'Este, del conte Carlo Giuseppe di Firmian e del duca Francesco III d'Este, venne inaugurato il “Nuovo Regio Ducal Teatro alla Scala” da 3.000 posti con la prima rappresentazione assoluta de L'Europa riconosciuta di Salieri. Il libretto, opera dell'abate Mattia Verazzi, fu pensato per dare spazio ad arie ricche di virtuosismi, ed è caratterizzato dai numerosi duettiterzetti e complessi finali d'atto. La sera del 3 agosto, tra gli spettatori c'era anche Pietro Verri, il quale scrisse al fratello Alessandro, in quel periodo a Roma: «la pompa dei vestiti è somma, le comparse ti popolano il palco di più di cento figure e fanno il loro dovere... gli occhi sono sempre occupati». Particolarmente suggestivo risultò l'inizio in medias res, «mentre te ne stai aspettando quando si dia principio, ascolti un tuono, poi uno scoppio di fulmine e questo è il segnale perché l'orchestra cominci l'ouverture, al momento s'alza il sipario, vedi un mare in burrasca». Allietarono gli intervalli i balli Pafio e Mirra, o sia I prigionieri di Cipro, musica di Salieri, coreografia di Claudio Legrand, e Apollo placato, musica di Luigi de Baillou, coreografia di Giuseppe Canziani

Il teatro non era all'epoca soltanto un luogo di spettacolo: la platea era spesso destinata al ballo, i palchi venivano usati dai proprietari per ricevervi degli invitati, mangiare e gestire la propria vita sociale, nel ridotto e in un altro spazio in corrispondenza del quinto ordine di palchi si giocava d'azzardo (tra i vari giochi figura anche la roulette, introdotta dallimpresario Domenico Barbaja nel 1805). Fin dal 1788 era infatti severamente proibito giocare in città, con l'unica eccezione dei teatri in tempo di spettacolo.

La facciata dal teatro raffigurata in due diverse incisioni storiche, una in rame del 1790 (sopra) e l'altra all'acquatinta del 1850 (sotto): si noti, in quest'ultima, il corpo laterale aggiunto nel 1835.

Durante gli anni di dominazione austriaca e francese, la Scala era finanziata, oltre dagli introiti provenienti dal gioco, dalle stesse famiglie che avevano voluto la costruzione del teatro e ne conservavano la proprietà attraverso le quote dei palchi. Mentre i primi tre ordini rimasero per molti anni di proprietà dell'aristocrazia, il quarto e il quinto erano per lo più occupati dall'alta borghesia, che a partire dagli anni 20 dell'Ottocento fa un massiccio ingresso in teatro. In platea, e ancora di più in loggione, vi è un pubblico misto di militari, giovani aristocratici, borghesi, artigiani. 

La titolarità della gestione rimase principalmente in mano a esponenti della nobiltà milanese (l'anno dell'inaugurazione i «Cavalieri associati» furono il conte Ercole Castelbarco, il marchese Giacomo Fagnani, il marchese Bartolomeo Calderara e il principe Antonio Menafoglio di Rocca Sinibalda), ma l'effettiva gestione era quasi sempre affidata a impresari di professione come Angelo Petracchi (1816-20), Domenico Barbaja (1826-32), Bartolomeo Merelli (1836-50), i fratelli Ercole e Luciano Marzi (1857-1861) 

Il problema maggiore nell'organizzare le stagioni era mantenere acceso l'interesse degli spettatori, molto spesso distratti, nei palchi, in altre faccende, o disturbati nell'ascolto della musica dal brusio proveniente dai tavoli da gioco accessibili da mezzogiorno fino a sera.

Il 1º settembre 1778 avviene la prima assoluta di Troia distrutta di Michele Mortellari. Essendo lo sfarzo dell‘Europa riconosciuta a lungo andare economicamente insostenibile, già nel secondo anno di attività si diede spazio all'opera buffa, della quale il maggior interprete, il basso Francesco Benucci, calcò spesso le scene scaligere. Il 1º gennaio 1779 ebbe la prima assoluta Venere in Cipro di Felice Alessandri, il 30 gennaio Cleopatra di Pasquale Anfossi e il 26 dicembre Armida di Josef Myslivecek con Caterina GabrielliLuigi Marchesi e Valentin Adamberger. Il 3 febbraio 1781 vi fu l'inaugurazione, in ritardo per la morte di Maria Teresa d'Austria, con la prima assoluta di Antigono di Luigi Gatti, il 1º ottobre di Il vecchio geloso di Alessandri, il 26 dicembre di Olimpiade di Francesco Bianchi, il 14 settembre 1782 di Fra i due litiganti il terzo gode di Giuseppe Sarti con Anna Selina Storace e Benucci, il 26 dicembre di La Circe di Domenico Cimarosa con Giacomo David e l'8 gennaio 1783 di L'Idalide o sia La vergine del sole di Sarti. Grande successo ebbero alla Scala i castratisopranisti e contraltisti, tra i quali si possono ricordare Gaspare Pacchierotti, Asterio nell'opera di apertura, Luigi MarchesiGirolamo CrescentiniGiovanni Battista Velluti di lì a qualche decennio sostituiti dalle primedonne (tra le prime, le celeberrime Adriana Ferraresi Del BeneTeresa SaporitiGiuseppina GrassiniTeresa Bertinotti-Radicati, la Storace, Teresa Belloc-GiorgiAngelica CatalaniBrigida Giorgi BantiIsabella ColbranMarietta MarcoliniElisabetta GafforiniCarolina BassiElisabetta ManfrediniAdelaide TosiBenedetta Rosmunda PisaroniIsabella FabbricaBrigida LorenzaniHenriette Méric-LalandeCarolina UngherGiuditta GrisiGiulia GrisiClorinda CorradiGiuditta PastaMarietta BrambillaGiuseppina Ronzi de BegnisMaria Malibran ed Eugenia Tadolini). Quanto ai compositori, oltre a Salieri, forse imposto dall'alto e comunque raramente chiamato, si possono in questi primi anni ricordare Domenico CimarosaGiovanni PaisielloNicola Antonio ZingarelliLuigi CherubiniFerdinando PaërJohann Simon MayrGioachino RossiniGiacomo Meyerbeer.

Il 26 dicembre 1787 vennero introdotte le prime "argantas" (un tipo di lampada), il 20 febbraio 1790 il teatro venne chiuso per la morte dell'imperatore Giuseppe II d'Asburgo-Lorena, il 1º marzo 1792 per la morte dell'imperatore Leopoldo II d'Asburgo-Lorena, il 15 maggio 1796 avvenne la prima di Chant de guerre de l'armée du Rhin (La Marseillaise) di Claude Joseph Rouget de Lisle il 23 novembre 1797 la Repubblica Cisalpina vieta il bis delle arie d'opera al Teatro e il 24 marzo 1799 il Direttorio abolisce il Palco reale.

Durante la primavera e l'estate del 1807, le stagioni furono trasferite alla Canobbiana a causa di importanti lavori di rifacimento delle decorazioni interne, ridisegnate secondo il gusto neoclassico mentre nel 1814, a seguito della demolizione di alcuni edifici tra i quali il convento di San Giuseppe, venne ampliato il palcoscenico secondo il progetto di Luigi Canonica.

Un grande lampadario con ottantaquattro lumi a petrolio, disegnato dallo scenografo Alessandro Sanquirico, venne appeso al centro del soffitto nel 1823. Contrastanti furono le reazioni: contro i sostenitori dell'innovazione alzava la voce chi riteneva che il lampadario illuminasse troppo la sala, permettendo agli sguardi indiscreti di penetrare nell'intimità dei palchi.

Il 7 settembre 1811 avviene il successo di I pretendenti delusi di Giuseppe Mosca con Marietta Marcolini e Claudio Bonoldi.[24] Dal settembre 1812 con il successo di La pietra del paragone di Rossini diretta da Alessandro Rolla con la Marcolini e Filippo Galli (basso) la Scala diventa il luogo deputato alla rappresentazione del Melodramma italiano fino a oggi.

Il 28 ottobre, 12 novembre e 19 novembre 1813 vi tiene dei concerti violinistici Niccolò Paganini e il 29 ottobre avviene il successo della prima assoluta di Le streghe di Paganini. Il 16 giugno 1815, 5 e 7 marzo 1816 vi tiene dei concerti Paganini. Il 2 e 5 febbraio 1816 vi tiene dei concerti il violinista Charles Philippe Lafont. L'11 marzo 1816 Paganini e Lafont eseguono in concerto musiche di Rodolphe Kreutzer. Il 29 settembre 1816 Louis Spohr esegue la prima assoluta del suo Concerto n. 8 op. 47 In modo di scena cantata in la minore per violino e orchestra. 

Nel 1817 avviene il successo della prima assoluta di La gazza ladra di Rossini diretta da Rolla con Teresa Belloc-Giorgi e Galli e nel 1820 di Vallace o L'eroe scozzese di Giovanni Pacini con Carolina Bassi e Claudio Bonoldi e di Margherita d'Anjou di Giacomo Meyerbeer con Nicola Tacchinardi e Nicolas Levasseur

Il 1º aprile 1821 vi tiene un concerto il violinista Rolla.

Negli anni 1820 fecero la loro comparsa le opere di Saverio Mercadante, di Gaetano Donizetti (nell'ottobre 1822 con Chiara e Serafina) e soprattutto del siciliano Vincenzo Bellini (nell'ottobre 1827 con il successo di Il pirata con Giovanni Battista RubiniHenriette Méric-Lalande e Antonio Tamburini diretti da Vincenzo Lavigna), sul quale Barbaja punterà negli anni della propria gestione. È percepibile però la "regia occulta" dell'editore Ricordi che, in forza del suo privilegio di copista prima, di editore poi, delle opere rappresentate alla Scala, oltre che del fondo dei manoscritti del teatro acquistato già nel 1825, influenzò fortemente la scelta dei compositori a cui venivano commissionate riprese e nuove produzioni.

Nel 1828 vi fu il successo della prima assoluta di I cavalieri di Valenza di Pacini con la Méric-Lalande e Carolina Ungher, nel 1829 di La straniera di Bellini con la Méric-Lalande, la Ungher, Domenico Reina e Tamburini diretti da Rolla, nel 1833 di Caterina di Guisa di Carlo Coccia con Adelaide TosiIsabella Fabbrica e Reina diretti da Rolla e nel 1838 di La solitaria delle Asturie di Coccia diretta da Eugenio Cavallini

Nel 1830, le fasce tra gli ordini tra i palchi vennero decorate, sempre su indicazione del Sanquirico, con rilievi dorati e Francesco Hayez realizzò una nuova decorazione della volta della sala, visibile ancora nel 1875, quando fu sostituita da una decorazione a grisaille. Nel 1835, su progetto dell'architetto Pietro Pestagalli, vennero aggiunti nella facciata due piccoli corpi laterali sormontati da terrazzi. 

Giuseppe Verdi (1813-1901) esordì alla Scala nel novembre 1839 con Oberto, Conte di San Bonifacio con Mary ShawLorenzo Salvi e Ignazio Marini diretti da Eugenio Cavallini, opera di stampo donizettiano, ma con alcune sue peculiarità drammatiche che piacquero al pubblico, decretandone un buon successo. Visto l'esito dell'Oberto, l'impresario Merelli gli commissionò la commedia Un giorno di regno, andata in scena con esito disastroso. Fu ancora Merelli a convincerlo a non abbandonare la lirica, consegnandogli personalmente un libretto di soggetto biblico, il Nabucco, scritto da Temistocle Solera. L'opera andò in scena il 9 marzo 1842 e nonostante un'iniziale tiepida accoglienza, a partire dalla ripresa del 13 agosto il successo fu questa volta trionfale grazie anche al forte sentimento patriottico che suscita nella città nella quale fermentava il nascente Risorgimento, rafforzando la popolarità del melodramma identificandone l'immagine con la Scala. 

I titoli del primo periodo scaligero del compositore di Busseto come I Lombardi alla prima crociata e Giovanna d'Arco, oltre a quelli già citiati appassionarono il pubblico, ora composto anche da borghesi.

Proprio in occasione della messa in scena della Giovanna d'Arco, nel 1845, i malumori intervenuti a causa della generale scarsa considerazione dei desiderata dei compositori di fronte alle necessità, soprattutto economiche, degli impresari scaligeri, spinsero Verdi a rinunciare per oltre vent'anni al palcoscenico che lo aveva lanciato.

Gli anni dell'esilio scaligero di Verdi non furono tra i più felici per il teatro. A parte alcuni titoli (Il barbiere di SivigliaSemiramideLa Cenerentola e il Guglielmo Tell), le opere rossiniane tendono a diradare; costante è invece la presenza di Bellini, scomparso già nel 1835, e di Donizetti. L'ultima opera composta da Mercadante per la Scala, La schiava saracena, passa inosservata, e anche le opere precedenti del compositore altamurano, scompaiono dai cartelloni. Accanto alle opere composte da Verdi per gli altri teatri d'Europa, successo ottengono anche le produzioni di Giacomo Meyerbeer.

Il 7 maggio 1841 vi tiene un concerto del violoncellista Alfredo Piatti, il 7 dicembre un concerto pianistico di Sigismond Thalberg e il 25 novembre 1845 il violinista Antonio Bazzini. Il 19 marzo 1847 avviene il successo della prima assoluta di Velleda di Carlo Boniforti con Eugenia Tadolini e l'8 febbraio 1848 di Giovanna di Fiandra di Boniforti con la Tadolini e Raffaele Mirate.[24]

Dopo la ritirata degli austriaci (1859), l'attività riprende con Lucia di Lammermoor di Donizetti: alla recita del 9 agosto assiste anche il re Vittorio Emanuele II. A seguito dell'unità d'Italia, la Municipalità si sostituì al governo austriaco nell'erogazione di sovvenzioni al teatro.

Nel 1860, in occasione della serata di apertura della Stagione di Carnevale e Quaresima, venne inaugurato il nuovo sistema di lumi a gas del lampadario del Sanquirico. Nel 1883 venne invece completato l'impianto di illuminazione elettrica con la connessione alla vicina Centrale Santa Radegonda.

Negli anni immediatamente successivi si tentarono alcuni esperimenti, per lo più falliti: I profughi fiamminghi di Franco Faccio su libretto di Emilio Praga nel 1863, manifesto antiverdiano che proponeva l'abbandono delle tradizionali formule operistiche, e Mefistofele di Arrigo Boito (1868), spettacolo di quasi sei ore che si rifaceva al dramma wagneriano. Nel 1870 avviene il successo della prima assoluta di Il Guarany di Antônio Carlos Gomes con Victor Maurel. È invece dal 1873 la prima, apparizione scaligera del grande compositore tedesco con Lohengrin, nella traduzione di Salvatore Marchesi, diretto da Faccio con Italo Campanini (tenore) e Maurel alla presenza di Antonio Smareglia.

Rassicurato da Tito Ricordi e da suo figlio Giulio, Verdi tornò alla Scala nel 1869 con il successo di una versione rinnovata de La forza del destino "messa in scena dall'autore", come si legge nel cartellone con Teresa Stolz e Mario Tiberini. Altre produzioni messe in scena dal compositore furono il successo della prima europea di Aida (1872) diretta da Faccio con la Stolz, Maria Waldmann e Ormondo Maini, la nuova versione di Simon Boccanegra diretta da Faccio con Maurel, Anna D'AngeriEdouard de Reszke e Francesco Tamagno (1881), la seconda versione italiana in quattro atti del Don Carlo diretta da Faccio con Tamagno, Paul Lhérie e Giuseppina Pasqua (1884), il successo delle prime assolute di Otello diretta da Faccio con Tamagno, Romilda Pantaleoni, Maurel e Francesco Navarrini (1887) e di Falstaff diretto da Edoardo Mascheroni con Maurel, Antonio Pini-CorsiEdoardo GarbinEmma Zilli, la Pasqua e Virginia Guerrini (1893).

Nel 1876 avvenne il successo della prima assoluta di La Gioconda di Amilcare Ponchielli diretta da Faccio con Gottardo Aldighieri e Maini, nel 1881 della ripresa di Mefistofele di Boito diretta da Faccio e di Ballo Excelsior di Romualdo Marenco, nel 1885 di Marion Delorme di Ponchielli, nel 1886 di Edmea di Alfredo Catalani e nel 1986 di Andrea Chénier (opera) di Umberto Giordano diretta da Rodolfo Ferrari con Giuseppe Borgatti.

Tra i titolari della gestione degli anni post unitari si possono ricordare i fratelli Corti (1876) e Luigi Piontelli (1884-1894).

Tra il 1894 e il 1897 la gestione del teatro passò in mano all'editore Edoardo Sonzogno. Sul palcoscenico scaligero apparvero in quegli anni opere di compositori francesi (Charles GounodFromental HalévyDaniel AuberHector BerliozGeorges BizetJules MassenetCamille Saint-Saëns) e della cosiddetta scuola verista (Pietro MascagniRuggero LeoncavalloUmberto Giordano). Grande successo ebbero anche le opere di Richard Wagner, che in quegli anni inaugurano spesso la stagione operistica.

Tra il 1881 e il 1884 furono rinnovate le decorazioni degli ambienti al piano terra seguendo un progetto del 1862 degli architetti Savoia e Pirola. Nel 1891, per controllare meglio l'afflusso degli spettatori, furono aboliti i posti in piedi e vennero installate le prime poltrone fisse in platea.

Il 1º luglio 1897, il Comune di Milano, posto di fronte a emergenze sociali e sotto la spinta delle sinistre, decise di sospendere il proprio contributo: la Scala fu costretta a chiudere dal 7 dicembre (anche le scuole di canto e ballo).

Il teatro riaprì il 26 dicembre 1898 con I maestri cantori di Norimberga diretta da Arturo Toscanini con Angelica PandolfiniEmilio De Marchi (tenore)Antonio Scotti e Francesco Navarrini grazie alla munificenza di Guido Visconti di Modrone. Riparate con fondi personali le perdite e fondata una Società Anonima, di cui il duca assunse la carica di presidente chiamando Arrigo Boito quale proprio vice, l'attività ricominciò sotto la direzione generale di Giulio Gatti Casazza e la direzione artistica di Toscanini. 

Il primo periodo di Toscanini alla Scala fu segnato dal profondo interesse del direttore per Richard Wagner, ma anche per Meyerbeer e Berlioz. Fra i compositori contemporanei, catalizzarono la scena scaligera Mascagni, Franchetti, Boito.

Il 21 aprile 1889, con la prima di Edgar, fece il proprio esordio il giovane Giacomo Puccini, ottenendo un successo cordiale ma non propriamente caloroso. Un clamoroso fiasco fu invece, qualche anno dopo, la prima della Madama Butterfly (1904). 

Nel 1900 avviene il successo della prima assoluta di Anton di Cesare Galeotti diretta da Toscanini con Giuseppe Borgatti ed Emma Carelli e nel 1901 un concerto commemorativo per la morte di Verdi diretto da Toscanini con Amelia PintoFrancesco Tamagno ed Enrico Caruso.

Prima di mettere in scena le opere dei compositori scomparsi, Toscanini eseguiva un inusuale lavoro di ripulitura e interpretazione, finalizzato a ripristinare parti tagliate o vistosamente modificate nell'orchestrazione, rimuovere tutti quegli accorgimenti che, già a partire dalle prime messe in scena, venivano adottati per sopperire a carenze degli interpreti, correggere veri e propri errori. Tanto più incisivo era l'intervento quanto più famosa e rappresentata era l'opera: un buon esempio è costituito dal lavoro di Toscanini su Il trovatore, messo in scena il 9 febbraio 1902. Quando il maestro decise di sottoporre quest'opera alla necessaria ripulitura, l'editore Giulio Ricordi, titolare dei diritti sul libretto, oppose un netto rifiuto, giudicandolo un intervento arbitrario, e solo la mediazione di Boito permise a Toscanini di portare a termine il proprio lavoro. Nelle pagine della Gazzetta musicale di Milano, l'editore, che continuava a non essere d'accordo, scrisse:

«Toscanini è, per taluni, infallibile quanto il Papa! Anzi è superiore allo stesso Verdi, che pure ha scritto il Trovatore, ma non lo ha mai concertato e diretto così!»

Questo e altri motivi (il contrasto, in parte dovuto a ragioni caratteriali, con Uberto Visconti di Modrone, s?uto nel 1903 al padre Guido, la mancata concessione di un aumento di stipendio, all'epoca nettamente inferiore, ad esempio, rispetto a quello garantito ai cantanti, la divergenza con il pubblico milanese), ma soprattutto il differente modo di concepire i compiti del direttore d'orchestra, visto da Toscanini come il "demiurgo" dello spettacolo, controllore di ogni più piccolo elemento e responsabile dell'unitarietà del lavoro degli strumentisti, cantanti, registi, scenografi, spinsero il maestro a lasciare Milano e l'Italia.

Mentre Toscanini lasciò il teatro il 14 aprile 1903 durante la ripresa di Un ballo in maschera per dissapori col pubblico, Gatti Casazza rimase fino al 1907, anno in cui dispose l'arretramento del palcoscenico per far spazio alla cosiddetta "buca", parzialmente nascosta dalla ribalta. Prima di allora i musicisti e il direttore d'orchestra non avevano un loro posto ma suonavano davanti al pubblico, ostruendo spesso la visibilità dalla platea. Durante le feste mondane l'orchestra suonava invece sul palcoscenico per lasciar maggior spazio alle danze.

Nel 1906 avviene il primo concerto con il pianista Mieczys?aw Horszowski, nel 1907 il successo della prima assoluta di Gloria (opera) di Francesco Cilea diretta da Toscanini con Nazzareno De AngelisSolomiya KrushelnytskaPasquale Amato e Giovanni Zenatello, nel 1913 di L'amore dei tre re di Italo Montemezzi diretta da Tullio Serafin con Edoardo Ferrari FontanaCarlo Galeffi e De Angelis e nel 1914 Abisso (opera) di Antonio Smareglia diretta da Serafin con Icilio CallejaEmilio BioneBerardo BerardiTina Poli-Randaccio e Claudia Muzio.

Nel 1909, il quinto ordine di palchi fu trasformato nell'attuale "prima galleria" per permettere a più spettatori, non proprietari di palchi, di assistere agli spettacoli.

Alla fine del 1918, Visconti di Modrone fu costretto a rinunciare all'incarico per ragioni economiche. Lo stallo di due anni portò a una radicale trasformazione dei criteri di gestione: grazie alla rinuncia del diritto di proprietà sia da parte dei palchettisti che del Comune, venne fondato infatti l’Ente Autonomo Teatro alla Scala, subito impersonato dal direttore generale Angelo Scandiani. Grazie a sovvenzioni comunali e statali e alle somme raccolte attraverso una sottoscrizione promossa dal Corriere della Sera, il teatro poté finalmente godere di una completa autonomia.

Si deve a Scandiani la costituzione formale dell'orchestra del Teatro alla Scala, i cui musicisti, un centinaio, verranno d'ora in poi scelti secondo rigidi criteri di selezione e assunti con regolari contratti a tempo indeterminato. Alla direzione musicale tornò ancora una volta Toscanini, promotore di una intensa e straordinaria stagione per il teatro. Il palco scaligero vide avvicendarsi i maggiori cantanti del tempo, tra cui Fëdor Ivanovi? ŠaljapinMagda OliveroGiacomo Lauri-VolpiTitta RuffoEnrico RoggioGino BechiBeniamino GigliMafalda FaveroToti Dal MonteGilda Dalla RizzaAureliano Pertile.

Nel 1929 lo Stato fascista riservò al capo del governo la facoltà di nomina del presidente dell'Ente e impose la partecipazione di un rappresentante del Ministero dell'Educazione Nazionale al consiglio di amministrazione. Di fronte a ciò, Toscanini, portata a termine l'impegnativa tournée a Vienna e Berlino, lasciò la direzione del teatro nel maggio dell'anno successivo e si trasferì a New York. Nel 1931, a seguito di un'aggressione subita a Bologna, schiaffeggiato davanti al Teatro Comunale per essersi rifiutato di eseguire la Marcia Reale e Giovinezza, il maestro lasciò definitivamente il paese.

Nel 1932Luigi Lorenzo Secchi progettò le "scale degli specchi" che collegano il foyer al ridotto dei palchi, anch'esso al centro di importanti lavori nel 1936

Nel 1938 il palcoscenico venne dotato di ponti e pannelli mobili, oltre che di un sistema che permetteva di abbassarne il livello, facilitando il carico delle scene direttamente dal cortile. 

Il 26 dicembre 1938 il maestro del coro Vittore Veneziani lascia la Scala per l'esilio a causa delle leggi razziali fasciste.

Subito dopo la caduta del fascismo, il 25 luglio 1943, comparvero sui muri del teatro manifesti inneggianti al ritorno di Toscanini ("Evviva Toscanini", "Ritorni Toscanini"). L'estate del '43 vide l'acuirsi dei bombardamenti alleati su Milano: il teatro riportò lievi danni dall'incursione avvenuta l'8 agosto, durante al quale gli addetti alla protezione antiaerea riuscirono a spegnere alcuni spezzoni incendiari caduti sul tetto. Nella notte tra il 15 e il 16 agosto la Scala subì un nuovo e ancora più devastante martellamento dall'alto: una bomba incendiaria esplose sul tetto provocando gravi danni alla sala (crollo del soffitto, distruzione dei palchi del sesto e quinto ordine di galleria, gravi danni ai sottostanti e alle strutture di servizio), con il palcoscenico che fu risparmiato solo perché era stato calato il sipario metallico a protezione; nei giorni seguenti altri attacchi colpirono il museo e lato su via Filodrammatici. 

"Non potemmo che piangere" ricorda Nicola Benois, scenografo del Teatro, "dall'inizio della guerra facevamo spettacoli per militari e feriti, da quel momento il nuovo grande ferito era La Scala". Su iniziativa dell'assessore alla cultura Achille Magni e con il placet del sindaco di Milano Antonio Greppi, si optò per ricostruire il teatro "com'era e dov'era" prima del conflitto. Fu perciò nominato un commissario straordinario (Antonio Ghiringhelli) che diede avvio ai lavori, guidati dall'ingegnere capo del Comune di Milano Secchi. Quest'ultimo continuerà fino al 1982 a sovraintendere alle opere di adeguamento e rinnovo del teatro.

I lavori si protrassero fino al maggio 1946, ma nel frattempo non si cessò di far musica: l'attività scaligera continuò presso il Teatro Sociale di Como, nel Teatro Gaetano Donizetti di Bergamo e, a Milano, nel Teatro Lirico e nel Palazzetto dello Sport. Il 13 dicembre 1945 per l'inizio della stagione nel Teatro Lirico, il maestro del coro Vittore Veneziani torna alla Scala. L'11 maggio 1946 alle ore 21:00 "precise", come si legge sul cartellone, Toscanini inaugurò la nuova sala, dirigendo l'ouverture de La gazza ladra, il coro dell'Imeneo, il Pas de six e la Marcia dei Soldati del Guglielmo Tell, la preghiera del Mosè in Egitto, l'ouverture e il coro degli ebrei del Nabucco, l'ouverture de I vespri siciliani e il Te Deum di Verdi, l'intermezzo e estratti dall'atto III di Manon Lescaut, il prologo e alcune arie del Mefistofele. Il "concerto della ricostruzione", che vide tra gli interpreti anche Renata Tebaldi con Veneziani, Mafalda FaveroGiuseppe Nessi e Tancredi Pasero, fu un evento storico per tutta Milano. Come scrisse Filippo Sacchi:

«Quella sera [Toscanini] non dirigeva soltanto per i tremila che avevano potuto pagarsi un posto in teatro: dirigeva anche per tutta la folla che occupava in quel momento le piazze vicine, davanti alle batterie degli altoparlanti»

Dopo una serie di concerti diretti da Toscanini, Klecky e Votto, l'attività operistica riprese il 26 dicembre con il Nabucco.

La gestione di Ghiringhelli, nominato sovrintendente nel 1948, fu contrassegnata tra l'altro dalle partigianerie tra i sostenitori di Maria Callas Meneghini e di Renata Tebaldi: il soprano greco, che era già apparsa in sostituzione della collega italiana in alcune recite di Aida del 1950 diretta da Franco Capuana con Fedora BarbieriMario Del Monaco e Cesare Siepi, ottenne il primo trionfo scaligero in occasione dell'apertura della stagione 1951-52 come La Duchessa Elena ne I vespri siciliani diretta da Victor de Sabata con Enzo MascheriniBoris ChristoffEnrico Campi e Gino Del Signore. Tra gli eventi più importanti di questo periodo si possono citare il debutto scaligero di Herbert von Karajan in veste di direttore d'orchestra (Nozze di Figaro con Elisabeth SchwarzkopfSena Jurinac e Giuseppe Taddei1948) e di regista oltre che direttore (Tannhäuser con Gottlob Frick e la Schwarzkopf, due anni più tardi), la rappresentazione de L'anello del Nibelungo (marzo-aprile 1950) diretto da Wilhelm Furtwängler, e della novità di Igor Stravinskij La carriera di un libertino, rappresentato l'8 dicembre dell'anno successivo diretto da Ferdinand Leitner con la Schwarzkopf, Cloe ElmoMirto Picchi e Hugues Cuénod.

Mentre la riscoperta delle partiture fu affidata alle bacchette di Thomas SchippersGianandrea GavazzeniCarlo Maria Giulini, le scelte di regia di artisti come Giorgio StrehlerLuchino ViscontiFranco ZeffirelliPier Luigi Pizzi e Luca Ronconi permisero al pubblico di vedere con occhi nuovi i libretti. Tra i grandi coreografi e ballerini impegnati in quegli anni alla Scala si possono invece ricordare Léonide MassineGeorge BalanchineRudolf NureyevCarla Fracci e Luciana Savignano.

Nel 1957 avviene il successo della prima assoluta di I dialoghi delle Carmelitane di Francis Poulenc con Scipio ColomboNicola FilacuridiVirginia ZeaniGianna PederziniGigliola FrazzoniEugenia RattiLeyla GencerFiorenza Cossotto e Alvinio Misciano diretta da Nino Sanzogno e nel 1958 di Assassinio nella cattedrale (opera) di Ildebrando Pizzetti diretta da Gianandrea Gavazzeni con la Gencer, Picchi, Dino DondiNicola Rossi-LemeniNicola ZaccariaLino Puglisi e Campi.

Il 18 febbraio 1957 la Scala ricordò Toscanini, scomparso a New York in gennaio, con un concerto diretto da Victor De Sabata

Nell'estate 1967 viene promulgata una legge che riordina lo status dei principali teatri italiani, riconoscendo alla Scala, "ente autonomo lirico", la personalità giuridica di diritto pubblico. Da questo momento in poi il presidente del consiglio d'amministrazione del teatro è il sindaco della città, mentre il sovrintendente è proposto dal Consiglio comunale e nominato dal Ministro per il turismo e lo spettacolo (la competenza è attualmente trasferita al Ministero per i Beni e le Attività Culturali). Al sovrintendente spetta il compito di predisporre i bilanci e, assieme al direttore artistico, nominato dal c.d.a., la stagione scaligera.

Antonio Ghiringhelli, cui va riconosciuto, tra l'altro, il merito di aver risollevato il teatro nella difficile situazione del dopoguerra, fu soprattutto un imprenditore. Grande influenza ebbe durante la sua gestione la competenza teatrale dei direttori artistici Mario LabrocaVictor de SabataFrancesco SicilianiGianandrea Gavazzeni e Luciano Chailly. Nel 1972 furono nominati il nuovo sovrintendente, Paolo Grassi, uno dei fondatori del Piccolo Teatro, regista ed editore di collane teatrali e il direttore artistico, il pianista e musicologo Massimo Bongianckino. Nello stesso anno Claudio Abbado, già da qualche anno direttore musicale dell'orchestra, è nominato direttore musicale del teatro. Sotto questa gestione si è registrato il periodo di maggior produttività del teatro, che metteva in scena quasi 300 rappresentazioni all'anno.

Nel 1976 venne realizzato il meccanismo idraulico che consentì al piano dell'orchestra di essere sollevato fino al livello del palcoscenico.

L'anno successivo si ebbe un nuovo cambio nella gestione: a sostituire Grassi fu chiamato Carlo Maria Badini, già sovrintendente del Teatro Comunale di Bologna, mentre Claudio Abbado prese il posto di Francesco Siciliani, subentrato due anni prima a Bongianckino nella carica di direttore artistico. Nel 1978 si festeggiò il secondo centenario dalla fondazione del teatro con una stagione in cui spiccarono Verdi (Don CarloUn ballo in mascheraI masnadieriLa forza del destino e Il trovatore) e Claudio Monteverdi (L'OrfeoIl ritorno di Ulisse in patria e L'incoronazione di Poppea). Furono rappresentate anche due novità assolute di Luciano Berio (La vera storia) e di Camillo Togni (Blaubart), L'heure espagnole e L'enfant et les sortilèges di Maurice RavelMadama Butterfly e Manon Lescaut di Puccini, Fidelio di BeethovenPierrot Lunaire di Arnold SchönbergTristan und Isolde di Wagner, Die Entführung aus dem Serail di Mozart e molti balletti, tra cui il Ballo Excelsior

Solo un anno più tardi, nel 1979, Abbado lasciò la direzione artistica, mantenendo però quella musicale. Nel 1982, in tale veste, fondò, sul modello dei Wiener Philharmoniker, la Filarmonica della Scala. Nel 1986, ultimo anno della direzione Abbado, fu promotore di un importante "Omaggio a Debussy", coinvolgendo anche il coreografo Maurice Béjart

A sostituire Abbado fu chiamato il maestro napoletano Riccardo Muti, il quale promuoverà una stagione di riscoperta di opere come Lodoïska di Luigi CherubiniAlceste e Iphigénie en Aulide di Christoph Willibald Gluck, con regie di ricerca e rinnovamento.

Con la nuova gestione di Carlo Fontana, nominato sovrintendente nel 1990, la Scala ha continuato non solo la tradizionale attività, ma ha puntato sulle tournée all'estero (ad esempio il Requiem di Verdi diretto da Abbado prima, da Muti poi, portato, tra l'altro, nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi, o la versione di Falstaff che ha aperto la stagione 1979-80, regia di Giorgio Strehler, scenografia di Ezio Frigerio).

Nel 1996 fu costituita per legge dallo Stato italiano, dalla Regione Lombardia e dal Comune di Milano, la Fondazione Teatro alla Scala, una fondazione di diritto privato, senza scopo di lucro, con il fine di perseguire la diffusione dell'arte musicale, l'educazione musicale della collettività, la formazione professionale dei quadri artistici e tecnici [...] la ricerca e la produzione musicale, anche in funzione di promozione sociale e culturale. Ai "fondatori di diritto" può aggiungersi qualsiasi soggetto, pubblico o privato, straniero o italiano, che concorra alla formazione del patrimonio della fondazione con un contributo minimo fissato dallo statuto. 

Il nuovo statuto ha anche permesso l'apertura della sala del Piermarini ad attività commerciali e finanziarie.

Importanti lavori interessarono l'edificio dal gennaio 2002 al dicembre 2004 che ha affrontato il più profondo intervento di restauro dell'edificio storico e di modernizzazione del palcoscenico dalla fine della Seconda Guerra Mondiale. In questo periodo il Teatro degli Arcimboldi, nel quartiere decentrato della Bicocca, sorto sull'Area ex Pirelli, diventa il palcoscenico della Scala. Il teatro rinnovato venne ufficialmente restituito al pubblico il 7 dicembre con la rappresentazione della stessa opera che fu commissionata per l'inaugurazione della Scala nel 1778L'Europa riconosciuta, di Antonio Salieri, fortemente voluta dal direttore musicale Riccardo Muti.

Dopo poco più di un anno, complesse polemiche videro l'allontanamento di Muti e la nomina, il 2 maggio 2005, del sovrintendente Stéphane Lissner, già direttore del Festival di Aix-en-Provence (è il primo sovrintendente non italiano nella storia della Scala). Daniel Barenboim, dopo l'esordio, il 7 dicembre 2007, con Tristano e Isotta di Richard Wagner, venne nominato direttore musicale nel 2011, mantenendo allo stesso tempo la direzione dell'Opera di Stato di Berlino. Accanto a giovani direttori come Daniel Harding e Gustavo Dudamel, Lissner riportò alla Scala, il 30 ottobre 2012Claudio Abbado, assente dal teatro milanese da ventisei anni. Innovative e talvolta discusse sono state le scelte di regia (Robert CarsenEmma DanteClaus GuthNikolaus Lehnhoff). Nell'ottobre 2012 vengono confermate le voci circa l'addio di Lissner, che dal 2015 passerà all'Opéra National de Paris. Gli s?erà Alexander Pereira. Sempre dal 1º gennaio 2015, a Daniel Barenboim s?erà Riccardo Chailly

Gli elementi architettonici caratterizzanti sono il timpano, le paraste e le semicolonne visibili quando il teatro sorgeva su una lunga e stretta strada, successivamente, dopo la costruzione della piazza antistante, diventano meno evidenti, poiché la prospettiva angolare lascia il passo al punto di vista centrale. Con portico e terrazza aggettanti il teatro è una costruzione funzionale con emiciclo interno per la diffusione dei suoni. I caratteri stilistici del Piermarini si possono riassumere nella sobrietà della struttura e degli elementi decorativi usati con rapporti modulari. 

La facciata principale è la parte del teatro che ha subito, rispetto al progetto originario, il minor numero di modifiche. L'unica aggiunta è stata quella dei due piccoli corpi laterali sormontati da terrazzi (1835), i quali, se alterano lievemente la visione laterale rompendo la scansione dei tre diversi volumi della facciata, fanno salva la percezione frontale. L'aspetto più innovativo del progetto è sicuramente la galleria che l'architetto antepone agli accessi del teatro. Un tempo era possibile, grazie a questo accorgimento, arrivare a pochi metri dall'ingresso, e al coperto, con la carrozza. I piani sono scanditi da cornicioni e dal diverso rivestimento murario. Al piano terreno e al mezzanino, su un basso bugnato si aprono sette arcate cieche, intonacate di chiaro come le superfici dei piani superiori. Originariamente le porte di accesso al teatro erano solo due, in corrispondenza delle arcate laterali della galleria. All'interno delle altre cinque aperture si aprivano, invece, altrettante finestre. Oggi, ogni fornice ospita un portone, sormontato dalle finestrelle arcuate del mezzanino. In corrispondenza dei piedritti delle arcate corre un corso di blocchi più sporgenti. Sporgente è anche il concio.

Sopra alla galleria e ai corpi aggiunti dal Pestagalli, un parapetto a balaustra, il cui disegno è ripreso anche come zoccolo per le semicolonne e le lesene corinzie che scandiscono il ritmo dei diversi volumi al primo piano. In corrispondenza del terrazzo, in mezzo alle quattro coppie di semicolonne, si aprono tre porte timpanate. Sulla parete del volume intermedio e sui terrazzi laterali si aprono altre quattro luci, sempre decorate da timpani triangolari, due a destra e due a sinistra. In corrispondenza dei capitelli corre un fregio spezzato a festoni in stucco. Al di sopra corre un'importante trabeazione su cui poggiano le basi delle basse lesene e le cornici delle aperture dell'odierno ridotto delle gallerie.

Corona il prospetto, in corrispondenza della galleria delle carrozze, un timpano decorato, sempre su disegno del Piermarini, a bassorilievo in stucco da Giuseppe Franchi. Il soggetto è l'allegoria de Il carro del Sole inseguito dalla Notte (altrove detto Il carro di Apollo o di Fetonte). Ai due lati una balaustra interrotta, in corrispondenza delle sottostanti lesene, da parapetti ciechi decorati da vasi fiammati.

Per il bugnato fu scelto il granito di Baveno, di color grigio-rosa; per i parapetti, lo zoccolo del primo piano, le lesene, le colonne, la trabeazione che corre su queste, i timpani di tutte le finestre e la cornice del grande timpano triangolare, la pietra di Viggiù, un'arenaria di colore grigio paglierino, e la pietra Gallina

L'architetto concepì la facciata principale per la visione di scorcio, giacché il teatro si trovava in origine in una contrada relativamente stretta. La visione frontale, e il curioso effetto del timpano sormontato da coppi, si è resa possibile a seguito dell'apertura di piazza della Scala, nel 1857

La decorazione neoclassica e la stessa disposizione degli ambienti al piano terreno non sono quelle previste dal Piermarini. Originariamente, passato uno stretto corridoio parallelo alla facciata, analogo a quello attuale, si accedeva a due ambienti oblunghi. Sul lato esterno di quello di sinistra si trovavano il «camerino dei biglietti», la «camera per gli impresari» con l'attigua «camera per gli accordi», l'alloggio del custode. Sul lato esterno di quello di destra, il locale per il corpo di guardia con il «camerino per l'ufficiale» e la «bottega del caffè» per la platea. Al centro, una sala di transito dove il pubblico attendeva l'arrivo delle carrozze. Percorsi fino al fondo i due corridoi, si entrava nell'atrio, o «vestibolo per la servitù», oblungo e non molto ampio, e finalmente, attraverso tre porte, nella sala. Sempre da qui si accedeva ai palchi, grazie a un duplice sistema di scale, e a due «botteghe per chincaglierie».

Tra il 1881 e il 1884 furono rinnovate le decorazioni di questi ambienti seguendo i disegni di ornato previsti in un progetto del 1862 degli architetti Savoia e Pirola. Oggi, varcata la soglia di uno dei cinque portoni centrali (i due laterali danno accesso ad altrettanti ambienti minori ricavati nei corpi aggiunti nel 1835) si accede a un ambiente, coperto da una volta a botte, lungo quanto l'originale corpo aggettante della facciata, assai stretto e basso. Da qui altrettante porte introducono nel foyer della platea e dei palchi. L'ambiente è diviso, parallelamente alla facciata, da una fila di sei alte colonne in marmo. Le pareti sono decorate a stucco con paraste che sorreggono fregi e una ricca trabeazione in parte dorata. Diversi specchi riflettono la luce dei lampadari di cristallo che pendono dalle volte. 

Sul fondo, l'ampio varco centrale dà accesso, tramite una breve rampa tripartita da due colonne, alla platea. A destra e a sinistra, due coppie di varchi più piccoli conducono tramite alcuni scalini ai corridoi dei palchi (quelli centrali) e ai guardaroba della platea (quelli laterali). Nelle pareti laterali dell'atrio si aprono quattro porte: le prime comunicanti a destra e a sinistra, rispettivamente, con il buffet degli spettatori della platea, e con il bookshop, mentre le seconde con le "scale degli specchi" che danno diretto accesso ai ridotti dei palchi e delle gallerie.

Il Piermarini, nel progettare la Scala, si ispirò al teatro di corte della reggia di Caserta di Vanvitelli e al Teatro San Carlo di Napoli. La sala si presenta a forma di ferro di cavallo impreziosita da decorazioni di gusto neoclassico..

Fino al bombardamento del 1943 si era conservata la struttura originaria della volta, costituita da uno spesso strato di intonaco pressato su "bacchette", strisce larghe circa cinque centimetri ricavate da tondelli di castagno non del tutto essiccati e lasciati a macerare nell'acqua, inchiodate a centine in legno di pioppo. Queste erano a loro volta appese mediante sottili tiranti in legno ai travettoni appoggiati sulle grandi capriate poste a sostegno delle falde del tetto. Questo sistema, quasi un controsoffitto, è stato per certi versi ripreso nel Teatro degli Arcimboldi, dove il soffitto che vede lo spettatore è in realtà composto da pannelli riflettenti rivolti verso la platea e fonoassorbenti rivolti verso l'orchestra.

La semplice volta della sala era intonacata, come pure le pareti dei quattro ordini di palchi e le quattro grandi colonne che racchiudono i palchi di proscenio. La sala appariva all'origine in modo molto diverso da quanto si vede oggi: numerosi sono stati gli interventi, tra cui quello curato da Luigi Canonica (1808) e quello dello scenografo Alessandro Sanquirico (1830), ammirabile nel suo complesso ancora oggi.

Il boccascena è di 16 x 12 metri (identico a quello del teatro degli Arcimboldi, il quale è infatti stato costruito in modo tale che le scene possano passare da un teatro all'altro). L'originario sipario in tela dipinta che si apriva a caduta è stato sostituito dall'attuale in velluto cremisi, con apertura all'imperiale, riccamente decorato a ricami in oro. Nella parte superiore troneggia lo stemma del Comune di Milano. Sopra il boccascena, un orologio che indica l'ora (numero romano) e i minuti (numeri arabi, scanditi a intervalli di tempo di cinque minuti) è sorretto da due grandi figure femminili in basso rilievo.

Il palcoscenico, originariamente in assi di pioppo solcato dalle guide per i pannelli mobili delle scene, aveva dimensioni ragguardevoli (oltre trenta metri di lunghezza e quasi ventisei di larghezza) e si prolungava un tempo nella sala fino oltre il proscenio, nello spazio oggi occupato dalla buca d'orchestra. In base al progetto iniziale avrebbe dovuto avere non sei ma sette campate, ridotte in corso d'opera a causa di difficoltà nell'acquistare i terreni necessari. Lunghi ballatoi permettevano ai macchinisti di manovrare le scene.

L'orchestra suonava fino agli inizi del XX secolo allo stesso livello della platea, dalla quale era separata grazie a un'"assata in pendio" che poteva essere rimossa in occasione delle feste da ballo. L'attuale fossa fu costruita all'inizio del Novecento.

I colori dominanti della decorazione attuale sono l'oro e l'avorio. I decori, medaglioni e motivi floreali e zoomorfi, sono realizzati in cartapesta dorata applicata sul legno laccato color avorio dei parapetti. Le colonnine che separano un palco dall'altro sono un po' arretrate e le pareti stesse dei singoli palchi sono direzionate in modo da permettere una migliore visuale anche dai palchi più laterali. Le tappezzerie alle pareti sono state uniformate in damasco cremisi. Del tutto simile è l'aspetto dalla platea delle due gallerie. Anche l'attuale seconda galleria, nel progetto del Piermarini pensata quale unico loggione, si offriva alla vista in modo identico ai cinque ordini di palchi sottostanti, ma aveva in realtà un soffitto a volta.

Dalla volta, decorata a grisaille, pende il grande lampadario donato dai maestri vetrai di Murano dopo la seconda guerra mondiale.

I sei livelli sono oggi organizzati in quattro ordini di palchi e due gallerie. I primi tre ordini contano trentasei palchi, diciotto a destra e diciotto a sinistra, numerati in ordine crescente a partire dal proscenio; il quarto ordine ne conta invece trentanove, giacché tre palchi occupano lo spazio che negli ordini sottostanti è riservato al palco reale. Su entrambi i lati del proscenio si affacciano ulteriori quattro palchi di proscenio, corrispondenti ai primi quattro ordini.

I palchi e i retrostanti camerini erano un tempo decorati dai singoli proprietari con tappezzerie di differenti colori, tappeti, mobili, specchi e sedie di loro scelta. In base a un inventario del 1790 siamo a conoscenza della stoffa prevalentemente scelta per le pareti dei palchi, una «tela di Vienna, a fondo bianco, rosso, celeste, a righe, su cui sono sparsi o s'intrecciano rami o s'inviluppano fantasiose composizioni alla cinese; la tendenza classicheggiante è rappresentata da tappezzerie a "musaico"».Fu deciso che solo le tinte e l'andamento delle mantovane dovessero essere uniformi, di color rosso, e, a differenza di quanto avviene oggi, in foggia tale da poter isolare completamente il palco dalla sala. 

In occasione dei lavori di rinnovo del 1830, fu deciso, su indicazione del Sanquirico, di adottare un nuovo colore e una nuova foggia, così descritti in una lettera del 6 agosto di quell'anno: «un solo piegone candente nel mezzo e due code laterali, di un solo colore, quello celeste». Il modello delle nuove cortine, da riprodursi a cura dei proprietari dei singoli palchi, fu messo in opera nel palco in uso all'I.R. Comando Militare (il numero 16 del primo ordine) e, per i palchi di proscenio, in quello del governatore, il conte Francesco di Hartin.[66] Nel 1838 furono rinnovate le dorature, i panneggi e il restauro delle decorazioni, ma, come si deduce da una lettera di Franz Liszt (che vi tenne due concerti pianistici nel febbraio 1838 e uno in settembre), i tendaggi non mutarono colore. 

Nel 1844, tutti i panneggi del teatro divennero «cedrone», un verde brillante, ad eccezione del palco reale, il cui predominante color rosso cremisi fu scelto come tradizionale insegna di potere. 

Una tra le importanti trasformazioni che seguirono all'istituzione dell'Ente Autonomo, fu l'uniformazione della decorazione dei palchi. Il compito fu affidato nel 1928 all'architetto Giordani, il quale decise di rivestirli uniformemente con un damasco rosso di seta con decorazioni in stile impero. I tendaggi tornarono a essere color cremisi, rifiniti con gocce e pigne dorate. Nel 1988, i damaschi di seta furono sostituiti con una stoffa di disegno abbastanza simile, ma in fibra sintetica ignifuga. Nel corso degli ultimi lavori di restauro è stato nuovamente posato del damasco di seta, sempre di colore rosso, tra il rubino e il granato antico

I seguenti palchi hanno mantenuto la loro decorazione originaria, in modo totale o parziale; in alcuni casi si può trattare solo di un soffitto affrescato, in altri di specchi o stucchi: 

  • Primo Ordine:
    • Palco di proscenio a sinistra;
    • Palco 5 a sinistra.
  • Secondo Ordine:
    • Palco di proscenio a sinistra;
    • Palchi 1, 2, 7, 8, 9, 12, 13, 14, 15, 16 a sinistra;
    • Palco 17 a destra
  • Terzo Ordine:
    • Palco 16 a sinistra.
  • Il quarto ordine, gravemente danneggiato dal bombardamento, non conserva alcuna decorazione.

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Un complesso sistema di scale a più rampe (dette «a tenaglia») collega il foyer con i corridoi di accesso ai palchi. Nei primi tre ordini i corridoi dei palchi di destra e di sinistra non sono comunicanti a causa del volume del palco reale, cui si accede dal secondo ordine tramite un ampio vestibolo. Sui corridoi si aprono sia le porte dei camerini, oggi utilizzati come guardaroba per gli spettatori dei singoli palchi, sia quelle di accesso ai palchi. Varcata questa prima porta in legno laccato, per accedere alla sala è necessario aprire una seconda anta ricoperta di velluto.

La cromia prevalente delle pareti dei corridoi e delle scale è giallo/arancio, mentre le zoccolature sono nere. Sulle pareti delle scale d'accesso al primo ordine, invece, il marmorino è grigio-verde con la fascia verticale in prossimità del corridoio gialla, in continuità con la tinta delle pareti di quel piano. I pavimenti dei palchi sono oggi in cotto, lo stesso materiale previsto da Piermarini, i corridoi e i pianerottoli delle scale sono invece in terrazzo veneziano.

L'originaria unica galleria era collegata al vestibolo per la servitù tramite due scale a chiocciola. Gli spettatori con biglietti di galleria entrano oggi attraverso l'ingresso del Museo teatrale, in largo Ghiringhelli. Nello spazio occupato nei piani sottostanti dai camerini, si trovano in corrispondenza delle due gallerie i guardaroba, non dissimili da quelli della platea. Differente è invece il disegno delle rampe che collegano i due ultimi piani, ridisegnate nel corso del XX secolo.

Vi sono oggi due ridotti. Il primo, in corrispondenza del terzo ordine di palchi, è destinato agli spettatori dei palchi. Il secondo, aperto nel 1958 nel luogo un tempo adibito a "stanza delle stufe", è destinato a quelli delle due gallerie. L'aspetto di entrambi questi ambienti è stato più volte modificato nel corso degli anni. In origine, nel locale che attualmente ospita il ridotto delle gallerie si producevano le braci da porre in appositi bracieri dislocati nei vari ambienti del teatro.

L'attuale decorazione del primo ridotto, intitolato ad Arturo Toscanini, risale all'intervento di Luigi Lorenzo Secchi (1936). Il primo ambiente cui si accede dal corridoio del terzo ordine, stretto e assai allungato, funge quasi da anticamera al più vasto salone, corrispondente all'area del corpo aggettante. A dividerli un muro in cui si aprono un grande varco sorretto da quattro colonne marmoree e due varchi minori, a destra e a sinistra, che danno accesso ad altrettanti vani più piccoli, ospitanti i buffet. Le pareti di tutti e quattro gli ambienti sono decorate da specchi, fregi e paraste con capitelli corinzi dorati realizzati a stucco. Sopra questi ultimi corre la trabeazione, assai importante nei due ambienti maggiori, meno appariscente nei due buffet. Tre porte finestre e due finestre si aprono dal salone verso piazza della Scala, una finestra da luce a ciascuno dei due ambienti minori. Tre grandi lampadari di cristallo pendono dalla volta del salone e altrettanti, più piccoli, illuminano il corridoio. Decorano il salone alcuni busti di compositori (Giacomo PucciniPietro MascagniUmberto Giordano), musicisti (Arturo Toscanini, opera di Adolfo Wildt) e responsabili del teatro, realizzati in marmo o in bronzo a partire dal dopo guerra. Le tappezzerie delle poltrone e dei divani sono realizzate con la medesima seta di colore giallo utilizzata per i tendaggi. 

La disposizione degli ambienti è la medesima anche nel ridotto superiore, cui si accede dalla seconda galleria. Soltanto l'altezza delle volte è minore e più discreta è la decorazione. 

Nel maggio del 2002 fu presentato il progetto di ristrutturazione, ormai non più posponibile: anche senza considerare le difficoltà logistiche del retropalco, il teatro funzionava ormai da quasi dieci anni in deroga ai regolamenti di sicurezza in materia di prevenzione incendi e antinfortunistica. Il progetto è, infatti, già prefigurato negli anni 1990, ma trova concreta realizzazione solo all'inizio del decennio successivo. Due erano le strade percorribili: la semplice messa in regola e il mantenimento della struttura così come restituita dal restauro del 1947, oppure la più ambiziosa ricostruzione del palco e degli altri ambienti utilizzati dagli artisti, in modo da garantire un potenziamento della macchina scenica. Si scelse la seconda, e la decisione non fu esente da critiche: un intervento così profondo ha infatti cancellato i segni tangibili che il tempo e le persone passate per quegli ambienti avevano lasciato.

Il progetto della macchina scenica fu affidato a Franco Malgrande, l'architetto Mario Botta, subentrato a Giuliano Parmegiani, ha invece firmato il progetto della torre scenica, della torre ellittica e degli ambienti di servizio ospitati negli edifici retrostanti il Casino Ricordi, in via Filodrammatici. 

Sin dall'inizio dei lavori, sorsero alcune difficoltà: la posizione centrale del teatro ha impedito di fare alcun affidamento sullo spazio intorno a esso e ha reso necessari un'attenta pianificazione, particolare coordinamento e monitoraggio della sicurezza. I quattrocento operai e i vari tecnici hanno dunque operato all'interno del limitato recinto di lavoro, dal quale sono stati rimossi, in almeno 10.000 viaggi dei mezzi di lavoro, 120.000 m³ di macerie. 

Anche le scelte di Botta sono state oggetto di un acceso dibattito, soprattutto relativamente l'impatto estetico dei due nuovi, massicci volumi (le torri scenica ed ellittica).

La torre scenica si eleva alle spalle delle torrette dell'antico sistema antincendio, in linea con l'asse della facciata. Il rivestimento è in lastre di marmo botticino disposte in triplici file di corsi di maggiore dimensione intervallate da liste più sottili. Tra queste ultime sono incastonati vari led che evocano, di notte, la presenza della torre. L'altezza della nuova torre scenica coincide con quella precedente e, come ha dichiarato l'architetto, i nuovi volumi vengono arretrati «con il doppio intento di evidenziare le facciate storiche nel rapporto 'figurativo' con il tessuto urbano e offrire, al di sopra dei tetti esistenti, un linguaggio astratto per le nuove costruzioni in modo da separare ed evidenziare i differenti periodi storici». Si è deciso infatti di arretrare di qualche metro il fronte est della torre, in modo da poter riaprire le luci oscurate con la costruzione del vecchio contro muro della torre scenica e dal sistema di tiri e contrappesi a esso addossati. In questo spazio sono stati oggi ricavati una serie di percorsi alle spalle del fronte su via Verdi, che consentono di riaprire le finestre e dare vita alla facciata storica. Il fronte nord, opposto a piazza della Scala, è invece solcato da profonde incisioni finestrate, aperte per dare luce alle quattro sale prova che si trovano sopra il retropalco. Tale fronte è completato da due rientranze più profonde e larghe, in corrispondenza dei due corpi di scale, e dal sistema di aperture del corpo camerini che collega posteriormente alla torre scenica la torre ellittica.

Oggetto dell'intervento è stato anche l'interno degli edifici ottocenteschi di via dei Filodrammatici, l'antico Casino Reale, ricostruito dalle fondamenta, mantenendo solo le facciate e uniformando le coperture a falde. In luogo delle due precedenti corti, si apre oggi tra il fianco del fabbricato piermariniano e il fianco stradale un unico spazio, su cui si affacciano gli ambienti della sovrintendenza e della direzione artistica. La piccola corte, che si sviluppa parallelamente al portico di via Filodrammatici, è dominata dallo sbalzo del corpo ellittico che si eleva cinque piani più in alto. Un'unica apertura verticale si apre sotto lo sbalzo, dando luce agli sbarchi delle scale e degli ascensori che disimpegnano ai piani bassi gli uffici agli spogliatoi degli artisti e del personale.

Parallelamente all'asse del progetto piermariniano, si eleva, infatti, un nuovo volume a pianta ellittica ospitante i camerini degli artisti. Il notevole arretramento e l'assenza di un vero e proprio fronte sono intesi proprio a sottolineare il distacco dalle facciate storiche del Casino Ricordi e degli altri edifici. La presenza della torre ellittica appare ancora più discreta in virtù del finimento a elementi verticali in botticino, che la «fanno vibrare nel gioco di luci ed ombre creato dal sole, smaterializzandone le superfici».

Botta ha voluto sottolineare che, all'epoca di Piermarini, l'isolato era racchiuso fra vie anguste. La profondità offerta al nostro occhio è dovuta alla demolizione, nel 1858, degli edifici prospicienti via Manzoni, condizione urbana sconosciuta all'architetto folignate e che giustifica la costruzione dei nuovi volumi. Questa profondità permette di cogliere, a detta dell'architetto svizzero, all'interno del più ampio complesso architettonico i differenti linguaggi che spaziano dal Settecento a oggi. 

I lavori hanno dunque ottimizzato gli ambienti di servizio e dato al teatro una macchina scenica tra le più complesse e versatili mai progettate, a fronte tuttavia di interventi decisamente invasivi nei confronti delle antiche strutture sceniche e della Piccola Scala, andate perdute per sempre.

Altrettanto importante è stato l'intervento conservativo che ha riguardato la parte monumentale. Terminati, alla fine degli anni 1990, i lavori di pulitura della facciata del teatro, si è proceduto in contemporanea ai lavori di rinnovamento, dal 2002 al 2004, al restauro dell'area monumentale, curato da Elisabetta Fabbri

Primo passo è stata l'acquisizione di tutte le informazioni storiche, materiche e dimensionali necessarie. Sono state riconosciute tre aree di intervento: la sala teatrale (comprendente, oltre alla platea e ai palchi, i corridoi, le scale e i camerini retropalco), il foyer e i ridotti, e, infine, i locali ospitanti il Museo teatrale. Mentre per queste ultime aree si può parlare di "manutenzione straordinaria", più che di "restauro conservativo" (sono stati sfruttati gli impianti già realizzati nel Novecento, opportunamente revisionati, e sostituiti materiali, come pavimentazioni lignee e tappezzerie, ormai logori), l'intervento nella sala teatrale è stato più complesso. 

È stato in particolare realizzato un nuovo cablaggio dei palchi, con la revisione degli impianti elettrici e dell'aria condizionata. Quanto all'adeguamento strutturale, si è proceduto con interventi di tirantatura delle travi lignee dei palchi e consolidamenti con iniezioni di resine speciali nelle volte in muratura. Complesso è stato anche l'intervento sui rivestimenti murari. Grazie ad attente rilevazioni è stato parzialmente possibile riportare alla luce l'originario intonaco a finto marmo, ben conservato alle pareti dei primi due ordini. Nei piani superiori e nel sottoplatea si è proceduto realizzando un nuovo marmorino

Fino al recente intervento di restauro il pavimento della platea, oltre a quello delle scale e dei corridoi, era rivestito di moquette. Nei palchi era stato posato invece uno strato di linoleum. La platea è stata ora pavimentata con legno a vista, disposto in strati speciali al fine di migliorare l'acustica. Nei palchi e nei camerini è stata recuperata la pavimentazione di formelle in cotto, già prevista dal Piermarini, mentre nei corridoi è stato ripristinato il seminato di marmo o terrazzo alla veneziana

Come si desume dalla pianta ufficiale, oltre ai 676 posti in platea (comprensivi di tre posti per disabili e altrettanti per gli accompagnatori), il teatro può ospitare 195 spettatori nel primo ordine di palchi (95 in quelli di destra, 100 in quelli di sinistra), 191 nel secondo (96 nei palchi di destra, 95 in quelli di sinistra), 20 nel palco d'onore, 194 nel terzo ordine (96 nei palchi di destra, 98 in quelli di sinistra), 200 nel quarto (divisi equamente a destra e a sinistra), 256 spettatori in prima galleria e 275 in seconda galleria, per un totale di 2007 spettatori. 

Nel provvedimento comunale di agibilità rilasciato tre mesi dopo la riapertura del Teatro nel 2004 i posti sono invece 2030. In realtà il Teatro stesso ha, in diverse occasioni, comunicato cifre ancora differenti. 

Di questi posti, in media, secondo i dati disponibili nel 2011, 630 sono occupati dagli abbonati (compresi i circa 10 posti acquistati dalle agenzie di turismo culturale), 50 dall'associazione Amici del Loggione, 22 alla sovrintendenza e 16 alla direzione artistica, 20 agli sponsor (10 a Banca Intesa, altrettanti ad altri, ma la quota può variare molto a seconda dello spettacolo), 8 a persone con disabilità; 550 sono infine destinati ai dipendenti e all'Ufficio Promozione Culturale. Mentre questi biglietti vengono venduti a prezzo normale (fanno eccezione i biglietti di promozione culturale e quelli per gli spettatori disabili), ulteriori 115 posti sono resi disponibili gratuitamente alla direzione (33 posti), ai giornalisti (32), alle forze dell'ordine (8), alla SIAE (8), al Comune (16), alla Provincia (6) e alla Regione (12). I posti venduti online e in biglietteria al pubblico non abbonato sono quindi, in media, 440, cui si aggiungono i 140 «ingressi serali» (i posti di scarsa visibilità) venduti poche ore prima dello spettacolo. 

Questi dati sono stati forniti dalla direzione del Teatro in risposta a proteste sollevatesi con riguardo alla presunta “introvabilità” dei biglietti in vendita singolarmente in biglietteria, ma soprattutto online. 

Tra gli accorgimenti adottati dal Piermarini, oltre alla forma della sala, vi fu la scelta della volta di legno, quasi una cassa di risonanza naturale. Un altro piccolo accorgimento fu il diminuire sensibilmente le dimensioni delle colonne che separano i vari palchi. Ottenne in questo modo, secondo le fonti, un'acustica pressoché perfetta in ogni punto della sala, considerata tra le migliori dei suoi tempi. 

Secondo uno studio del 1962, firmato Beranek, il Teatro alla Scala ha un'acustica eccellente, comparabile, tra i maggiori teatri europei, alla sola, ma ben più tarda, Staatsoper di Vienna (1869). È stato all'epoca rilevato un tempo iniziale di ritardo (Initial Time Delay Gap) di soli 0,015 secondi e solo tre riflessioni nell'arco di 60 millesimi di secondo. I valori del T30 (1,2 secondi), del tempo di decadimento iniziale (Early Decay Time: 1,3 s.) e C80 (che, essendo la sala riverberante, risultava pari a -0.11 dB) permettevano di equiparare la sala scaligera a quella del Teatro della Pergola di Firenze. Il “calore” del suono, cioè la ricchezza dei toni a bassa frequenza, era garantito da un lungo RT alle basse frequenze (125 e 250 Hz). 

In occasione degli ultimi lavori è stato inclinato il piano della platea per migliorare l'acustica in sala, oltre la visibilità. Si è provveduto, per lo stesso motivo, a rimuovere la moquette. A diretto contatto con il massetto in cemento (listoni in legno annegati in cemento magro) è stato posto uno strato di compensato marino dello spessore di 15 mm e quindi un «sandwich elastico», il cui foglio inferiore di gesso e truciolato (spessore 15 mm) è reso solidare con il compensato sottostante. Lo strato successivo, di polietilene reticolato (5 mm), non ha agganci rigidi con un secondo strato di gesso e truciolato, fissato invece a un ulteriore strato di compensato marino (16 mm). Sopra quest'ultimo, uno strato di granulato di gomma, attraversato dai supporti delle poltrone, fa da base ai listoni di rovere del parquet (spessore 22 mm). A seguito dell'ultimo intervento di restauro, le tappezzerie all'interno dei palchetti sono state modificate per rispondere ai nuovi requisiti di resistenza al fuoco.

Tuttavia secondo uno studio dell'Università di Parma l'acustica sarebbe peggiorata in alcuni ambienti del teatro: se ci si trova lontano dal boccascena, ossia nei palchi (specialmente quelli centrali) o nelle gallerie, ove è stato osservato che il suono risulta generalmente sordo, addirittura poco chiaro. Tra le criticità osservate vi sarebbe la tappezzeria in velluto antincendio delle nuove poltrone, che sembra assorbire eccessivamente le onde sonore. Migliorato è invece il riverbero, principalmente grazie alla nuova copertura del pavimento. I provvedimenti adottati dal teatro per arginare il problema hanno interessato la tappezzeria dei palchi rimuovendo tutti i pannelli in poliuretano espanso a cellula chiusa posati nel 2004 e il damasco rosso è stato direttamente incollato alle pareti.

 

 

 

 

 

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http://moliseweb.it/info.php?id=27622 Wed, 03 Aug 2022 00:00:00 +0200
<![CDATA[Campobasso, Sabato 6 agosto appuntamento a Bosco Faiete per la prima edizione del Silos Music & Arts Festival]]> EVENTI

Sabato, 6 agosto 2022, la splendida cornice naturale del Bosco Faiete di Campobasso ospiterà la prima edizione dello SMAF, Silos Music & Arts Festival, organizzato dall'Associazione di Promozione Sociale Silos. Musica dal vivo, dj set, arte, artigianato e un'area attrezzata food & drink per una giornata dedicata all'arte in tutte le sue sfaccettature e ai giovani artisti.

Lo SMAF è un festival totalmente autofinanziato e con ingresso gratuito che vede anche la collaborazione dell'Associazione Guardie Ambientali Campobasso e il patrocinio del Comune di Campobasso.

Sabato 6 agosto, a partire dalle ore 10.00 e fino a sera, vi saranno le esposizioni di pittura di Giovanna D'Aquila, Vittoria Baratta e Jacopo Piano e la mostra fotografica di Michele Montano; mentre, l’area adibita agli artigiani, vedrà la partecipazione di ilquadroquadrato e Superlativa.

Nel pomeriggio, a partire dalle ore 18.00, avrà inizio il live painting di Merk in contemporanea con i concerti, organizzati dall’Associazione Musicale Thelonius Monk di Campobasso, che si susseguiranno tutta la sera.

Sul palco si alterneranno ben quattro gruppi: il “Monk Jazz Ensemble” composto da Nicola Cordisco, Luciano Carrieri, Alberto Romano e Luca Di Muzio; il “Nicola Serafini Trio” composto da Nicola Serafini, Riccardo Labbate e Samuele Giancola; il “Gianmarco Ferri Quartet” composto da Gianmarco Ferri, Alessandro Musilli, Stefano Battaglia e Samuele Giancola; il “Federica Marelli Quartet” composto da Federica Marelli, Gianmarco Ferri, Riccardo Labbate e Samuele Giancola.

I DJ dell’APS Silos accompagneranno l’intera giornata e sarà sempre possibile accedere al parco giochi per bambini, predisposto nel Parco a uso gratuito.

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http://moliseweb.it/info.php?id=45178 Tue, 02 Aug 2022 12:49:00 +0200
<![CDATA[Larino, a Saint-Léonard, Montréal, Canada inaugurato il Parco dedicato ad “Ermanno La Riccia”]]> ATTUALITà
Giunge con grande emozione a Larino la notizia dell’intitolazione del Parco ad Ermanno La Riccia, cittadino larinese emigrato in Canada.
 
L’inaugurazione è avvenuta lo scorso 29 giugno, 2 anni dopo la scelta del comitato di toponomastica e del consiglio comunale, su proposta del consigliere Dominic Perri, riconoscendo Ermanno come “Uno dei personaggi più celebri della Comunità italiana di Saint-Léonard”.
 
Ermanno era ingegnere aerospaziale, un giornalista, uno scrittore e poeta. Egli ha raccontato i sacrifici dell’emigrazione, la disillusione verso il paese natale e quello d’adozione. La sua vita ha rappresentato una tangibile testimonianza di onestà, sensibilità e amorevolezza profusa nei confronti della terra di origine e adottiva, verso ogni forma d’arte e nei confronti della comunità italoamericana oltre che la famiglia.
Una persona dai grandi valori umani e di immensa operosità, che ha saputo rendere patrimonio prezioso per le future generazioni. Un grande esempio.
Ermanno è nato a Larino nel 1928 e deceduto a Montréal nel 2014. Ha lasciato la sua amata Larino nel lontano 1952, emigrando in Canada nel dopo guerra in cerca di lavoro per provvedere alla sua famiglia, come tanti altri emigranti in quel tempo.
Dopo 17 anni di lavoro con mansioni da ingegnere, ma con un diploma di perito industriale, per necessità lavorative, conseguì una laurea d’ingegneria mentre lavorava a tempo pieno sostenendo la sua famiglia. Nel tempo, la pressante nostalgia lo fece ritornare in Italia con la famiglia, ma si scontrò con la realtà italiana che non gli riconosceva né titoli tantomeno le competenze, e questo lo ricondusse in Canada. Ermanno, ha espletato la sua professione da ingegnere aerospaziale presso la Canadair Ltd. e Pratt &amp; Whitney of Canada Ltd, è stato direttore di scuola del PICAI (di cui è stato cofondatore), insegnante di lingua italiana, esponente dei diritti linguistici della comunità italo-canadese, giornalista laborioso, scrittore e poeta per passione.
Ha collaborato costantemente con diverse testate, tra cui Insieme, Il Cittadino Canadese e Il Corriere Italiano in Canada, così come il Corriere della Sera e il Messaggero di Sant’Antonio in Italia. Ha scritto i libri: “Terra mia”, “Viaggio in Paradiso”, “Amore Infinito”, “La Voce delle Pietre” e “La Padrona” con cui si è classificato al primo posto del premio letterario nazionale di Pratola Peligna. Inoltre,
era uno sceneggiatore teatrale e direttore del Coro (Alpino di Montréal).
“L’arrondissement di Saint-Léonard ha inaugurato il parco Ermanno-La Riccia (”), alla presenza dei figli Liana, Michelangelo e Orazio e della moglie Isabella. A fare gli onori di casa è stata la Sindaca supplente e consigliera Angela Gentile, accompagnata dai colleghi Dominic Perri, Suzanne De Larochellière e Arij El Korbi. “La natura, la campagna, il fazzoletto di terra e tutto ciò che lo compone, fino agli ultimi giorni di vita, sono stati per lui sacri, inviolabili, perché non solo mezzo di sopravvivenza, ma la natura era anche fondamento di fede e di dignità umana”.
Lo ha ricordato così la figlia Liana, che poi ha aggiunto: “Ecco perché consegnare la memoria di Ermanno La Riccia nei prati di questo parco, tra fiori di campo, uccelli e farfalle, rende un grande omaggio non solo alla nostra famiglia, ma soprattutto rende omaggio alla Natura”. “In quanto scrittore e poeta – ha sottolineato - la natura ha sempre fatto parte di Ermanno La Riccia, una natura pura ed esile tramite la quale, un giorno, trovò persino la fede”.
“Emigrare, per lui – ha concluso Liana - ha voluto significare ricominciare, re-imparare (…), lottare per essere capito e rispettato, trovare un lavoro qualsiasi pur di poter sostenere la famiglia di origine che aveva lasciato dietro, e soprattutto, imparare ad amare il dolore. Quale dolore? Come risponderebbero tutti quelli che sono emigrati con lui, si tratta del dolore del distacco, di quel doloroso distacco che gli avrebbe permesso di costruirsi un futuro migliore. Il nuovo spazio verde si trova in una zona naturale del Domaine Chartier, a nord di boulevard des Grandes-Prairies ed a sud della rue J.-B.-Martineau, tra boulevard Viau e rue de Toulon. L'idea è stata quella di farne un luogo di sensibilizzazione sulla biodiversità.
 
Dal punto di vista della flora e della fauna, infatti, il parco Ermanno-La Riccia permette di osservare diverse specie di uccelli, tra cui la rondine e il passero dei prati, specie "in via di estinzione o vulnerabili", come la farfalla monarca e il serpente bruno, insetti impollinatori, oltre a piante e arbusti autoctoni. Ci sono percorsi pedonali e piste ciclabili, oltre a passerelle che conducono ad una piattaforma di osservazione. Il progetto è stato finanziato dal Comune, il Servizio dei Grandi Parchi, del Mont-Royal e degli Sport del Comune di Montreal e Hydro-Quebec”.
 
A Larino era stata inaugurata, lo scorso 18 giugno 2016, la sala di lettura della Biblioteca comunale Bartolomeo Preziosi” Ermanno La Riccia”, quale riconoscimento alla levatura di un cittadino che ha sempre onorato i suoi natali professando amore per la sua terra.
Il miglior paese è quello dove si trova la propria famiglia: questo è il messaggio- chiave di Ermanno”. Un messaggio che è un mantra da estendere alle generazioni presenti e future.
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http://moliseweb.it/info.php?id=45177 Tue, 02 Aug 2022 11:17:00 +0200