PIETRABBONDANTE, LA STORIA DEI RESTI ARCHEOLOGICI - Molise Web giornale online molisano
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lunedì, 20 giugno 2016
Pietrabbondante, la storia dei resti archeologici

Pietrabbondante è un piccolo comune che si trova in provincia di Isernia, nell’alto Molise, che gli appassionati di archeologia conosco bene per via delle numerose testimonianze di epoca sannita che ancora oggi si possono ammirare. Il centro storico del borgo, di impronta medievale, venne edificato con l’utilizzo di massi e pietre proveniente dal vicino sito archeologico, come si nota nella Chiesa di Santa Maria Assunta che presenta frammenti di lapidi osche. Il complesso ellenistico-italico, costruito a cavallo tra la fine del I e II secolo a.C., si trova in località Calcatello, ed è ripartito in due templi A e B ed un teatro; destinato sia al culto che alle attività istituzionali, svolgendosi i riti religiosi nel grande tempioe le riunioni del senato nel teatro.

A breve distanza dall’aria del santuario è stato rispolverato il monumento funerario della famiglia dei Socellii, dalla seconda metà del I secolo a.C. proprietaria del santuario e delle sue pertinenze, quando in conseguenza della guerra sociale, l’area sacra venne confiscata e ceduta ai privati. Nel periodo in cui iniziò ad istituirsi tutto il sistema municipale, dall’amministrazione alle attività sociali, economiche e religiose, venne spostato nel municipio di Terventum determinando lo spopolamento e l’isolamento delle zone più elevate e meno accessibili. Ecco come, una volta sospeso il culto, gli edifici vennero completamente abbandonati e solo in parte riutilizzati, come mostra un tesoretto monetale di epoca triumvirale, ritrovato in un vano del porticato sinistro del tempio maggiore. L’ultima frequentazione si ha nel III-IV secolo d.C. con l’uso sepolcrale dell’aria dei due porticati, seguirà poi la distruzione degli ultimi edifici per un evento catastrofico, probabilmente il terremoto del 346 d.C.

Quella che è stata riconosciuta come Domus Publica, edificio che rappresenta un vero e proprio unicum in Italia, ha conferito al sito al definizione di “luogo fulcro di religiosità e di politica del Sannio”. Il complesso archeologico è un originale organismo architettonico in cui convergono elementi italici, ellenistico –campani e latini, come dimostra il tempio a tre celle, modello del comizio. Oggi si possono ammirare i resti delle mura imponenti che compongono il teatro, formato dalla cavea e dall’edificio scenico, legati tra loro da due archi in pietra. L a cavea può contenere 2500 spettatori e gode di un’acusticaperfetta.

Luigi de Capoa

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