DDL CALDEROLI CONTRO L’UGUAGLIANZA DEI TERRITORI. FANELLI: "TOMA SI DICE D’ACCORDO A UNA NORMA CHE PENALIZZEREBBE IL MOLISE" - Molise Web giornale online molisano
Giovedì - 02 Febbraio 2023

DDL calderoli contro l’uguaglianza dei territori. Fanelli: "Toma si dice d’accordo a una norma che penalizzerebbe il Molise"

«Ora spieghi ai molisani che fine ha fatto la sua battaglia per la perequazione infrastrutturale.»


Inizia così l'intervento della Consigliera regionale Micaela Fanelli (PD) sul Disegno di Legge Calderoli contro l'uguaglianza dei territori. «Un Disegno di Legge che, così com’è, allarga la forbice delle disuguaglianze territoriali e che aumenta le differenze tra Nord e Sud del Paese, a discapito di tutto il Mezzogiorno. La nuova bozza del DDL Calderoli, che il ministro degli Affari Regionali leghista ha presentato in Conferenza delle Regioni, va necessariamente modificata.
A partire dalla norma racchiusa nel comma 2 dell’articolo 3, dove di fatto viene stracciato l’obbligo, in capo allo Stato, di garantire i LEP – Livelli Essenziali di Prestazione – in maniera uniforme su tutto il territorio nazionale. Secondo la bozza del DDL, infatti, i Lep potranno essere stabiliti con un decreto entro 12 mesi dall’approvazione della Legge, ma se ciò non dovesse accadere l’autonomia differenziata sarà valida per tutte le materie: compresa sanità, istruzione e ambiente. - prosegue il Capogruppo dem - Una norma che, così com’è nella bozza di testo, non solo è anticostituzionale, ma va anche contro l’indirizzo europeo e quello contenuto nel PNRR. In questo modo si aumenterebbero solo divisioni e differenze, la tutela dei diritti e l’erogazione dei servizi verrebbe garantita solo a una parte dei cittadini. L’Italia non può in alcun modo permettersi questo. Ed è assurdo che in un Paese in cui nelle politiche ordinarie i LEP siano ancora lontane da una dimensione di equilibrio e di uguaglianza tra tutti i territori, ci sia chi pensa che sia possibile farne a meno.
L’autonomia non può prescindere dalla Costituzione, dall’uguaglianza e l’equità territoriale che permettano di recuperare i ritardi. L’Italia non ha bisogno di un’autonomia “secessionista” o impostata sulle esigenze di alcune Regioni, ma semmai di un’autonomia solidale e costruita dal basso, attraverso un progetto di riorganizzazione complessiva dell’architettura istituzionale del Paese, una semplificazione del quadro normativo e amministrativo che vada a vantaggio di cittadini, imprese, pubblica amministrazione. Una riforma senza ulteriori meccanismi a livello regionale, ma che sappia valorizzare il ruolo degli enti locali, ponendo le Istituzioni più vicine al territorio, ai bisogni delle persone.
Alle Regioni spetta ora il compito importantissimo di trasmettere un decalogo condiviso per la modifica del testo da inviare al Ministero. Ed è particolarmente grave che Toma, facendosi ritrarre con il ministro Calderoli, si sia detto d’accordo a una forma di autonomia che lui stesso ha definito come “opportunità”, contraddicendo in tutto e per tutto anche la sua posizione sulla perequazione infrastrutturale, su cui aveva detto di volersi battere quale elemento fondamentale dell’autonomia.
Che fine ha fatto questo principio e questa battaglia?
Toma lo spieghi ai molisani e sia onesto nel raccontare loro come una simile riforma possa peggiorare enormemente le condizioni di questa regione.
Noi, così come tanti governatori di centrosinistra che hanno preso posizione sulla bozza del DDL Calderoli e che chiedono condizioni precise sul testo, non staremo mai e poi a un’autonomia leghista intesa come “secessione dei ricchi” e non asseconderemo mai nessun tipo di processo che aumenti le disuguaglianze.» - conclude Fanelli.