Intervista al sindaco di Campobasso Roberto Gravina

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Basta quote rosa,in consiglio e in giunta regionale più donne che uomini: sognare si può #unavoceperledonne

Di Viviana Pizzi

Siamo al nuovo mercoledì di #unavoceperledonne e di avvenimenti che ci riguardano continuano ad accadereo veloci in una società rallentata dalla pandemia. Prima dello stop pasquale abbiamo avuto la nuova presidente della commissione pari opportunità Maria Grazia La Selva. La quale sostiene che la lotta contro la violenza sulle donne ma più in genere per la parità dobbiamo farla insieme agli uomini. Contrariamente a quanto avvenuto con la nomina assessorile di Filomena Calenda, avvenuta al termine del ritiro di una mozione di sfiducia a Toma, ora intorno all'elezione della nuova presidente  si sono  strette tutte le donne più in vista del Molise. Dalla consigliera di parità regionale Giuseppina Cennamo a quella delle province di Campobasso e Isernia Giuditta Lembo fino all'ex presidente della Commissione della undicesima legislatura Gabriella Faccone. 

Contente dell'elezione anche le altre componenti della commissione che sono pronte ad affidarle tutti i progetti che si possono realizzare nell'ultimo scorcio della dodicesima legislatura, considerando anche l'insistere della pandemia sulla nostra regione. Maria Grazia La Selva, cavaliera della Repubblica e presidente del centro antiviolenza Liberaluna, nonostante questa cosa vuole agire in presenza incontrando le componenti e iniziando a progettare azioni in promozione della parità di genere. 

Ed è da questa pagina che arriva una proposta di chi scrive e usa impropriamente la pagina elettronica di questo giornale per parlarne. Una vera parità di genere, soprattutto se riguarda le figure politiche apicali, non passa per il riconoscimento della "quota rosa" che si risolve nella nomina di una donna su cinque uomini in Giunta Regionale. Anche nelle giunte dei comuni le donne sono sempre in numero inferiore se solo si esclude il caso di Acquaviva di Isernia dove la sindaca Francesca Petrocelli aveva nominato altre due donne Gabriella Tartaglione e Ida Petrocelli. Tutto questo avveniva nel 2019. Ora il vicesindaco è Melichino Petrocelli. Con tante donne disposte a lavorare insieme non dovrebbe essere difficile portare il modello Acquaviva anche a livello regionale. 

Che si lavori quindi tutte insieme verso un obiettivo realizzabile nella prossima legislatura. Avviare confronti per piazzare candidature femminili di spessore, non soltanto "portatrici di voti" per il maschio considerata la legge della doppia preferenza. E non solo. Lanciamo un appello alle donne elettrici: votare donna nel 2023 per rovesciare un destino già segnato. Sognare una tredicesima legislatura a maggioranza di consigliere donne non dovrebbe essere proibito. Come anche arrivare a una giunta con una presidente donna e quattro assessore donne e un uomo. Praticamente il contrario di quello che abbiamo ora. E perché no anche con Filomena Calenda presidente, regolarmente votata ed eletta dai cittadini. Senza il peso di una firma ritirata a una mozione di sfiducia che avrebbe potuto ribaltare la situazione politica regionale attuale. Senza trucchi e senza magheggi ogni donna, di destra o di sinistra, va bene se serve a rovesciare un sistema politico patriarcale. 

Questa è la mia proposta per la nuova commissione: realizzare le condizioni necessarie per l'elezione di un consiglio regionale a maggioranza femminile che porti ad una donna con più donne che uomini. Realizzarlo si può. Donne mettiamoci al lavoro e facciamo sentire la nostra voce.