Intervista al sindaco di Campobasso Roberto Gravina

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Molise e Lavoro, Boccardo (Uil): Toma rimandato a settembre

di Viviana Pizzi

Una concertazione Regione- sindacati che non esiste, un Molise che ha perso la bussola della programmazione e un territorio dove la politica è litigiosa, non offre abbastanza e non è attrattiva per gli imprenditori. E' tutto riassunto in queste poche righe il giudizio della segretaria regionale della Uil Tecla Boccardo che alla domanda fatidica di Maurizio Varriano ha rimandato Toma a settembre. il mese in cui potrebbe riprogrammare la Regione e potrebbe passare alla promozione. Nessun giudizio invece sugli altri sindacati della triplice (Cgil e Cisl) con in quali lavora insieme e che partono dalla penalizzazione di essere stati accorpati con l'Abruzzo. 

"La pandemia - ha dichiarato al nostro microfono - ha soltanto aggravato una situazione che era già critica in se. Una crisi atavica di un Molise che torna in Obiettivo uno. Tornarci è una sconfitta non una vittoria e di questo bisogna esserne consapevoli. Avremo però i fondi triplicati. Con la ministra Carfagna stiamo verificando che ci sono fondi Isc per la pandemia anche per il Molise ma manca una cabina di regia". 

Il dialogo che manca tra sindacato e decisori della politica mette la Uil ma anche gli altri della triplice in una posizione di minore potere di cambiamento del Molise. 

"Non c'è concertazione tra sindacati e decisori - ha continuato - l'uomo solo al comando non ci porta da nessuna parte. Nonostante tutto Cgil, Cisl e Uil hanno numeri importanti per iscrizioni in Molise. Voglio precisare che la triplice non è sulla posizione del padrone. I lavoratori ci scelgono liberamente, non siamo un sindacato governativo modello Germania ma nemmeno urlatori di piazza. Per ora le proteste sono bloccate perché la Digos non le permette. Ricordiamo che siamo servitori e non servi. In Molise c'è molto da lavorare anche perchè chi era a livello medio fino a qualche tempo fa ora è in povertà. Un bambino su dieci non riesce a mangiare un pasto caldo al giorno. Come sindacati abbiamo partecipato con i padri fondatori alla Costituzione. Se l'Italia è il Paese che è è anche grazie al sindacato". 

E sulla politica Tecla Boccardo non usa mezzi termini. La Uil non è un sindacato di partito e non sta né a destra e né a sinistra. Un'associazione di persone libere che si allea con Cgil e Cisl ( questi ultimi politicizzati ndr) a seconda delle tematiche. Il sindacato è stato in sciopero solitario contro il Governo Berlusconi e lo ha portato alle dimissioni.  E sulla cassa integrazione  ha una visione ben precisa. 

"In questo momento è fondamentale per mantenere i posti di lavoro- ha continuato Boccardo - soprattutto la Cassa integrazione Covid che ne protegge quei posti che altrimenti andrebbero persi. Per il Molise ci vuole tempo in più ma bisogna creare soprattutto lavoro. Dobbiamo avere pochi ma qualificati progetti che ci portino verso una direzione che la Regione vuole prendere. Quando mancano sia le infrastrutture digitali (collegamenti a internet precari) che quelle viarie non siamo una regione competitiva. Bisogna anche tener presente che se un imprenditore per venire in Molise spende tre volte che per andare nelle Marche andrà lì e non qui. Quando un imprenditore viene in Molise non si capisce quale sia l'orientamento del territorio. Se quello antico di automotive, agroalimentare e tessile oppure uno nuovo. Certamente con il fallimento di Gam e Ittierre la programmazione originaria è andata mano a mano scomparendo".

E quando il territorio non è attrattivo che si rischia che al posto degli imprenditori arrivino i prenditori che sfruttano il territorio e poi vanno via. Si arriva finalmente alla questione Unilever dove Boccardo dichiara: "Noi non siamo una regione competitiva perchè abbiamo all'interno una forte litigiosità. Quando non siamo autorevoli ai tavoli romani non ci sono nemmeno nuovi posti di lavoro, essendo costretti a rincorrere solo le emergenze. Se non abbiamo nulla da offrire dobbiamo tutelare la cassa integrazione e rincorrere le aziende che si mostrano interessate al Molise, come la Seriplast". 

Insomma una politica in difesa e non all'attacco per una regione che deve evitare di scomparire.