La nostra malattia, l'ultimo atto - #Inizialmente

Ultimo capitolo di una storia triste che non versa più nelle mani di chi ne è stata l’artefice. La nostra scrittrice è volata via, ci ha lasciato ma nel segno dell’Amore, non potrà che essere sempre tra noi ancora viventi.

Il Mio Passato

A volte mi capita di essere un po’ giù, allora riavvolgo il nastro della mia vita per ritornare a quel meraviglioso periodo che è stata la mia infanzia, quando la mia mente era scevra da ogni triste pensiero e l’unica “ preoccupazione” era dover scegliere un sogno da realizzare. 

Mi basta guardare una vecchia foto che mi ritrae con la marea di cugini e zii, quando ci riunivamo per i lauti banchetti familiari e si rideva, si scherzava, si cantava; o sentire un profumo particolare per riportarmi indietro nel tempo e riassaporare quella linfa di serenità e pace che mi ha alimentata in tutti questi anni. 

E i miei pensieri si diramano in un fitto dedalo di sentieri, perdendosi tra i paesaggi meravigliosi e diversi della campagna dei miei nonni paterni e di quella dei miei nonni materni. 

Una con i suoi ulivi secolari, dai grossi tronchi contorti, disposti in ordine sulle verdi collinette e l'altra con il suo immenso mare di bionde spighe, costellato di papaveri rossi e increspato dal vento tiepido di fine primavera. 

Ah, come sarebbe bello se la vita fosse veramente come un film! 

Riavvolgere e stoppare, quante volte si vuole e rivivere tutti quei momenti colmi di gioia, di certezze, di emozioni, di amore puro. 

Controlli 

I miei controlli sono sempre più ravvicinati. 

A fare la PET ormai ci vado sola; che senso ha essere accompagnata ? Tanto già lo so che c'è sempre qualcosa. Mi basta vedere il dottore che apre la porta della camera calda e capisco tutto!! 

Però....

Però a novembre del 2018 mi ha fatto uno scherzo. 

" Isabella vieni!" 

Io già bianca in volto gli chiedo:" Che c'è questa volta?". 

"Leggi tu! " 

Ma che leggo io, sembravo analfabeta! 

Le mani mi tremavano, anzi no...tutto il corpo tremava come le ultime foglie in autunno che cercano di rimanere salde al ramo ma poi al più lieve soffio di vento, si staccano e volteggiano, leggiadre ballerine. 

Nemmeno riuscivo a capire cosa ci fosse scritto su quel foglio. 

Poi gli occhi trovarono le righe esatte. 

" L'esame PET/TC non ha documentato la presenza di aree di iperaccumulo del radiofarmaco sicuramente riferibili a malattia, a recidiva di malattia e/o lesioni ripetitive”. 

Non ci credevo! Dopo quattro anni di referti positivi, finalmente uno negativo. 

Piangendo per la gioia, abbracciai il dottore che era ancora più incredulo e felice di me. 

Lì non c'era campo, allora corsi fuori per chiamare mio marito... Non trovavo le parole, singhiozzavo e farfugliavo, tanto che lui si era spaventato da morire. 

Poi una serie di telefonate: a mia madre, a mia sorella ,alle mie cognate, alle mie amiche. Avevo la sensazione di aver conquistato il mondo intero! 

Avrei potuto organizzare con tranquillità il diciottesimo di mia figlia; avrei potuto festeggiare con serenità e pace il Natale insieme a tutti i miei cari, avrei potuto respirare a pieni polmoni l'aria della vittoria. 

La guerra si vince superando tante battaglie ed io avevo vinto la prima, contro ogni aspettativa.

Lo sapevo che quello stato di assenza di malattia, sarebbe potuto essere momentaneo, ma chi se ne importava! Intanto, fino al successivo controllo, il coltello dalla parte del manico ce l’avevo io! 

Solo una breve tregua 

Da allora, purtroppo, il tumore non si è arrestato. 

Però, nonostante continui a fare chemio, radioterapia e termoablazioni,, mi sento ancora piena di vitalità e di grinta, esattamente come quando avevo vent'anni in meno e mi chiamavano " il moto perpetuo" perché facevo tutto a gran velocità. 

Finché non mi allontanerò dal mio Signore, continuerò a lottare. 

Non si può fuggire dalla sofferenza. Spesso bisogna viverla per capire il valore e la bellezza del nostro esistere. 

Amo questa vita, con tutto ciò che ogni giorno mi dona: con la gioia e il dolore, gli scossoni e la serenità, la sicurezza e la fragilità, con gli schiaffi e le carezze.. 

Tutto ci fa crescere e ci trasforma, da quei puntini che siamo nell' universo sconfinato , in giganti capaci di compiere grandi imprese. 

Come un girasole 

Cerco la luce, 

Cerco il calore, 

Cerco la speranza , 

Per ubriacarmi di vita.

Il resto che si voleva scrivere, che si aveva in serbo, non lo sapremo mai.

La vita di una giovane donna è volata via, si è consumata al fuoco di una candela che non ha lasciato nemmeno la cera che di solito si sparge sul piattino su cui giaceva. 

Non è rimasto nulla di terreno.

Una bara semplice, una lapide con su una scritta : Qui giace…………………….

Siamo tutti, come la prima pagina della storia : Morte ma la Morte se ci infonde amore, tornerà ad essere vita e pertanto, inneggiamo ad essa e ricordiamoci che la cenere a volte arde senza mai spegnersi nel segno dell’Amore.