E sul caso dei tamponi persi a Venafro e Isernia: verranno rifatti. Monta la furia dei genitori e dei titolari dei test che non si ritrovano 

 

Di Viviana Pizzi 

 

Due sono gli argomenti che tengono banco sul fronte dell'emergenza in Molise: le regole generali legate a parziali chiusure che potrebbero scattare già dalla giornata di lunedì, e gli oltre 150 tamponi che sono andati persi nella giornata di martedì mattina con disguidi che si sono creati soprattutto tra gli studenti dell'Andrea d'Isernia e tra persone indirettamente collegate al cluster del funerale di Castelpetroso.

Su entrambe le questioni abbiamo ascoltato il presidente della Regione Donato Toma che ci ha rassicurati.

"Alle 16 tornerò in collegamento con il Governo e con i presidenti delle altre regioni- ha dichiarato il Presidente- e discuteremo dell'opportunità di procedere a chiusure generalizzate. Di mio sono contrario al coprifuoco alle 22 e a chiudere. Non è così che si risolve il problema. Lo si fa rispettando le regole base: mascherina, igienizzazione delle mani e distanziamento sociale".

Nell'ultimo caso soprattutto evitando gli assembramenti davanti ai locali che si potrebbero creare tanto di giorno quanto di sera. Sarà quindi il pomeriggio la parte importante della giornata in cui si potrebbe decidere il futuro delle attività dell'Italia e di conseguenza anche del Molise. Tra le misure che potrebbero essere prese in considerazione anche le chiusure delle attività per la cura della persona dai centri estetici ai parrucchieri. Ma se la decisione spetterà alle Regioni possiamo già dire che Toma non sembra disposto a percorrere questa strada

Intanto in provincia di Isernia è caos. Oltre 150 tamponi processati nella giornata di martedì non si trovano. E' la prima volta che accade in pandemia ed è forse a causa del numero alto di test da processare in questa settimana. Alcune mamme del venafrano si sono recate questa mattina in protesta a Isernia. 

"I tamponi che non si trovano verranno riprocessati - ha dichiarato il presidente della Regione Donato Toma- è a cura della struttura sanitaria ricontattare gli interessati e rifare il test". Ma sono proprio questi nel panico che sono disposti anche ad andare lunedì a pagamento e fare privatamente il tampone. Un test che però ha un costo e non è gratuito come quello che fa Asrem quando ci sono le condizioni per essere candidati al tampone. 

Quali le conseguenze? Come ci ha spiegato Toma: "Fino al risultato del tampone, le persone che entrano a diretto contatto con un presunto positivo non sono tenute all'isolamento fiduciario. Lo sono solo quelle che aspettano il risultato del test". Probabilmente qualche positivo potrebbe essere a piede libero. Ma sono anche tanti quelli che circolano e di cui non sappiamo  nulla.

"Se vengono rispettate tutte le regole - ha concluso Toma- le probabilità di contagio si riducono al minimo". Sarà pur vero ma tutti coloro che risulteranno negativi al secondo controllo Asrem hanno trascorso inultimente una settimana in casa isolati. Magari chiudendo le loro attività.