Accadde Oggi 1 agosto - #almanacco

Oggi 1^ agosto la Chiesa festeggia il Perdono d’Assisi

1291 – Formazione della Confederazione Svizzera.
1498 – Cristoforo Colombo scopre il Venezuela.
1519 – Carlo V viene eletto imperatore del Sacro Romano Impero.
1774 – Scoperta ufficiale dell’ossigeno a opera di Joseph Priestley..
1820 – Apertura del Regent’s Canal di Londra.
1831 – Apertura del London Bridge.
1834 – La schiavitù viene abolita nell’Impero Britannico.
1838 – Vittoria viene incoronata regina del Regno Unito.
1865 – In Italia esce il primo numero del Sole 24 ORE.
1873 – Il primo tram inizia il servizio a San Francisco.
1876 – Il Colorado diventa il 38º stato degli Stati Uniti d’America.
1900 – Nasce il Borussia Mönchengladbach.
1902 – Gli Stati Uniti acquistano dalla Francia i diritti sul Canale di Panama.
1907 – Inizia il primo campo scout della storia a Brownsea Island: inizia così il movimento scout.
1914 – Prima guerra mondiale: la Germania dichiara guerra alla Russia.
1926 – Nasce la Società Sportiva Calcio Napoli.
1927 – Formazione dell’Esercito Popolare di Liberazione.
1931 – A Genova viene varato il transatlantico Rex, l’unica nave italiana a vincere il Nastro Azzurro.
1936 – A Berlino si tiene la cerimonia inaugurale dei Giochi della XI Olimpiade.
1941 – Viene prodotta la prima Jeep.
1943 – La motosilurante PT-109, comandata dal tenente John F. Kennedy, affonda.
1944 – Anna Frank scrive l’ultimo brano del suo Diario.
1957 – Gli Stati Uniti e il Canada formano il North American Air Defense Command (NORAD).
1965 – Il Presidente statunitense Johnson autorizza il primo impiego di truppe di terra americane nella Guerra del Vietnam.
1967 – Israele si annette Gerusalemme Est.
1971 – Il concerto per il Bangladesh organizzato a New York da George Harrison vede l’esibizione, tra gli altri, di Bob Dylan, Eric Clapton, Ringo Starr e Leon Russell.
1976 – Niki Lauda resta vittima di un grave incidente durante i primi giri del Gran Premio di Germania sulla pista del Nürburgring-Nordschleife.
1990 – L’Iraq invade il Kuwait.
1991 – Il primo ministro israeliano Yitzhak Shamir accetta una formula per i colloqui di pace in Vicino Oriente.
2005 – Entra in vigore nell’Unione europea il divieto di fare pubblicità al tabacco in radio, televisione, carta stampata e internet.

Nati

Yves Saint Laurent (1936)
Leoluca Orlando (1947)
Herman Melville (1819)
Giancarlo Giannini (1942)
Gaston Doumergue (1863)

Morti

Calamity Jane (1903)
Cosimo De’ Medici (1464)
Marco Antonio (30 a. C.)
Luigi Carlo Farini (1866)

Oggi vogliamo ricordare con una dose di emozione un avvenimento che tenne sospesi tutti noi.

Era l’1 agosto del 1976, esattamente 37 anni fa, quando la bollente battaglia all’interno del campionato mondiale di F1 si accendeva come una miccia tra la McLaren di James Hunt e la Ferrari di Niki Lauda.

Questa rimane una data decisiva nella storia di Lauda, non soltanto perché avrebbe innescato uno degli intrecci di campionato più entusiasmanti dell’intera storia sportiva, ma anche perché è da questo momento in poi che attorno a questo pilota si viene a creare quell’aurea epica di leggenda, resa possibile grazie alla sua incredibile capacità fisica di recupero e al suo coraggio, che ancora oggi lo identifica come uno dei più grandi eroi dello sport.

L'incidente al 'Ring. Il primo agosto del ’76 infatti, al secondo giro dell’atteso Gran Premio nel Nürburgring, Lauda perde il controllo della sua Ferrari, andando a sbattere violentemente contro un cumulo di terra, per essere rimbalzato poi in mezzo alla pista.

L’impatto è talmente violento da strappare il casco dalla testa del pilota, ormai privo di sensi, il casco. L’auto, in mezzo alla pista, prende fuoco, ma Lauda riesce a salvarsi grazie al coraggio dei colleghi Harald Ertl, Guy Edwards, Arturo Merzario e Brett Lunger che lo estraggono velocemente dall’abitacolo della sua monoposto. Lauda però è in condizioni gravissime: i fumi velenosi sprigionati dai vapori di benzina rischiano di intossicare il sangue, mentre la sua testa è gravemente ustionata. Nonostante la vittoria in Germania, ottenuta il primo agosto nel giorno dell’incidente del rivale Lauda, Hunt accumula solo 35 punti nel mondiale, mentre Lauda ne ha già portati a casa 61. Per il pilota della McLaren quindi, l’obiettivo di vincere il campionato del mondo, nonostante l’assenza di Luada impossibilitato a gareggiare a causa delle gravisime condizioni cliniche, rimane un’impresa quasi impossibile. Nessuno dei due piloti sa ancora che invece da questo momento in poi si aprirà una delle pagine sportive più belle della storia.

 A Monza Lauda è già sulla Ferrari

Nonostante le ferite infatti, e con la testa ancora avvolta dalle bende insanguinate, Lauda torna nell’abitacolo della sua monoposto già a metà settembre, in occasione dell’attesissimo gran Premio di F1 di Monza, in Italia. Gravemente ferito e pervaso dal dolore, il pilota della Ferrari conclude la gara in quarta posizione, portando a termine una gara semplicemente eroica.L’impresa di Lauda ha subito una risonanza immensa non solo all’interno della F1 ma più in generale nel mondo dello sport, un mondo che da sempre ricopre di gloria e di eterno onore chi è capace di ottenere grandi risultati attraverso la pena e la sofferenza.

 In ogni caso sia Hunt che Lauda si rivelano piloti grandiosi durante quella mitica stagione del 1976, ma entrambi sanno che al termine della stagione solo uno di loro potrà sollevare al cielo trionfante la coppa di Campione del Mondo.

Un mondiale perso per un punto all'ultima gara

Il duello con Hunt prosegue infatti senza tregua fino all'ultima gara, ovvero fino al Gran Premio del Giappone che si disputa sul circuito del Fuji. La gara si disputa corsa sotto una pioggia battente, e Lauda, al secondo giro, rientra ai box per ritirarsi. Le condizioni della pista infatti, sembrano troppo pericolose al pilota austriaco. 

Mauro Forghieri, tecnico della Scuderia Ferrari, gli propone di giustificarsi dicendo di aver avuto un guasto elettrico, ma Lauda preferisce con grande onestà prendersi la responsabilità del ritiro. Hunt prosegue ed ottiene il piazzamento necessario a vincere il titolo, con un punto soltanto di vantaggio sul ferrarista. In seguito il comportamento di Lauda attira diverse critiche da parte della stampa italiana e da parte della Ferrari stessa, a tal punto da compromettere il rapporto fino a quel momento ottimale con la scuderia italiana. 

La storia riveve con Rush, il flim di Ron Howard

Oggi la storia di questi due incredibili personaggi e di quell’incredibile mondiale rivive grazie Rush, l’atteso film di Ron Howard che ricostruisce la rivalità tra Hunt e Lauda.