Cicerchie e mbrellune, chi fa per se fa per tre. #vengoconquestamiaadirvi

Ordunque: nello scrivere questi miei pensieri cerco di riportare il vissuto che ognuno di noi può avere e metterlo a confronto, magari, con la nostra vita politica. Non so se ci riesco, non so se è facile o difficile....non so niente. Ordunque: oggi mi è capitato di parlare con il mio amico Vincenzo, "campobassese" di nascita, di spirito e di tradizioni che, però, vive "nell'altra" Italia, quella "alta" quella dove i sassi si chiamano "sasschi", e scusate se è poco. Vincenzo, come molti altri nostri corregionali ha mantenuto un legame saldo e vivo con il Molise in genere e con Campobasso in particolare. Dove voglio arrivare? alla fine del foglio, sennò lo scritto sa di poco. Stavo parlando di Vincenzo  che per la sua professione gira ramengo per l'Emilia ed il Veneto, nu poche e nu poche, giusto per non stare fermo, a Vincenzo, qualche giorno fa, è stata posta una domanda che in condizioni normali potava essere definita la domanda delle cento pistole o da un miliardo di euro, approfittando dei fondi europei, la domanda: "cosa sono le cicelle?" e qua anche i nostri (molisani) migliori conoscenti della storia sannita del Molise mai avrebbero saputo rispondere, ma non Vincenzo che carico dell'acume del terrone in terra straniera, subito ha capito che parlavano delle CICERCHIE. Gli amici che lo stavano interrogando tipo "reazione a catena" tutti i giorni su rai 1, gli facevano domande a raffica, la loro curiosità era nata da un programma di cucina sul Molise dove si era parlato di questo legume sconosciuto agli umani. Vincenzo, gonfiando il petto di sano orgoglio molisano, ha spiattellato agli amici "teutonici" tutto quello che sapeva delle cicerchie, legume di montagna che per anni era stato considerato il legume del demonio, visto che se si cucina senza metterlo a bagno per almeno quarantòtto ore non va via un acido che contiene. Acido che può portare dei disturbi neurologici, ma poi hanno scoperto che basta tenerle a bagno per quarantòtto ore, cucinarle molto bene e senza fretta e l'acido sparisce.  Quindi gli amici del Lombardo Veneto hanno scoperto il Molise per un programma di cucina su Rai 1. Questo perché, eccezion fatta per internet, ma le reti locali molisane, dove vengono trasmessi gli spot che invitano i turisti a conoscere il Molise, nel Triveneto non si vedono, come noi non vediamo le televisioni libere delle Dolomiti. E' normale! Altro amico, altra novità: Luca il mio compare, persona alla quale sono legato da amicizia affetto e stima pluri quarantennale, nel mese di giugno ci dava appuntamento per un pranzo non prima della fine della stagione balneare. Luca, mi diceva, che i suoi clienti sulla costa, specialmente i proprietari dei lidi si stavano preparando ad un'estate rovente dal punto di vista commerciale visto che erano già arrivate prenotazioni per tutta la stagione. Il merito, udite, udite, era dovuto al basso numero dei contagi Covid in Molise, che davano la sera alle 18 quando tutti i telegiornali si collegavano con la protezione civile nazionale. "Mi sono fatto persuaso", come direbbe il commissario Montalbano che se le notizie belle riguardo la nostra piccola regione fossero veicolate sulle reti nazionali, le notizie come gli spot sul turismo, la regione, intesa come entità geografica dove vivono persone che cercano di sopravvivere visto che siamo talmente pochi, la NOSTRA regione, potrebbe vivere meglio, potrebbe vivere più tranquillamente essendo conosciuta da tutti per cose belle e buone. Come dire? Semplicemente: cicerchie e 'mbrellune. Poi qualche altra volta parleremo, magari a,che di torcinelli e pampanella, o ventricina e pizza e minestra. Per adesso, sempre con affetto e stima, statevi arrivederci.

Franco di Biase