Toma tiene in pugno la maggioranza. Il Consiglio regionale respinge la mozione di sfiducia

L'assemblea regionale molisana si è riunita per votare la mozione di sfiducia nei confronti del presidente Toma, formalizzata in un documento dal M5S e il Partito Democratico. Il documento è stato respinto con 12 voti contrari, 8 favorevoli e 1 astenuto il Consigliere Iorio. Il governatore, Donato Toma, ha definito la mozione "un atto temerario". 
Una maggioranza coesa dopo aver concordato un documento, nella giornata di ieri, redatto dai consiglieri Regionali di maggioranza che impegna il Presidente Toma la sostituzione del neo assessore leghista Marone con la ex leghista Aida Romagnolo. Accadrà presto la volontà della maggioranza? O sarà rinviato tutto a ottobre?

Unica voce fuori dal coro della maggioranza, oltre all'astensione di Michele Iorio, è stato l'intervento del consigliere Andrea Di Lucente che chiede un cambio di passo "il mio è un No alla mozione ma che non è una approvazione dell'operato di Toma - continua il consigliere - abbiamo assistito più volte alla riconferma di una squadra che avvolte lavoro poco e male. In questi 2 anni abbiamo assistito la messa in pausa dei problemi del Molise. Appare, Presidente, il direttore di un'orchestra scordata e ultimamente che non sale neppure sul podio per dirigere, completamente scollato dalla realtà, distante anni luce dai problemi dei molisani. Siamo paragonati all'orchestra del Titanic che continua a suonare mentre la nave affonda".

Le dichiarazioni del Governatore Toma in aula: «La mozione di sfiducia presentata nei miei confronti, mi induce a mettere l'accento ad una classe politica che ha come solo obbiettivo di delegittimare ad ogni costo la maggioranza e in particolar modo il suo Presidente. L'obbiettivo dell'opposizione è stato principalmente quello di screditare e mettere sotto accusa il mio operato e quello degli Assessori.
Siamo alla seconda mozione di sfiducia, va evidenziato come essa è un arma a doppio taglio, potrebbe risultare un atto politico molto forte, ma potrebbe anche rilevarsi come un boomerang. E' la prova che se ne fa un uso strumentale e disinvolto.
Paradossalmente mentre a livello nazionale il M5S e PD giudicano inopportuno nuove elezioni, che vengono etichettate come un atto scellerato e deleterio per il Paese, a livello locale i rappresentanti di questi due Partiti fanno esattamente il contrario. Come se la situazione di crisi socio-economica che investe il Molise per via dell'emergenza Covid fosse diversa da quella di altre zone d'Italia. Incoerenza e irresponsabilità politica delle minoranze in questo consiglio Regionale sono le uniche parole che reputo calzanti per comprendere un atto del genere, se lo si contestualizza con l'attuale crisi che sta investendo il Molise e l'Italia per gli effetti dell'emergenza Covid
».

ore 10 - E' iniziato, in ritardo il consiglio regionale di oggi, martedì 7 luglio che verterà sull'unico ordine del giorno: la sfiducia a Donato Toma. Dopo le raccomandazioni del Presidente del Consiglio Regionale, Salvatore Micone, ad illustrare la mozione è il capogruppo pentastellato, Andrea Greco che si rivolge direttamente a Toma. "Il Molise sta attraversando uno dei periodi più bui della storia, dovuto alla totale inadeguatezza del governo, dovuto ad uno spettacolo indecoroso. Due anni di lotte fradiciose, i problemi dei cittadini molisani sono stati sempre all'ultimo posto degli ordini del giorno di questa assise. Penso al fallimento per quanto riguarda la gestione dell'emergenza da Covid, al fallimento per quanto riguarda il turismo. Le sue decisioni, Presidente, non sono state mai prese da sole, ma aiutate da forze politiche dall'esterno. C'è la possibilità di ridare ai cittadini molisani di ridare un interlocuzione in questo periodo di grande crisi. Voglio appellarmi alla maggioranza, che è stata letteralmente calpestata dal governo regionale. Avete fatto molteplici riunioni, ma le conclusioni sono state solo un rimpasto delle poltrone tra di voi. I cittadini molisani si ricorderanno di noi, se oggi porremo la parola "fine" a questa legislatura. Il voto di oggi dovrebbe essere una presa d'atto all'epoca dell'oscuramento politico. Vado ad illustrare la mozione di sfiducia che si compone di 11 pagine, nel rispetto di chi l'ha firmato. La mozione, illustrata da Greco riguarda molti punti, oggetto del fallimento del governo di Toma quali, scarsa gestione amministrativa ordinaria e straordinaria, scarsa gestione sanitaria, metodo politico istituzionale, l'agricoltura, gestione trasporti, l'approvazione di bilanci approvati sempre più in ritardo ecc.. Durante l'intervento il capogruppo Greco interrompe l'illustrazione della mozione di sfiducia per chiedere al Presidente Toma se si sentisse bene affermando: "Io ho a cuore la sua salute, lei quando mi augurò un cancro non ce l'aveva". Greco poi, rivolge una domanda diretta a Toma: "C'è l'interesse a nominare l'ex consigliere Nico Romagnuolo per fare il commissario della ricostruzione in Molise. Chiudo dicendo che è probabile che farete una difesa d'ufficio ma in cuor vostro siete tutti consapevoli della verità in cuor vostro. Oggi bisogna chiudere con questa legislatura perché non è il M5S che ve lo sta chiedendo, ma è la totalità dei molisani che sono fuori da Palazzo D'Aimmo, a cui si deve solo ridare l'occasione di tornare alle urne".

Successivamente, è intervenuta il consigliere Micaela Fanelli: "Abbiamo l'occasione di fare ciò che il Presidente Toma non ha fatto. Oggi abbiamo l'opportunità di rimettere  la democrazia al centro della politica. Quel lungo "non lavoro" della politica abbia già esaurito la pazienza dei molisani. Oggi abbiamo l'obbligo di concretizzare il sentimento di sfiducia nei molisani. Siamo in una profonda crisi è non c'è stata nessuna proposta. Non posso avere zero risposte agli accessi agli atti. Ditemi un atto, che potete annoverare in questi anni, io non ne trovo". Questo è un momento di alta politica, ma provo a dare un contributo per i miei colleghi, se una donna andrà in giunta si ritroverà a fare meglio il proprio lavoro. La sua stagione politica è stata accreditata da una serie di scaramucce. Sottolineo negativamente il lavoro che è stato svolto. Abbiamo bisogno di una nuova visione del futuro politico del Molise. Non c'è stato un minimo di riorganizzazione organizzativa durante l'emergenza, non è questa la regione a cui penso io, e neanche quella che pensano i molisani. O torniamo a casa oppure da questo momento cambiare radicalmente, totalmente rotta, perché se la mozione di sfiducia non verrà votata oggi, arriverà alla fine di questi cinque anni".

"Il Molise che conosco è un Molise che sa combattere - ha dichiarato durante il proprio intervento il consigliere regionale, Armandino D'Egidio -  In un periodo così particolare dobbiamo guardare agli interessi di tutti. Non è il momento per paralizzare tutto".

Gianluca Cefaratti ha dichiarato invece: "Gli aspetti più drammatici non sono questi dei giorni nostri. Questa regione ha bisogno di dirigenti più capaci, e non è possibile continuare su questa scia". Io do fiducia ancora al Presidente Toma. La mia voce sarà sempre critica ma questo dipende dalla sua capacità, Presidente di far uscire fuori dai suoi consiglieri di maggioranza il meglio di ognuno di loro".

"Come è risaputo - ha dichiarato il consigliere regionale, Michele Iorio - ho preso da tempo le distanze da questa maggioranza. Non condivido questa maggioranza su alcuni aspetti e ho votato con la minoranza. Non ho condiviso alcune cose non fatte, quelle fatte che condivido sono poche. Io mi attendo da lei un intervento che lei riconosca di aver sbagliato in molte cose. Durante l'intervento Iorio parla anche dei possibile scenari post consiglio regionale: "Parlo di un possibile futuro perché credo che la mozione di sfiducia non andrà avanti. Io mi asterrò al voto perchè non riesco a votare contro una maggioranza che potrebbe lavorare meglio".

Segue l'intervento del consigliere Filomena Calenda: "E' importante iniziare un percorso di autocritica per comprendere cosa abbiamo sbagliato. Il mio voto non sarà a favore della sfiducia a Toma".