Accadde Oggi 29 giugno - #almanacco

Oggi, 29 giugno la Chiesa festeggia i Santi Pietro e Paolo, apostoli, patroni della città di Roma.

1748 – Il Papa Benedetto XIV pubblica la lettera enciclica Magnae Nobis, sulle dispense per contrarre matrimonio con eretici in Polonia
1880 – La Francia annette Tahiti
1914 – Jina Guseva tenta di assassinare Grigorij Efimovič Rasputin nella sua casa in Siberia
1927 – Primo test del propulsore a inclinazione variabile di Wallace Turnbull
1934 – La notte tra il 29 e il 30 giugno ha luogo la cosiddetta notte dei lunghi coltelli, epurazione nazista dei vertici della Sturmabteilung e degli oppositori di Adolf Hitler
1944 – Eccidio di 244 civili a Civitella in Val di Chiana (AR), operato dalle truppe tedesche ivi stanziate
1950 – Mondiali di calcio in Brasile: nel gruppo 2 gli Stati Uniti battono a sorpresa l’Inghilterra nella partita che passerà alla storia come il “miracolo di Belo Horizonte”.
1976 – Le Isole Seychelles ottengono l’indipendenza dal Regno Unito.
1995 – Lo Space Shuttle Atlantis si congiunge con la stazione spaziale russa Mir.
2006 – In occasione dell’appello di un detenuto, Salim Ahmed Hamdan, una sentenza della Corte Suprema degli Stati Uniti stabilisce la violazione della Convenzione di Ginevra e del Codice di Giustizia Militare statunitense nel campo di prigionia statunitense nella Baia di Guantánamo
2007 – L’iPhone, rivoluzionario telefono della Apple, viene lanciato sul mercato statunitense alle 18.00 ora locale, in tutti gli Apple Store.
2009 – A Viareggio un treno merci composto da 14 cisterne di Gpl deraglia. Da una cisterna si genera una fuga di gas da cui ha luogo un’esplosione causando crolli e incendi nelle case nel raggio di 200 metri. Il bilancio è di 32 morti e 25 feriti.
2011 – Viene scoperta la quasar ULAS J1120+0641.
2013 – Papa Francesco pubblica la sua prima enciclica, Lumen fidei.
2014 – L’ISIS auto proclama il suo califfato in Siria e nel nord dell’Iraq.

Nati

Antoine De Saint-Exupéry (1900)
Oriana Fallaci (1929)
Emma Goldman (1869)
Giacomo Leopardi (1798)
Masaniello (1620)
Giorgio Napolitano (1925)

Morti

Primo Carnera (1967)
Ferdinando I d’Austria (1875)
Margherita Hack (2013)
Katharine Hepburn (2003)
Paul Klee (1940)

Il 29 giugno si festeggiano i Santi per eccellenza : San Pietro e Paolo. Ci son da ricordare avvenimenti importantissimi, quali : La morte di Primo Carnera, pugile Italiano che ha fatto la storia del pugilato e non solo, di Margherita Hack, della quale abbiamo percorso attimi della sua vita nel giorno della sua nascita, le nascite di Giacomo Leopardi, Orianna Fallaci e Giorgio Napolitano. La storia è piena di avvenimenti ma, ci sembra giusto ricordare una strage che ancora pesa come un macigno nel ricordo delle decine di vittime e per il suo anomalo accadimento. Ricorderemo insieme, l’incidente ferroviario che sconvolse Viareggio, l’Italia intera ed il Mondo quel 29 giugno 2009, meglio noto come strage di Viareggio. Causò ben 32 morti.

Esso si verificò in seguito al deragliamento del treno merci n. 50325, Trecate-Gricignano, e alla fuoriuscita di gas da una cisterna contenente GPL perforatasi nell'urto; per cause fortuite si innescò quasi subito un incendio di vastissime proporzioni, con il successivo scoppio della cisterna stessa, che interessò la stazione di Viareggio qualche centinaio di metri a sud del fabbricato viaggiatori e le aree circostanti. 

Alle 23:48 Central European Summer Time del 29 giugno 2009, il treno merci n. 50325 Trecate-Gricignano costituito da quattordici carri cisterna contenenti GPL, mentre si apprestava ad attraversare la stazione di Viareggio, deragliò per cause probabilmente legate al cedimento del carrello del primo carro cisterna, che trascinò fuori dai binari altri quattro carri. La cisterna del primo carro venne perforata da un elemento dell'infrastruttura e da essa fuoriuscì il GPL, che si incendiò repentinamente alla prima possibilità d'innesco (il gas propano è più denso dell'aria, perciò rimase a contatto con il suolo).

I danni furono immediati e 11 persone persero la vita in pochi minuti, investite dalle fiamme o travolte dal crollo degli edifici; altre due persone morirono stroncate da infarto e decine rimasero ferite; di esse molte riportarono gravissime ustioni e la maggior parte morì a distanza di diverse settimane dall'evento. I due macchinisti rimasero indenni in quanto dopo aver dato frenatura al convoglio si misero in salvo dietro ad un muro che li riparò dalla fiammata del gas innescato.

Il deragliamento si verificò in corrispondenza del sovrappasso pedonale che scavalcava il fascio binari sud della stazione ferroviaria, collegando via Burlamacchi con via Ponchielli. Il gas sembra essersi propagato in direzione di quest'ultima via, nella cui area si registrò infatti il maggior numero di vittime, feriti e di edifici crollati o danneggiati. Alcune abitazioni furono poi abbattute su ordinanza delle autorità comunali perché non più agibili o per costi di riparazione superiori ad una ricostruzione ex novo. Nei giorni successivi fu inoltre abbattuto anche lo storico sovrappasso ("La Passerella") per i gravi danni strutturali riportati a causa dello stress termico.

In totale si contarono 32 morti  e 25 feriti. funerali di Stato, ai quali parteciparono almeno 30.000 persone si tennero il 7 luglio allo stadio Torquato Bresciani per 15 vittime, altri 7 ebbero le esequie con rito islamico in Marocco. Due altri decessi, avvenuti per infarto, non vennero inseriti nella lista ufficiale.

Subito dopo il deragliamento uno dei macchinisti del treno (Andrea D'Alessandro) telefona al dirigente operativo della stazione per avvertirlo di ciò che stava accadendo. La drammaticità della telefonata ci impone di non tradurla.

Il treno, composto da 14 carri cisterna, era trainato dalla locomotiva E.655.175. Il primo carro era immatricolato presso la compagnia ferroviaria polacca PKP ed era stato costruito nel 2004 e revisionato il 2 marzo 2009 da una società di Bozzolo (MN), la Cima Riparazioni, mentre gli altri 13 erano immatricolati presso le ferrovie tedesche Deutsche Bahn. I carri con il gas erano stati instradati lungo il binario del raccordo interno che collega la raffineria SARPOM a San Martino di Trecate (NO) alla rete ferroviaria convenzionale da FS Logistica, che avrebbe compiuto le operazioni di verifica della sicurezza dei 14 carri, e alla stazione di Novara furono agganciati alla locomotiva. Le cisterne del convoglio, tra cui quella da cui è fuoriuscito il gas che ha innescato l'incendio, appartenevano alla multinazionale statunitense GATX (sebbene recassero l'insegna KVG, società austriaca di proprietà di GATX Rail) ed erano date in locazione a FS Logistica, che utilizzava i carri per i servizi a Sarpom. Il treno era diretto, senza soste intermedie, a Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta, e il gas era destinato all'Aversana Petroli.

In attesa delle conclusioni ufficiali delle commissioni di inchiesta, la probabile causa dell'incidente è attribuibile al cedimento strutturale di un asse del carrello del primo carro-cisterna deragliato. La prima foto pubblicata sembra confermare che l'incidente sia stato provocato dalla rottura dell'asse per fatica (cricca della boccola), dato che la sezione fratturata mostra la classica superficie "marezzata" per il 90% della sua superficie. Questa modalità di rottura è tipica degli assali ferroviari, ma non è immediata, anzi si innesca e poi si propaga nel lungo periodo: per prevenirla sono previste stringenti procedure cicliche di controllo che consentono di individuare la cricca prima che si espanda al punto da diventare pericolosa. Nel caso di specie, la rottura dimostra che le procedure di controllo non sarebbero state rispettate. 

Le persone decedute a causa del disastro sono state 32. Undici sono decedute nell'esplosione e nel seguente incendioe altre venti per le ustioni, nei mesi successivi. All'elenco dei decessi a causa dell'incidente si è aggiunto quello di una anziana colpita da infarto presumibilmente a causa dello shock per lo scoppio o della vista della scena del disastro. Anche un uomo, inoltre, morì di infarto a causa dello shock ma non venne inserito nella lista. A sei mesi dall'incidente ferroviario, l'indagine giudiziaria volta a individuare le responsabilità della strage non era riuscita a designare alcun soggetto indagato. Il 29 dicembre 2009 avvenne quindi un'azione dimostrativa . Nel novembre 2009, sia la società GATX sia le Ferrovie dello Stato annunciarono la volontà di liquidare i danni dell'incidente, manifestando l'intento a pervenire in tempi brevi ad offerte di risarcimento congiunte con i familiari delle vittime. Solo un mese più tardi, tuttavia, la società GATX negò il risarcimento richiesto da quaranta parti lese. A questa situazione fecero seguito le dichiarazioni espresse da Moretti in occasione di un'audizione al Senato, nel febbraio 2010: l'amministratore delegato delle ferrovie definì la sciagura come uno spiacevole episodio. 

Il 29 marzo 2010, dopo nove mesi dall'incidente e ancora nessun indagato, i familiari, gli amici e alcuni concittadini delle vittime si recarono presso la procura di Lucca al fine di sollecitare le istituzioni giudiziarie a fare luce sulle responsabilità dell'incidente. I comitati sorti all'indomani della tragedia dettero vita ad un sit-in che si protrasse per trentadue ore, trentadue come il numero delle vittime che l'incidente aveva causato. Inoltre i comitati iniziarono una raccolta di firme per chiedere le dimissioni dell'AD di FS Moretti.Il 21 aprile 2010 la Procura di Lucca rese noto che vi erano sette indagati.  Il 21 giugno 2010 la Procura di Lucca comunicò che l'inchiesta aveva portato all'iscrizione di 18 persone nel registro degli indagati, sottolineando che "L'individuazione dei soggetti da sottoporre a indagine non può ritenersi allo stato conclusa" e che "il numero degli indagati potrebbe crescere "in rapporto ai vari profili di colpa identificati". Tra questi - riferiscono i quotidiani Corriere della Sera e Il Tirreno - si conoscono i nomi di quattro persone: i tedeschi Joachim Lehamann 42 anni, Andreas Schroter 44 anni, Uwe Kriebal 46 anni dell'officina Jungenthal di Hannover (dove fu controllato l'assale che rompendosi causò il deragliamento) ed il mantovano Paolo Pizzadini, 44 anni, della Cima riparazioni di Bozzolo (MN). Venne invece mantenuto il riserbo degli inquirenti sui nomi degli altri indagati. Lo stesso giorno, l'amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Mauro Moretti dichiarò: "Non escludo che io stesso sia coinvolto. Ogni qualvolta nella storia ci sono state cose di questo genere tutti quanti sono stati compresi negli avvisi di garanzia".

Il 16 dicembre 2010 la procura di Lucca emise 38 avvisi di garanzia, in base ai quali risultò indagato lo stesso Moretti. Il 7 marzo 2011 a Lucca, nell'ambito delle indagini condotte dalla Procura della Repubblica per stabilire le cause degli eventi del 29 giugno 2009, si svolse la prima udienza dell'incidente probatorio che doveva ricostruire la dinamica del disastro ferroviario e cercare di fare chiarezza sulle cause attraverso varie prove tecniche. Alla prima udienza dell'incidente probatorio presieduto dal giudice per le indagini preliminari Simone Silvestri, parteciparono circa 200 persone tra avvocati e parti lese, mentre non era presente nessuno dei 38 indagati. L'incidente probatorio si concluse all'udienza del 4 novembre 2011. La perizia disposta dal giudice per le indagini preliminari individuò la causa dell'incidente nel cedimento "a fatica" dell'assale del primo carrello del primo carro cisterna. Ha altresì accertato che la "cricca", la cui propagazione ha determinato la frattura dell'assale, era già presente quando il pezzo di ricambio fu spedito dall'officina tedesca Jugenthal di Hannover all'officina italiana Cima Riparazioni di Bozzolo, che provvide alla sua installazione sul carro, circa tre mesi prima dell'incidente. Ha accertato infine che lo squarcio della cisterna fu provocato dall'impatto contro un elemento fisso dell'infrastruttura (la punta di una controrotaia dello scambio "piegata a zampa di lepre").Il 4 giugno 2013 venne confermato il licenziamento del ferroviere Riccardo Antonini, motivato dalla "rottura del vincolo fiduciario tra azienda e dipendente": l'uomo era stato consulente delle famiglie delle vittime ed era stato querelato da Moretti. Solidarietà fu espressa dal sindacalismo di base, che ne chiese l'immediato reintegro, e dalla Rete dei Comunisti. L'11 giugno 2013 di fronte alla stazione di Viareggio si è svolse inoltre un presidio di solidarietà al ferroviere licenziato. 

Il 22 luglio 2013 la Commissione Ministeriale di Indagine del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti pubblicò una relazione che ribaltava completamente la tesi sostenuta dagli ingegneri di Ferrovie dello Stato e dei periti del GIP secondo cui la causa dello squarcio e quindi della fuoriuscita di GPL e dell'esplosione, era da addebitarsi all'impatto contro la cosiddetta "zampa di lepre". Nel rapporto della Commissione Ministeriale la causa dello squarcio è da attribuirsi invece all'urto contro un picchetto di regolazione curve. Il documento pubblicato sul sito del Ministero dei Trasporti include un filmato animato 3D in cui vengono valutate numerose ipotesi di dinamica dell'incidente. Nel filmato si evidenziano dei punti fondamentali dati per certi da tutti i periti incaricati della ricostruzione degli eventi. Tali punti vengono utilizzati per sostenere l'attendibilità o la non attendibilità delle varie ipotesi dinamiche prese in considerazione. Per la Commissione Ministeriale, verificata la compatibilità geometrica e l'attendibilità di tutti i punti in questione, la causa più probabile è che il carro cisterna sia stato squarciato in seguito all'impatto con il picchetto nº24 posto in uscita dalla stazione di Viareggio, appoggiando la conclusione a cui sono arrivati anche i periti della Procura di Lucca e dai consulenti tecnici dei parenti delle vittime.

Il 18 luglio 2013 il GUP di Lucca Alessandro Dal Torrione decide per il rinvio a giudizio di 33 imputati, tra cui i vertici delle Ferrovie dello Stato, e fissa al 13 novembre 2013 la data di inizio della prima udienza del processo per la strage.

Nonostante la richiesta fatta dai familiari delle vittime e dal sindaco di Viareggio, Leonardo Betti, lo Stato decide di non costituirsi parte civile al processo. L'allora primo ministro Enrico Letta spiega con una lettera al quotidiano il Tirreno i motivi di questa scelta. 

Il 31 gennaio 2017 il tribunale collegiale di Lucca (presidente Gerardo Boragine, a latere Nidia Genovese e Valeria Marino) ha emesso la sentenza di primo grado condannando a 7 anni e 6 mesi di carcere Michele Mario Elia (nel 2009 amministratore delegato di Rete Ferroviaria Italiana), a 7 anni di carcere Mauro Moretti (nel 2009 amministratore delegato di Ferrovie dello Stato) e a 7 anni e 6 mesi Vincenzo Soprano, ex amministratore delegato di Trenitalia e di FS Logistica. Tutti e 33 gli imputati sono accusati, a vario titolo, di disastro ferroviario, incendio colposo, omicidio colposo plurimo, lesioni personali. La sentenza ha in parte ribaltato le richieste di condanna dei Pm, il cui impianto accusatorio attribuiva le principali responsabilità ai vertici delle ferrovie, per cui era stato chiesto fino al massimo della pena per i reati contestati (16 anni). La corte lucchese ha ritenuto di comminare le pene più elevate ai responsabili di Gatx Rail e a quelli dell'officina Jungenthal responsabili dei problemi di meccanica alla base dell'incidente di Viareggio. 

Il 22 gennaio 2010 sono iniziati i lavori di ricostruzione dell'intera area distrutta.

Il 29 luglio 2009, ad un mese della strage, si tenne la prima commemorazione, con una marcia silenziosa di circa 15.000 persone. Da allora ogni anno si svolge una manifestazione in ricordo delle vittime del 29 giugno.

Il 14 luglio 2009 si disputò una partita in memoria della strage allo stadio dei Pini di Viareggio, il cui incasso venne devoluto al Comune di Viareggio. 

Il 29 giugno 2010, primo anniversario dell'incidente ferroviario, è stata indetta una commemorazione aperta con la scopertura di una targa a fianco della Croce Verde, uno dei luoghi simbolo della strage. Di seguito i partecipanti si spostarono allo stadio dei Pini per partecipare a un momento di riflessione e di preghiera per poi dare il via a un lungo corteo (in testa i familiari delle vittime) per le strade della città. Quasi ventimila persone, con fiaccole e messaggi di solidarietà, sfilarono per i cinque chilometri di percorso, attraverso la passeggiata a mare, la stazione e la Croce Verde, fino ad arrivare in via Ponchielli. Qui, alle 23:48, tutte le sirene dei mezzi di soccorso suonarono contemporaneamente per un minuto, riportando la mente dei viareggini a quei terribili momenti e in seguito 32 rintocchi di campana salutarono le 32 vittime della strage. Tutti i treni in transito sulla adiacente ferrovia parteciparono al lutto e al ricordo fischiando 3 volte.