#Latte&Caffè. Quando la passione esiste e resiste nel tempo: a tu per tu con l'hair stylist Lanfranco Ciccone

Quante volte a noi donne è capitato, a seguito di una delusione, di una relazione finita male o di un fallimento, di voler stravolgere la nostra vita? Tante, forse troppe. E quante volte lo abbiamo fatto iniziando dai nostri capelli? Tantissime! Ebbene sì. I capelli sono una parte fondamentale di ciascuno di noi, in particolare di noi donne ma, ultimamente, anche degli uomini perché si sa, con il tempo le cose cambiano. Diciamoci la verità, il parrucchiere è una persona fondamentale nelle nostre vite, un punto fermo su cui contare. Perché? Perché il parrucchiere non ti sistema soltanto i  capelli, ti sistema anche la mente. Il momento dal parrucchiere è un momento importante, fondamentale perché è una vera e propria coccola di cui non possiamo assolutamente fare a meno. La verità è questa: possiamo mettere anche l’abito più bello, gli accessori più brillanti se i capelli non sono in ordine, sarà un flop. Dunque la scelta del parrucchiere è alla base di tutto questo, soprattutto in un periodo in cui sempre più persone si improvvisano parrucchieri, creando un danno non indifferente ai professionisti, ma anche ai clienti. Durante questi mesi di lockdown molte di noi, guardandosi allo specchio, si sono chieste quali fossero le sorti dei nostri parrucchieri di fiducia, temendo il peggio. Nonostante le numerose difficoltà del caso, la riapertura c’è stata e, tra una coccola e l’altra ai miei capelli, ho avuto il piacere di fare due chiacchiere con Lanfranco Ciccone, proprietario di “Mario Coiffeur - Parrucchiere e Centro Estetico” che quest’anno compie sessanta anni di attività. Solitamente si dice “qualità non quantità” eppure lui è riuscito, negli anni, ad unire qualità e quantità e questo è chiaro perché sessanta anni per un parrucchiere sono davvero tanti ed è assolutamente una grande soddisfazione. 

È il dicembre del 1960 e Mario, padre di Lanfranco, apre il suo salone in piazza della Vittoria, nel cuore della città capoluogo. Sono gli anni del dopoguerra, gli anni del boom economico e, ovviamente, la sua attività diviene un vero e proprio polo di attrazione. Vent’anni dopo, nel 1980, a seguito del diploma Lanfranco inizia al lavorare lì, affiancando la sua guida, il suo maestro per eccellenza. Ed è proprio nell’Ottanta che nasce anche il centro estetico all’interno del salone, gestito dalla sorella Eloise, per dare seguito all’attività e per offrire un servizio a 360 gradi e “curare” le donne dalla testa ai piedi, nel vero senso della parola. Diciassette anni dopo, la scomparsa del padre, mette Lanfranco in condizione di proseguire da solo, nonostante il peso di portare avanti un’attività affermata come quella fino a quel momento gestita dal padre. Da lì inizia un’esperienza a tutto tondo per il giovane parrucchiere il quale lavora per Miss Italia, a Campitello partecipa alle Olimpiadi del Mondo dello Spettacolo, tantissime sfilate in Italia e all’Estero, sfilate quando ancora c’era l’Ariston, collabora con Canale 5 per il programma “Non solo moda”. Insomma, una vera e propria scalata grazie alla quale oggi vede il mondo da una gran bella prospettiva.

Come è nata la passione per questo lavoro?

"La passione è qualcosa che fa parte del DNA di ogni persona. Essendo figlio d'arte, geneticamente ho una forte passione per l'arte, per il giocare con i capelli, creare forme colori e disegnare in questa maniera. La passione mi è stata trasmessa fortunatamente dai miei genitori e io ho cercato di coltivarla, migliorandola e ottenendo buoni risultati che ad oggi si notano dopo sessanta anni di attività".

I capelli, possiamo dirlo, sono un aspetto importantissimo per una donna...

"I capelli sono la cosa che a primo impatto si nota guardando la persona. L'esempio che si fa molte volte è quello che posso avere abito e make-up più bello del mondo, ma se i capelli non sono a posto non mi sento a mio agio ed è normale che sia così perché è l'immagine che viene rapportata a chi sta di fronte come primo colpo d'occhio. E' importante avere capelli sistemati sia per quanto riguarda la forma che per il colore e soprattutto per la simbiosi con l'estetica de il viso. Deve essere un connubio perfetto per ottenere il massimo del risultato".

Durante il lockdown hai mai pensato di non poter più tornare in negozio, di dover chiudere l'attività data la situazione abbastanza incerta?

"Il pensiero e la preoccupazione ci sono stati, dal momento in cui la situazione non era molto chiara ed incoraggiante. Man mano che si andava avanti non si riusciva ad avere notizie certe, a vedere orizzonti sicuri sotto l'aspetto sociale, professionale e quello quotidiano. Adesso, per fortuna, il problema è diminuito ma comunque lo viviamo in maniera abbastanza impegnativa. Abbiamo cercato di essere ottimisti, nonostante la preoccupazione, perché l'ottimismo è alla base di tutto e non deve mai mancare, cercando anche in quei momenti di pensare a quella che poteva essere una soluzione al problema o una modifica al nostro ciclo produttivo, per far sì di andare avanti nella maniera più sicura possibile. Tanto è vero che abbiamo messo in campo degli strumenti, a livello di sanificazione, che ci hanno dato un'ottima risposta. Sanifichiamo infatti quotidianamente con l'ozono, oltre che utilizzare dispositivi di sicurezza non soltanto per l'obbligo ma per trasmettere alla clientela la massima tranquillità e sicurezza. L'ambiente fortunatamente è abbastanza ampio, infatti non abbiamo grandi problemi. Le persone sono particolarmente impaurite, anche in virtù del fatto che non ci sono delle certezze per il futuro, non ultimo il problema economico causato dal blocco e ovviamente non tutte le persone possono spendere per la propria persona, privilegiando beni di prima necessità. Per i beni di lusso, come il nostro, si cerca non di farne a meno ma sicuramente di allungare la tempistica: se prima la semplice piega si faceva una volta a settimana, adesso una volta ogni quindici giorni. Abbiamo dovuto rimboccarci le maniche tutti, facendo delle scelte in termini di priorità. Quello che è importante si fa, quello che è meno importante si rimanda in seguito".

Al giorno d'oggi molte persone aprono l'attività, si improvvisano parrucchieri o comunque promettono cose impossibili. Cosa pensi di questo, avendo da sessanta anni l'attività?

"Il fatto di improvvisarsi, oggi, è più difficile rispetto a ieri poiché vi è la necessità di avere in mano dei diplomi professionali riconosciuti, per affrontare questo tipo di percorso. In virtù di questo c'è una leggera scrematura rispetto a quando non c'era l'obbligo del diploma. E' sicuramente un punto in più a favore che evita l'improvvisazione. Certo, il discorso da fare, è anche un altro: molte volte si fanno questi tipi di scelta non perché c'è la passione ma perché si ritiene che queste attività artigianali dove c'è lo sviluppo della manodopera in maniera pura, sia una di quelle cose che tutti possono fare ed in cui tutti possono buttarsi. Se c'è la passione c'è un modo di vedere le cose completamente diverso, e questa passione deve essere coltivata con la tecnica, la professionalità, con i corsi di aggiornamento e con tutto ciò che serve per migliorare il modo di essere e di fare da un punto di vista professionale. Non so dire se sia giusta o meno l'improvvisazione, sicuramente la cliente è il giudice di questo operato e sa scegliere e valutare il meglio ed il peggio".

Dunque, sessanta anni di soddisfazioni e di crescita che oggi contraddistinguono Lanfranco, Eloise ed il loro staff competente e motivato, caratteristiche rare ai giorni d'oggi.

Alessandra Potena