Accadde Oggi 28 giugno - #almanacco

Oggi 28 giugno la Chiesa festeggia Sant’Argimiro di Cordova, martire

1519 – Carlo V è eletto imperatore del Sacro Romano Impero
1651 – Inizia la Battaglia di Beresteczko tra polacchi e ucraini, la più grande battaglia del XVII secolo
1838 – Viene incoronata la regina Vittoria del Regno Unito
1846 – Adolphe Sax inventa il sassofono
1883 – A Milano in via Santa Redegonda viene inaugurata la prima centrale elettrica europea
1894 – La festa del lavoro diventa festa ufficiale negli USA
1914 – Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este e sua moglie Sofia vengono uccisi dal nazionalista serbo Gavrilo Princip; l’episodio diventa il casus belli della prima guerra mondiale
1919 – Firmato il Trattato di Versailles, che pone ufficialmente fine alla prima guerra mondiale
1940 – La Romania cede parte della Bessarabia (l’odierna Moldavia) all’Unione Sovietica
1946 – Enrico De Nicola è eletto Capo provvisorio dello Stato italiano
1950 – Seul viene occupata dalle truppe della Corea del Nord
1960 – Le raffinerie statunitensi a Cuba vengono confiscate e nazionalizzate
1967 – Israele si annette Gerusalemme Est
1969 – A New York inizia la rivolta di Stonewall. Per tre giorni la protesta di gay e transessuali dilaga nel quartiere gay della città
1976 – Un gruppo di terroristi del FPLP dirotta un aereo dell’Air France con 248 passeggeri a bordo
1990 – In un museo di Den Bosch, nei Paesi Bassi, vengono rubati tre dipinti di Vincent van Gogh
1997 – Il pugile Mike Tyson viene squalificato per aver staccato con un morso parte dell’orecchio del suo avversario, Evander Holyfield
2005 – Papa Benedetto XVI apre il Processo di Beatificazione di papa Giovanni Paolo II, che si concluderà con la beatificazione il 1º maggio 2011.
2008 – Papa Benedetto XVI, nel bimilennario della nascita di san Paolo, apre lo speciale anno giubilare paolino, nella basilica di San Paolo fuori le mura, insieme con il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I
2012 – Viene ritrovato, al largo della Maddalena, il relitto della Roma.
2016 – Attentato del 28 giugno 2016 all’Aeroporto di Istanbul-Atatürk

Gay pride o Giornata mondiale dell’orgoglio LGBT

Nati

Pietro Mennea (1952)
Luigi Pirandello (1867)
Jean-Jacques Rousseau (1712)
Enrico VIII Tudor (1491)

Morti

Francesco Ferdinando d’Asburgo-Este (1914)
Vittorio Gassman (2000)
Pietro Verri (1797)

Oggi il piacere di ricordare un amico, un grandissimo atleta ed un uomo eccezionale ci spinge senza tentennamento a parlare di Pietro Paolo Mennea. Per chi non lo sapesse fu scoperto a Termoli.

Pietro Paolo Mennea nasce a Barletta28 giugno 1952 , muore a  Roma21 marzo 2013). Dalla carriera multiforme, è stato un velocistapolitico e saggista italiano.

Campione olimpico dei 200 metri piani a Mosca 1980, è stato il primatista mondiale della specialità dal 1979 al 1996 con il tempo di 19"72 che, tuttora, costituisce il record europeo. Ha detenuto inoltre, dal 1979 al 2018, il record italiano dei 100 metri piani con il tempo di 10"01, poi battuto da Filippo Tortu.

Soprannominato Freccia del Sud, è l'unico duecentista della storia che si sia qualificato per quattro finali olimpiche consecutive (dal 1972 al 1984). In virtù della sua carriera sportiva è stato insignito dell'ordine olimpico nel 1997 e introdotto nella Hall of Fame della FIDAL. Laureatosi quattro volte, dopo la carriera agonistica svolse attività politica e scrisse molti saggi su vari argomenti, esercitando le professioni di avvocato e commercialista.  Pietro Mennea nacque in una modesta famiglia di Barletta. Il padre era sarto e la mamma casalinga; aveva tre fratelli e una sorella. Dopo le medie si iscrisse a ragioneria. Un curioso aneddoto racconta che all'età di 15 anni, su uno stradone di Barletta, sfidò in velocità una Porsche e un'Alfa Romeo 1750 sui 50 metri, battendo entrambe e guadagnando le 500 lire per pagarsi un biglietto d'ingresso al cinema o un panino. Successivamente proseguì gli studi all'ISEF di Cassino (FR).

Si laureò a Bari una prima volta in scienze politiche, su consiglio di Aldo Moro, allora ministro degli Esteri. Conseguì poi anche le lauree in giurisprudenzascienze motorie e sportive e lettere. Era sposato dal 1996 con Manuela Olivieri, avvocato e giornalista; non ebbero figli.

Nel 2000 il nome di Mennea tornò agli onori delle cronache quando l'Università degli Studi dell'Aquila, presso cui aveva partecipato a un concorso per la cattedra di sistematica, regolamentazione e organizzazione dell'attività agonistica presso la facoltà di scienze motorie, gli propose l'assunzione, dato che si era classificato primo in graduatoria ma, giudicando la posizione di professore a contratto incompatibile con la carica di membro del Parlamento europeo, gli chiese le dimissioni da deputato. La vicenda provocò polemiche e interrogazioni parlamentari. Tuttavia il Governo Amato II, rappresentato dall'allora Sottosegretario di Stato per l'Università e la Ricerca Scientifica e Tecnologica Luciano Guerzoni, diede ragione all'Università.

Mennea è stato poi docente a contratto di Legislazione europea delle attività motorie e sportive presso la facoltà di scienze dell'educazione motoria dell'Università "Gabriele d'Annunzio" di Chieti-Pescara

Nel 2006 ha dato vita, insieme con la moglie, alla "Fondazione Pietro Mennea", onlus di carattere filantropico che, attraverso progetti specifici, effettua donazioni e assistenza sociale ad enti caritatevoli o di ricerca medico-scientifica, associazioni culturali e sportive. Lo scopo secondario è di carattere culturale e consiste nel diffondere lo sport e i suoi valori, nonché promuovere la lotta al doping.

Oltre alla carriera sportiva, ha operato come insegnante di educazione fisica, avvocato, curatore fallimentare, eurodeputato (a Bruxelles dal 1999 al 2004) e commercialista. È stato, per alcuni mesi, anche direttore generale della squadra di calcio della Salernitana nell'annata 1998-1999

Nel 2010, insieme con la consorte (avevano uno studio a Roma, ubicato vicino al Tribunale Civile), si occupava di class action negli Stati Uniti per difendere alcuni risparmiatori italiani finiti nel crac della Lehman Brothers.

Morì il 21 marzo 2013, a 60 anni, in una clinica di Roma, per un tumore al pancreas. È sepolto nel Cimitero Flaminio a Roma.

Tesserato per l'AVIS Barletta, iniziò l'attività agonistica nelle competizioni nazionali nel 1968 quando ad ottobre prese parte al trofeo "Vele dello Sport" organizzato dal Corriere dello Sport a Termoli. trasferitosi a Formia, dove era allenato dal marchigiano Carlo Vittori, Mennea iniziò una lunga carriera atletica internazionale nel 1971 quando debuttò ai Campionati europei con un terzo posto nella staffetta 4×100 metri e un sesto nei 200 metri piani.

Fece il suo debutto olimpico a Monaco di Baviera, ai Giochi olimpici estivi del 1972, dove raggiunse la finale dei 200 m piani. Fu terzo dietro al sovietico Valerij Borzov e allo statunitense Larry Black. A questa sarebbero seguite altre tre finali olimpiche consecutive nella stessa specialità. 

Ai Campionati europei del 1974 Mennea vinse l'oro nei 200 m davanti al pubblico di casa di Roma, e si piazzò secondo nei 100 m (dietro a Borzov, suo rivale storico) e nella staffetta veloce. Nel 1975 a Nizza vinse i 200 m in Coppa Europa.

Dopo alcune prestazioni deludenti, nel 1976 Mennea decise di saltare i Giochi olimpici, ma il pubblico italiano protestò e Mennea andò a Montréal. Riuscì a qualificarsi per la finale dei 200 m, ma vide l'oro finire nelle mani del giamaicano Don Quarrie, mentre lui finì ai piedi del podio, quarto. Lo stesso risultato, mancando di poco il bronzo, venne raggiunto nella staffetta 4×100 metri. Nel 1978, a Praga, difese con successo il suo titolo europeo dei 200 m, ma mostrò le sue doti anche sulla distanza più breve, ugualmente vinta. In quell'anno si aggiudicò anche l'oro nei 400 metri piani agli Europei indoor.

Nel 1979 Mennea, studente di scienze politiche, prese parte alle Universiadi che si disputavano sulla pista di Città del Messico. Il tempo di 19"72 con cui vinse i 200 metri piani costituì il nuovo record mondiale: esso resistette per 16 anni e 324 giorni, fino ai trials statunitensi per i Giochi olimpici del 1996, quando Michael Johnson fermò il cronometro sul tempo di 19"66. In Messico ottenne pure il record europeo dei 100 metri con 10"01, tempo che ha rappresentato il record italiano fino al 22 giugno 2018 quando venne migliorato da Filippo Tortu. Mennea detenne anche la miglior prestazione mondiale a livello del mare dal 1980 al 1983, con 19"96, tempo stabilito nella sua città natale, Barletta. Sempre nel 1979 a Torino vinse i 100 m in Coppa Europa.

In quanto detentore del primato mondiale, Mennea era senz'altro uno dei favoriti per l'oro olimpico a Mosca nei Giochi olimpici del 1980, ai quali il barlettano poté partecipare poiché non fece parte di alcun corpo militare. Nella finale dei 200 m, Mennea affrontò, tra gli altri, il campione uscente Don Quarrie e il campione dei 100 m Allan Wells. Wells, in settima corsia, sorpassò subito Mennea, che gli correva a fianco in ottava corsia, e sembrò dirigersi verso una vittoria netta ma Mennea lo rimontò sul rettilineo e lo sopravanzò negli ultimi metri, aggiudicandosi l'oro per 2 centesimi di secondo; il barlettano vinse anche il bronzo con la staffetta 4×400 metri

Nel 1981 annunciò il suo ritiro concedendosi più tempo per lo studio. Successivamente ritornò sui suoi passi e l'anno dopo prese parte agli Europei gareggiando però solo nella 4×100 m in cui arrivò quarto.

Il 22 marzo 1983 stabilì la miglior prestazione mondiale (manuale) dei 150 metri piani, con 14"8 sulla pista dello stadio di Cassino: questo primato è ancora imbattuto, in quanto il tempo di 14"35, stabilito il 17 maggio 2009 da Usain Bolt a Manchester, è stato ottenuto su pista rettilinea. Il 29 settembre 1983 nella staffetta 4×200 metri stabilì insieme a Stefano Tilli, Carlo Simionato, Giovanni Bongiorni, il record Italiano con il tempo di 1'21"10 .

Successivamente partecipò alla prima edizione dei Campionati mondiali che si svolse ad Helsinki dove vinse la medaglia di bronzo nei 200 m e quella d'argento con la staffetta 4×100 m. Un anno dopo, scese in pista nella sua quarta finale olimpica consecutiva dei 200 m piani, primo atleta al mondo a compiere tale impresa. In quest'occasione terminò al settimo posto e, a fine stagione, si ritirò dalle competizioni per la seconda volta.

Ancora una volta, Mennea fece il suo ritorno alle gare e gareggiò nelle sue quinte Olimpiadi a Seul nel 1988, sempre nei 200 metri, dove si ritirò dopo aver superato il primo turno delle batterie.

In quest'edizione dei Giochi fu alfiere portabandiera della squadra azzurra durante la cerimonia d'apertura.

In un'intervista al quotidiano italiano La Repubblica del 1987  ha detto che nel 1984, durante i Giochi olimpici di Los Angeles 1984, un fisioterapista americano, il professor Kerr, gli propose un trattamento di doping. Tornato in Italia si sottopose a due iniezioni di ormone della crescita umana (somatropina), ma la crisi di coscienza che ne scaturì fu tale da indurlo a ritirarsi dall'attività agonistica: «Ho capito che nella mia vita stavo cercando tutto tranne che quello». Anche se l'uso di tale sostanza è vietato nelle competizioni odierne, non lo era all'epoca per i regolamenti della IAAF.

Dal punto di vista tecnico Mennea (come in seguito Carl Lewis) aveva una partenza dai blocchi relativamente lenta ma progressivamente accelerava riuscendo a raggiungere velocità di punta superiori a qualunque atleta. Questa partenza lenta ha relativamente penalizzato le sue prestazioni sui 100 metri (dove comunque ha primeggiato a livello europeo), mentre le gare sui 200 si concludevano spesso con rimonte ai limiti del prodigioso (come la finale dei Giochi olimpici di Mosca). Sempre grazie alla sua eccezionale velocità di punta le ultime frazioni e le relative rimonte di Mennea nella 4×100 m (nelle quali partiva lanciato) erano impressionanti per la superiorità sugli altri atleti.

Alle elezioni europee del 1999 fu eletto deputato europeo nella lista I Democratici nella circoscrizione Sud e aderì al Gruppo del Partito Europeo dei Liberali, Democratici e Riformatori.

Alle elezioni politiche del 2001, candidato al Senato della Repubblica nel collegio di Barletta-Trani con l'Italia dei Valori non fu eletto. Nel 2002 candidato a sindaco di Barletta con Forza Italia fu sconfitto al primo turno.

Il 4 febbraio 2002 aderì al Gruppo del Partito Popolare Europeo e dal 7 luglio 2003 al Misto e alle elezioni europee del 2004 si ricandidò nella lista PRI-Liberal Sgarbi ma non fu eletto.

La popolarità di Mennea in Italia negli anni in cui gareggiava era tale che fu citato in numerosi film dell'epoca: Brutti, sporchi e cattivi (1976), Febbre da cavallo (1976), I padroni della città (1976), Travolto dagli affetti familiari (1978), Il diavolo e l'acquasanta (1983), L'uomo in più (2001).

Nel brano di Samuele Bersani del 2002 Che vita! Pietro Mennea è citato insieme a Sara Simeoni in due versi del ritornello:

«Che vita!
Pietro Mennea e Sara Simeoni
son rivali alle elezioni.»

(Samuele Bersani, Che vita!)

Nel marzo del 2012 Londra, nell'ambito delle iniziative connesse ai Giochi olimpici di Londra 2012, dedicò al barlettano una stazione della metropolitana cittadina (High Street Kensington).

Il 14 febbraio 2013 il cantautore romano Daniele Silvestri, in contemporanea alla partecipazione alla 63ª edizione del Festival di Sanremo, pubblica l'EP Che nemmeno Mennea, contenente il brano Il bisogno di te (ricatto d'onor) con un omaggio al velocista che sarebbe scomparso pochi giorni dopo.

Il 21 marzo 2013, nello stesso giorno della sua scomparsa, le Ferrovie dello Stato gli intitolarono il primo treno Frecciarossa ETR-1000 . Inoltre, in occasione dei Mondiali di atletica dello stesso anno, tutti gli atleti azzurri hanno indossato divise di gara con stampato il cognome del velocista barlettano.

Dal 2013, ogni 12 settembre l'atletica leggera italiana celebra il Pietro Mennea Day, in ricordo del record mondiale dei 200 metri piani del 1979. La FIDAL, attraverso i suoi comitati provinciali, organizza gare di 200 m su tutto il territorio italiano aperte anche ai non tesserati alla federazione e destina il ricavato delle iscrizioni alla Fondazione Pietro Mennea Onlus.

Dal 12 settembre 2013 a Pietro Mennea è stato intitolato lo stadio dei Marmi di Roma. Nello stesso anno il comune di Caserta, in collaborazione con la FIDAL, rinnova la pista di atletica leggera sita nello stadio Alberto Pinto, dedicandola al velocista italiano.

La Rai ha dedicato a Pietro Mennea una miniserie televisiva in due puntate intitolata Pietro Mennea - La freccia del Sud, diretta da Ricky Tognazzi, con Michele Riondino e Luca Barbareschi, andata in onda il 29 e 30 marzo 2015.