Campobasso: riprende la movida, ma scoppia la polemica

Assembramenti, niente distanziamento sociale e poche, pochissime mascherine: così la città di Campobasso riprende la movida, in preda ad un’ondata di polemiche social. 

Sembrerebbe proprio che i campobassani, che nel periodo del lockdown si erano dimostrati rigorosi nel rispetto delle regole, non abbiano poi tenuto lo stesso passo alla ripresa della movida in città. Galeotte furono le immagini, circolate il 18 maggio, che mostrano giovani e meno giovani all’assalto del Bar Centrale, tra un aperitivo e un cocktail, senza però rispettare il distanziamento sociale. Così, a distanza di un solo giorno dalla riapertura, i titolari, Liberato e Nicola Ranallo, decidono di chiudere per “dare un segnale forte alla città”.

Di certo, però, non è la chiusura del Centrale a fermare i campobassani: proprio nel weekend appena trascorso, infatti, ha ripreso anche la movida in Via Ferrari, la più amata dai giovani. Ancora una volta, alcune foto circolate in rete denunciano una situazione di ben poca responsabilità da parte di alcuni cittadini del capoluogo, che non rispettano la distanza di sicurezza e non indossano le mascherine. Vani, quindi, sembrano esser stati i provvedimenti presi dal governo, in particolare la chiusura dei locali anticipata a mezzanotte, che non ha avuto i risultati sperati.

In seguito a quanto accaduto in questa prima settimana di ripresa, il sindaco non si è fatto attendere, e ha minacciato di chiudere tutto qualora i cittadini continuino a non rispettare le misure di sicurezza. In seguito all’intervento di Gravina, si è pronunciata anche l’assessore al Commercio, Paola Felice: “Come Amministrazione comunale stiamo cercando di accelerare il più possibile le pratiche per l’occupazione esterna di suolo pubblico, in modo così da diminuire il rischio di assembramenti.” Tuttavia, nessun provvedimento sembrerebbe esser stato preso, per il momento.

Insomma, una situazione, quella documentata a Campobasso, che non sembra differire molto da altre città d’Italia, prima tra tutte Milano Navigli, un esempio che sembrava ben lontano dalla piccola realtà molisana, ma evidentemente bisogna ricredersi.

di  Mariagrazia Staffieri