37° Bellaria Film Festival: vince “Qualcosa Rimane” del regista termolese Francesco D'Ascenzo

Alla 37ma edizione del Bellaria Film Festival si afferma il Molise: il regista Francesco D’Ascenzo, di Termoli, ha vinto il concorso Bei Doc con il documentario “Qualcosa rimane”, un viaggio attraverso i racconti, gli aneddoti e i successi di quindici protagonisti di campi diversi del mondo della cultura.

 Francesco D’Ascenzo

La giuria internazionale guidata dal presidente Moni Ovadia ha deciso di premiarlo perché costituisce “una sfrontata e intima conversazione sul lavoro di una vita, la vita stessa come lavoro, offrendo un panorama della ricca eredità della cultura italiana. Attraverso alcune personalità autenticamente rilevanti che come il film stesso parlano con apertura, onestà e profondità, emerge una celebrazione di cultura e uno sguardo franco sia sulla fine della vita che su quello che sostiene il vivere”.

Francesco D’Ascenzo, vincitore del miglior documentario del BFF, va un premio in denaro di 3000 euro.

Il film ha ricevuto inoltre il Premio Luis Bacalov, assegnato dal pubblico al documentario con la migliore colonna sonora. 

Diretto per il secondo anno consecutivo dal produttore teatrale, musicale e cinematografico Marcello Corvino, il 37° Bellaria Film Festival si è tenuto dal 26 al 29 settembre, presentando 22 documentari italiani e stranieri selezionati tra 1100 film candidati, declinati sui princìpi dell’articolo IX della Costituzione Italiana (“La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione”).

Due le sezioni proposte dal festival: Bei Doc – vinto da D’Ascenzo – per lavori inediti e non, di qualsiasi formato con durata massima 90 minuti, e Bei Young Doc, rivolto invece ai registi under 30.

Quest’anno il festival ha dedicato il Premio alla Carriera allo sceneggiatore Vincenzo Cerami, scomparso nel 2013, un omaggio a cui ha partecipato anche il Premio Oscar Roberto Benigni inviando in esclusiva per il BFF un videomessaggio in ricordo del collega e amico scrittore.

Qualcosa rimane, di Francesco D’Ascenzo (2019 - 67’) Bei Doc

È un incontro con quindici Maestri in campi diversi della cultura – tra cui Carla Fracci, Paolo Villaggio, Giorgio Albertazzi – giunti felicemente alla loro stagione finale, disponibili ad essere ripresi mentre conversano sulle loro opere, sulla vecchiaia, sulla morte. Il risultato è uno scrigno che contiene immagini e parole rare e preziose. Un documento da tramandare.

Gli incontri, semplici e informali, si svolgono nelle abitazioni – del grande attore, della poetessa famosa, dello scrittore prestigioso, dell’applaudito musicista - e prevedono tutti un input tale da mettere in moto un monologo che si trasforma in un dialogo tra tutti gli intervistati, i quali, ancorché carichi di anni, vicende, aneddoti e successi, evitano di soffermarsi su aspetti della propria lunga biografia, per riflettere, leopardianamente, sulla presente stagione “e viva, e il suon di lei”. 

Francesco D’Ascenzo è nato nel 1988 a Termoli (CB), la sua passione per l'arte lo porta a informarsi su tutto quello che succede di nuovo e sperimentale nel mondo artistico romano. Nel 2007 entra a far parte del gruppo di artisti della ERA DEA, fondata a Roma nel 2000, e partecipa come attore a tutte le iniziative dell'Associazione. Nell'aprile del 2008 firma la sua prima regia teatrale, “Il Mio Compleanno” a cui seguiranno altre regie teatrali tra cui “ITALIA&ITALIA” (2011), “Il Sotterraneo di Caravaggio” (2015). Dal 2008 inizia la sua sperimentazione cinematografica firmando la regia di documentari ispirati alla musica degli anni '60. Impegno cinematografico che si consolida con la regia del documentario “Rughe” (2009). Contemporaneamente viene invitato a far parte dell'ANAC (Associazione Nazionale Autori Cinematografici) sotto la presidenza di Ugo Gregoretti.

Nel 2012 comincia il progetto “Autobiografie Eccellenti”: una serie di cortometraggio da 15' dedicati ai grandi musicisti e registi italiani. Dal 2014 lavora al documentario “Qualcosa Rimane”. Inizia una serie di incontri con grandi artisti italiani. Con Paolo Villaggio si instaura una particolare amicizia che porta D'Ascenzo a firmare un corto-doc dedicato interamente alla sua figura: “Paolo Villaggio – Allafinfinfirifinfinfine”. Con quest’ultima opera, tra i numerosi premi e menzioni, vince il premio della Leone Film Group nel festival MYllennium Award, il premio come “Miglior Documentario” alla 72° Edizione del Festival del Cinema di Salerno e alla 21° Edizione del Festival CortoLovere.