#ludostorie_Rue la Solitaria: un libro per ricordare cosa conta davvero

Non ho mai conosciuto Federica Aufiero di persona ma c'ero. C'ero quando, tra i banchi del Liceo Classico, sua cugina mi ha confidato che Federica aveva un brutto male. È iniziato tutto con un dolore alla caviglia, Federica aveva 15 anni e gli occhi di chi ama la vita. C'ero quando, qualche anno dopo, sua cugina mi ha mandato un messaggio con scritto che 'è morta, ludo'. Era il 7 novembre 2017. Il messaggio è arrivato la mattina presto dell'8, aspettavo il bus, non faceva molto freddo. C'ero quando, qualche mese fa, è stato pubblicato il libro di Federica. "Rue la solitaria", edito da Infinito Edizioni con il patrocinio di A.G.O.P. Onlus, è un racconto scritto in un letto di ospedale che, a differenza di quanto si possa immaginare, non parla di morte, malattia, dolore, rabbia verso chissà chi. No, "Rue la Solitaria" narra di due adolescenti e del mondo della maggior parte degli adolescenti: le cotte, le feste dove c'è chi balla e chi esagera con l'alcol, le discussioni con mamma e papà, il sesso, le amicizie, il tradimento, i progetti per il futuro. "Rue la Solitaria" racconta di tutto ciò che Federica non ha mai potuto vivere, racconta di una ragazza che ha amato talmente tanto la vita da non lasciar mai spazio al buio, nemmeno nella parte più intima della propria anima, quella che, poi, fa nascere i pensieri più profondi e i racconti che vengono trascritti su carta. "Rue la Solitaria" narra di ciò che non dovrebbe mai accadere: morire, probabilmente, senza avere mai amato, ballato fino a sentirsi male, bevuto fino a sentir la testa giare e, perché no, soffrire per lui che ama lei. "Rue la Solitaria" racconta di una ragazza che si è presa, attraverso l'immaginazione e l'amore per la scrittura, ciò che la vita le aveva bruscamente rubato. Ah la vita. "La vita ti fa gioire per poi scaricarti una delusione subito dopo. Perché alla vita, riflettiamo, alla fine, a lei, che gliene frega se noi ci disperiamo. Se noi ci spegniamo? Se non abbiamo più quella luce negli occhi. Che importa a lei? Niente! Perché lei è stronza, a lei non frega niente di nessuno. E se dovessi rappresentarla, la disegnerei come una bellissima dea, perché sì, fuori è bella, lo sappiamo tutti. Tutti guardiamo gli altri e gli invidiamo almeno un po'. Perché pensiamo che loro non hanno problemi come noi, anche se in realtà potrebbero averne anche di più grossi. La rappresenterei bella, quindi, questa vita, ma caratterialmente la definirei come una stronza moralista che toglie i sogni. Perché la vita è piena di menzogne, pregiudizi. Ci sarà sempre chi ti guarderà, e troverà qualcosa di sbagliato in te. Perché alla fine, alla vita, che importa?" Ecco, Federica ci ricorda cosa conta davvero. E, così, chi se ne frega che questo libro non potrò consigliarlo a lui, innamorato di lei: ci saranno mille altre persone a cui potrò consigliarlo; c'ero e chi se ne frega che le mie gambe non sono come le vorrei: ci posso camminare: io posso ancora coltivare i miei sogni; Comprate e leggete, con tutto il cuore, "Rue la Solitaria" di Federica Aufiero. Il libro si trova online e il ricavato andrà in beneficenza.