SanitĂ , forse i commissari ci ripensano: "potete partorire al San Timoteo, basta che dopo pulite e mettete tutto a posto"

di Cristina Salvatore 
 
Tra qualche anno ognuno di noi ricorderà quando, una volta, si nasceva a Termoli. 
 
Proprio come, oggi, ricordiamo teneramente il telefono della SIP con disco combinatore, il mangianastri, il Si della Piaggio, la bambola che sbrodolava e le spalline alte di spugna .
Nascere a Termoli, ormai, sarà solo una malinconica, dolce, reminiscenza.
Ma come è potuta accadere una cosa tanto grave, così, all'improvviso?
Cosa stavamo facendo, noi molisani, mentre nell'aria si diffondeva con prepotenza l'odore acre di diritti calpestati, violati o negati da politici completamente assenti? Siamo stati  volutamente ingannati, distratti dal pericolo numero uno, quello più temuto, quello che, dove passa, distrugge la sanità, toglie il lavoro e rende infelici? Siamo stati totalmente distratti da lei, dalla "Sea Watch"?
 
Perché dal 30 giugno 2019, il Punto Nascite del San Timoteo di Termoli ha sospeso ogni tipo di ricovero per donne in procinto di partorire. Al di sotto di 500 parti annui, qualche genio dei diritti umani ha permesso che le cose andassero proprio così. Quindi, per mettere alla luce uno dei rarissimi "pargoli molisani" (senza lavoro è difficile poter pensare di costruire una famiglia) toccherà dirigersi o a Vasto o a Campobasso. In molti si stanno chiedendo se e quando, al di sotto di un certo numero standard di decessi, ci chiederanno di seppellire i nostri cari nelle fioriere da giardino più vicine. Dubbi legittimi. 
Anche le tempistiche, per quel  che riguarda la chiusura del Punto Nascite al San Timoteo, sono state decise con precisione chirurgica: luglio. Nel momento in cui si  registra il massimo traffico in termini di utenze, quando la gente va in ferie o parte per trascorre il fine settimana al mare e si riversa sulla Bifernina come i salmoni nelle rapide.
Oltretutto proprio lei, la Bifernina, è spesso e volentieri in via di rifacimento perenne. Se avessero aspettato anche la siccità e la morìa delle  vacche, unendo con una matita immaginaria tutti i punti astrali favoreli al caos cosmico sarebbe venuto fuori il disegno di due mani che applaudono.
 
Ricapitolando: ora gli ospedali più vicini dovrebbero essere a Vasto e a Campobasso, e c'è chi, per paura del bollino nero in agosto su strade e autostrade, con molta probabilità sta programmando di mettersi in viaggio all'ottavo mese di gravidanza, a cavallo di un mulo, per far prima. 
Senza contare le nascite premature: tra qualche anno alla domanda "dove sei nato?" arriveranno risposte come:
1)sotto la diga del Liscione
2)all'oasi Lipu di Casacalenda
3)nella cunetta tra Larino e Montorio nei Frentani.
4)presso U' Muline, davanti al frigobar.
 
Intanto al San Timoteo stanno già pensando come riciclare tutte quelle bellissime cullette in plexiglass.
 
Se non avete nulla da fare, cari molisani, potete scrivere ai nostri politici per aiutarli nella scelta tra:
 
1)fioriere da giardino (che magari si possono pure riutilizzare per seppellire un parente deceduto fuori numero limite, non si sa mai)
2)bacinelle per i pesci rossi
3)bacinelle per i panni da stendere
4)slittini da neve
5)ferma teli da spiaggia
6)cuccette per cani fino a 3 kg e 500 grammi
7)portadocumenti anallergico
8) vasche per il cocco fresco
 
In queste ore voci di corridoio riferiscono che, dopo le accorate proteste, i commissari stiano valutando soluzioni alternative: tipo la possibilità di poter partorire al San Timoteo se dopo si rimette tutto a posto, ma ancora non vi è conferma.
 
Una bellissima idea sarebbe stata quella di difendere, sempre, con le unghie e  con i denti, il diritto alla salute e alle cure ma si sa che per quelli con la pancia sempre piena, spesso, "l'essenziale è invisibile agli occhi" (cit)