Festa della Repubblica: un momento per riflettere sulla libertà e la democrazia

Era il 2 giugno del 1946 quando gli italiani furono chiamati a votare con un referendum per scegliere la forma di governo dell'Italia dopo la fine del fascismo, tra la Repubblica e la Monarchia. Una votazione che si svolse in un clima tutt'altro che festoso, tra le macerie della Seconda guerra mondiale e con italiani ancora dispersi  e che decretò  la Repubblica, con 12.718.641 voti contro i 10.718.502 della Monarchia. Si trattò del primo voto a suffragio universale, infatti per la prima volta furono chiamate alle urne  anche le donne, fino ad allora escluse da qualsiasi tipo di consultazione. Una Repubblica, dunque, che è nata dalla democrazia e su principi che poi nel 1948 vengono incastonati in quello che diventa il documento più importante dello Stato italiano: la Carta Costituzionale. 
Come ha sottolineato il Presidente Sergio Mattarella nel suo messaggio "La circostanza di aver affidato agli italiani la prerogativa di scegliere la forma di governo per il Paese può considerarsi, a giusta ragione, il primo atto attraverso il quale il popolo esercitò la piena sovranità.  Da quel referendum, ma anche dalla Liberazione, nacquero la Repubblica e, a seguire, l'Assemblea costituente e la Costituzione". Il Capo dello Stato inoltre evidenzia un aspetto fondamentale che oggi troppo spesso viene dimenticato, la sovranità popolare come bene impagabile "in forza del quale la legittimità della potestà politica risiede nel popolo, senza distinzione di sesso, razza, lingua, fede religiosa e credo politico. Un bene che presiede ad ogni nostra azione quotidiana, che ci avvolge nelle sue diverse declinazioni democratiche, di cui, forse, non avvertiamo nemmeno più la presenza per come ha permeato il tessuto sociale del Paese. Oggi pensiamo alla sovranità popolare come a qualcosa di scontato, di connaturato all'essenza stessa del cittadino.  Ma non è così. Ci fu un tempo, nella storia del nostro Paese, in cui la sovranità non appartenne al popolo. Nemmeno il Risorgimento e l'Unità d'Italia, attraverso lo Statuto albertino, riuscirono a garantirla interamente.  La convivenza civile, il rispetto della dignità umana, la parità di fronte alla legge, le libertà di opinione, di stampa, di associazione, di religione, i diritti all'istruzione, alla salute, alla giustizia, la tutela del lavoro e dei lavoratori sono principi edificati dall'Italia repubblicana. Non dimentichiamolo!  È questo che festeggiamo il 2 giugno di ogni anno".
Un giorno che va celebrato come parte della nostra storia, ma un giorno per riflettere ancora di più sulla Repubblica e sulla Costituzione e soprattutto sulla libertà e sulla democrazia. Una libertà che troppo spesso viene violata e una democrazia che rischia di scomparire.