Danni nelle campagne e pochi risarcimenti, gli agricoltori scendono in piazza

A Campobasso, come in tantissime città italiane, venerdì 17.00 maggio alle ore 10.00, gli imprenditori agricoli si ritorveranno davanti alla sede dell'assessorato all'agricoltura di via Gian Battista Vico , per sollecitare il Governo nazionale e la Regione Molise ad una adeguata attenzione a quella che è diventata una vera e propria emergenza. L’alta concentrazione di ungulati sul territorio regionale causa centinaia di migliaia di euro di danni agli agricoltori, senza contare gli episodi di incidenti stradali, la diffusione di malattie, le alterazioni eco-sistemiche e i disequilibri tra specie, con il rischio di estinzione di animali caratteristici del nostro territorio.

Nella stessa giornata, alle ore 11:00 è prevista la conferenza stampa, durante la quale verrà consegnata all’assessore regionale all’agricoltura con delega alla caccia, la proposta di legge redatta dalla Cia Agricoltori italiani. Il disegno di legge mira a modificare la legge n. 157 del 1992, che dopo 27 anni dalla sua approvazione, è diventata evidentemente obsoleta. “La presenza massiccia di ungulati su tutto il territorio regionale – dichiara il direttore regionale della Cia Molise , Donato Campolieti – è diventata una problematica non più procrastinabile. La legge 157 è stata istituita per salvaguardare la fauna in via di estinzione e per rafforzare le aree di riserva, prevedendo anche il risarcimento del danno alle imprese agricole. Oggi – prosegue il dirigente della Cia Molise – il danno è diventato il problema prioritario, ma ci sono da affrontare anche il tema della gestione della fauna selvatica e quello dell’esubero degli ungulati. Con la mobilitazione di venerdì 17 maggio - conclude Campolieti chiediamo ai governi nazionale e regionale di raccogliere le istanze del mondo agricolo, in particolare del Mezzogiorno, sfiancato anche dalla crisi economica”.

L’articolato della Cia- Agricoltori italiani, prevede al primo punto la sostituzione del concetto di “protezione” con quello di “gestione”, la ricostruzione del “Comitato tecnico faunistico venatorio” presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri e infine si richiede la distinzione delle attività di gestione della fauna selvatica da quella dell’attività venatoria in quanto – così come rubricato nella pdl di modifica – il controllo della fauna selvatica non può essere delegata all’attività venatoria.

Alcuni punti di forza della ridefinizione della Legge 157 del 1992 riguardano la necessità di rafforzare l’autotutela degli agricoltori, il risarcimento integrale del danno, la tracciabilità della filiera venatoria. Si tratta, dunque, di una proposta di modifica della norma esistente che tiene conto delle profonde trasformazioni ambientali e sociali che si sono verificate negli ultimi decenni.