#ludostorie_Buone notizie: la 3g adotta i cinque figli di Annalisa ed Angelo, la coppia che ha perso la vita in un incidente stradale

Circa le 7.30 di un giovedì mattina qualsiasi, un Suv con all'interno  una coppia di sposi e una Mercedes in direzione contraria che, probabilmente con un sorpasso azzardato, crea il buio dentro e fuori. Lui, Angelo Iorio di 47 anni morirà sul colpo mentre sua moglie, Annalisa Salvati, si spegnerà poco dopo presso l'ospedale Cardarelli di Campobasso. Per i familiari, i compaesani di Bojano e i colleghi della 3g S.p.A., dove entrambi lavoravano, non è rimasto che il pianto e lo sconforto. Lacrime e amarezza per due vite spezzate troppo presto ed in modo troppo ingiusto. Lacrime e tanta apprensione per i cinque figli che la coppia ha lasciato, tutti ancora minorenni. Ed è proprio a questi ultimi che si sta rivolgendo il pensiero della 3g. L'azienda, infatti, ha pensato di istituire un fondo che, ogni mese, aiuterà i figli della coppia a sostenere alcune spese fondamentali per la buona crescita di un ragazzo. Un progetto ancora in fieri ma che, così come spiega Antonio Aracu, non coinvolgerà solamente i vertici dell'azienda.  
 "Il tutto è ancora da definire bene ma siamo già in contatto con una Banca per vedere concretamente come procedere. Lo scopo è quello di offrire un aiuto ai figli di Annalisa ed Angelo per spese relative all'istruzione, allo sport, al sostegno psicologico che il caso richiede. Ci sono molti dipendenti, inoltre, che hanno manifestato di voler dare mensilmente un contributo economico e siamo in contatto anche con alcuni enti come il Coni. Ad esempio, è venuta meno la madre di un dipendente ed i soldi raccolti dai colleghi per la causa specifica sono stati destinati al fondo, così come ha voluto il diretto interessato. Pensavamo -prosegue il direttore operativo della 3g- di garantire il sostegno fino ai 20 anni circa  o ai 26 se il ragazzo deciderà di continuare gli studi. Insomma, possiamo dire che vogliamo effettuare una sorta di adozione a distanza. Noi siamo, prima di tutto, una famiglia. Per comprendere il senso di quello che dico, voglio ricordare che il  giorno prima dell'incidente Angelo aveva chiesto al gruppo che dirigeva di raggiungere un obiettivo e loro il giorno della tragedia  hanno chiesto di potersi mettere all'opera per farlo, nonostante il dolore". Ed è così che la morte ha spalancato le braccia alla vita. "L'iniziativa -sottolinea Aracu- è aperta anche ai privati. Tutti coloro che vorranno, quindi, potranno partecipare".