#ludostorie_"Caso Tartaglione": indignarsi... ma di cosa?

Martedì 2 aprile, come ogni anno a partire dal 2008, è stata celebrata la Giornata Mondiale per l'Autismo e migliaia di monumenti si sono tinti di blu in segno di partecipazione all'iniziativa. Un gesto al quale hanno aderito anche diverse città italiane come Palermo e Avellino. E, mentre il mondo si tingeva di blu, tra il popolo del web nasceva "il caso Tartaglione". Lunedì 1 aprile, all'interno della trasmissione radiofonica "Un Giorno da Pecora" di Rai Radio 1 è stato trasmesso un video che riproduceva alcuni errori di lettura commessi in parlamento dall'Onorevole di Forza Italia. Il video ed alcuni articoli online che ne parlavano, sono stati accompagnati da numerosi commenti volgari e sessisti di cui non verranno proposti esempi per rispetto della Tartaglione, in quanto donna.

Così, la risposta dell’Onorevole è giunta velocemente. "Cara Geppi, caro Giorgio, come spesso capita la persona interessata è l’ultima a saperlo, ed alla fine il vostro 'servizio' é arrivato anche a me. In tutta onestà devo ammettere che il montaggio di questo video mi ha fatto sorridere. Sono sempre stata una persona molto riservata, ma evidentemente il ruolo che oggi ricopro mi impone di raccontare di me qualcosa in più.
I disturbi specifici dell’apprendimento e emozionali sono molto comuni nei giovani e se diagnosticati possono consentirci di convivere con essi senza alcuna limitazione. Da bambina ne ho sofferto. Una delle conseguenze era il terrore di parlare in pubblico ed anche per questo non sono venuta da voi in studio, quando mi avete invitata. Tuttavia ciò non mi ha impedito di conseguire una laurea, di impegnarmi giovanissima in politica, di essere eletta dopo 10 anni di militanza e di vivere una vita normalissima. E dunque, oggi posso riderne insieme a voi, che avete abilmente montato una sequenza dei miei errori di lettura –e mai di contenuto– durante i miei interventi in aula. Mi spiace però leggere sul vostro sito, sotto il video che mi avete 'dedicato', dei commenti sessisti e volgari, rivolti a me in quanto donna, giovane ed eletta tra le file di Forza Italia. Credo che conveniate con me che in questo caso c’è ben poco da sorridere, soprattutto nel momento in cui in Aula, proprio oggi, siamo impegnati a votare una legge per difendere le donne da qualunque tipo di violenza, direi anche da quelle verbali, ed è proprio grazie all’impegno e alla battaglia delle deputate di Forza Italia che abbiamo votato ed approvato, sulla base di un nostro emendamento, che portava anche la mia firma, il reato sul revenge porn. Vi ringrazio per 'l’attenzione' che mi avete dedicato e per i sorrisi che, con 'Un giorno da pecora', ci regalate ogni giorno. Spero dal profondo del cuore che possiate anche aiutarci a contrastare la violenza sulle donne e perché no anche i cosiddetti ‘leoni da tastiera’ che, nascosti dietro uno schermo luminoso, spargono ogni sorta di volgarità, che sono sicura feriscano ed umilino anche voi. Confidando che possiate rimuoverle almeno dal vostro sito, impregiudicata ogni mia più ampia tutela, vi auguro buon lavoro".

Ecco, ci sono volte in cui è insensato raccontare di quanto noi molisani sappiamo progettare, realizzare, sognare, osare nonostante le tante difficoltà della piccola regione e le poche possibilità che offre ai suoi abitanti. Ci sono volte in cui è inutile raccontare di come il Molise, anche se pieno di difficoltà e con poche possibilità da offrire, esiste -non resiste- e respira senza bombole di ossigeno. La buona satira è bella e, in dei casi, aiuta a riflettere. Commentare la satira con frasi divertenti fa parte del gioco. Non è bello, invece, “regalare” offese infondate, puntare la lingua e gli occhi senza chiedersi il perché delle cose, non essere oggettivi sull'altro. Concetti noti ma solo a parole. Ed è grave. È grave perché Annaelsa Tartaglione ha la forza ed i mezzi per reagire alle offese subite, raccontando anche di sé e dimostrando perché alcune di esse sono infondate, ma vale lo stesso per la ragazza che viene additata perché “sei una cicciona di merda” e magari ha dei problemi di salute, la ragazza che viene criticata perché “sei uno scheletro che cammina” ma magari lotta contro l'anoressia, il bambino che viene deriso perché “non sai leggere” ma magari è dislessico? E, poi, se proprio vogliamo indignarci ci sono mille argomenti su cui potersi soffermare. Cogliendo l'occasione della Giornata Mondiale dell’Autismo, per esempio, possiamo indignarci di chi usa ancora la parola “autistico” come un'offesa, di chi ritiene che l’autismo sia solo sinonimo di handicap, degli incompetenti che una persona autistica potrebbe incontrare nel suo cammino come lo psicologo che ha bisogno di fare delle sedute più del suo paziente, del logopedista che ti demolisce del tutto, del musicoterapista che ti scava la fossa senza nemmeno rendersene conto, della maestra priva di sensibilità (ovviamente, esistono anche -e si spera soprattutto- persone molto competenti). Buon venerdì, amaro.