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Cgil Abruzzo Molise, Franco Spina nuovo segretario generale: "C’è la necessità di creare sviluppo e lavoro"

Lo scorso 17 gennaio a Pescara, nel corso dell’Assemblea Generale della Cgil, su proposta del Segretario Generale Carmine Ranieri, sono stati eletti i due segretari della Cgil Abruzzo Molise, Franco Spina e Rita Innocenzi.

Secondo il molisano Franco Spina diverse sono le questioni che ancora una volta il sindacato si trova a dover affrontare in un periodo storico molto delicato.

Non passa in second’ordine la questione del regionalismo differenziato. “In primo luogo – ha dichiarato Spina - c’è un’impellenza urgente che è quella legata alla richiesta, da parte delle regioni del Nord, Lombardia e Veneto, di autonomia differenziata. Questo significherebbe che se quelle regioni ottengono l’autonomia e quindi sostanzialmente le risorse che si producono lì, restano in quelle realtà, salta l’unità nazionale e il Mezzogiorno così come stanno collocate le regioni, non ha più possibilità di sopravvivere e quindi dovranno attivarsi con una politica seria, che è quella che noi come sindacato chiediamo da tempo anche alla regione Molise”.

Il riferimento di Franco Spina è dunque ad un utilizzo corretto dei fondi comunitari e ad una battaglia anche nei confronti del governo centrale che riconosca il Mezzogiorno come una realtà in difficoltà e che faccia investimenti veri. Secondo il sindacalista infatti da parte delle regioni del Mezzogiorno è necessario far sentire al governo le proprie difficoltà e per questo spingere affinché non accetti le provocazioni delle regioni del Nord di investire i soldi sul proprio territorio, e poi che ci si attrezzi e si abbia una propria visone del Mezzogiorno e in particolare di cosa si voglia fare per lo sviluppo di queste aree e di questi territori.

Su questa questione la preoccupazione di Spina è che il Molise non ha compreso la pericolosità della autonomia differenziata e che poi non ha neanche una linea guida per un proprio programma di sviluppo. “Siamo fermi a piani degli anni '70 e '80 e chiaramente – ha detto - non può essere quello il piano su cui costruire il futuro, non vediamo atti concreti di interventi mirati e soprattutto di investimenti concreti”.

In merito poi al recupero di 20milioni di fondi comunitari, 7 milioni e mezzo erano per il lavoro e la povertà e qui ci si interroga se il governo regionale vuole rimettere quei soldi sui capitoli a cui erano destinati. Secondo il segretario generale della Cgil Abruzzo Molise, dunque, bisogna capire quel è il piano di intenti che la regione vuole mettere in campo nei prossimi anni.

La visione non è rosea poi per quanto riguarda poi il futuro lavorativo dell'intero territorio molisano. Tre le più grandi industrie molisane che hanno chiuso e di conseguenza centinaia i lavoratori che sono rimasti senza lavoro e che vanno avanti grazie a dei sussidi, anche se non per tutti. Ora l’unica realtà che ad oggi potrebbe avere una chance è la Gam, ci sono delle assunzioni in corso per il riavvio dell’incubatorio, ma ancora ci sono ostacoli per esempio per aprire il macello. “Se salta anche la Gam – ha commentato con rammarico Franco Spina - il Molise è una regione che possiamo chiudere e altro che macro-regione ci dovranno accorpare poiché non ci sono le risorse minime per garantire la funzionalità e con l’autonomia differenziata non si avranno neanche i soldi di riparto per la sanità e per il trasporto pubblico”.

L’appello del rappresentante della Cgil è naturalmente alla politica invitando gli amministratori ad interrogarsi su questi temi e a non essere miopi di fronte a questi problemi reali.

Concretando poi il discorso sul provvedimento del reddito di cittadinanza e della riforma delle pensioni con l'introduzione dello scivolo pensionistico con quota 100, che è stato  licenziato dal Governo durante il Consiglio dei ministri che si era riunito nel pomeriggio di ieri 17 gennaio, Spina ha spiegato che il reddito di cittadinanza può essere uno strumento ma non risolve i problemi della povertà. “Può essere uno strumento temporaneo legato ad un periodo, ma la povertà si combatte costruendo lavoro e non facendo assistenzialismo. Siamo critici - ha detto - per quanto riguarda il solo pezzo legato al fatto che si dà un sussidio, ma non si crea una prospettiva. Dobbiamo quindi risolvere il problema alla radice creando le opportunità di lavoro”.

Per quanto riguarda invece la riforma delle pensioni Spina ci tiene a precisare che la quota 100 “non ha superato la legge Fornero che ancora c’è ed è pienamente legittima. La nuova norma è un’opportunità in più e la vera svolta sarebbe abolire la Fornero per davvero e ripristinare un sistema che funzioni”.

Ora quello che secondo il neo segretario generale della Cgil Abruzzo Molise è importante è che c’è la necessità di creare sviluppo e lavoro, perché “attraverso gli strumenti dei sussidi da un lato e dall’altro l’incentivazione sostanzialmente all’uscita, non si crea sviluppo”.

         MirIac