#LoHobby - Scoperto il nome di chi ha scelto la Donzella autunno/inverno 2018. È stata "la manina"

Nonostante sia passato ormai qualche giorno dalla sfilata- evento in occasione del tricentenario della nascita di Paolo Saverio Di Zinno, padre de “I Misteri”, le polemiche non accennano a placarsi. Eppure l’organizzazione è stata impeccabile e Piazza Municipio era talmente gremita che l’associazione Molisani nel Mondo si sta riunendo in queste ore per cambiarne il nome in “Il Mondo nel Molise”.

Tutto è iniziato con la scelta democratica della Donzella autunno/inverno 2018. Quella primavera/estate 2018, ossia la bellissima Sarah Khalaf, ha appreso di essere stata scaricata per una ragazza - altrettanto bella - di origini molisane (da parte di madre) ma nata e vissuta a Roma e che, dei Misteri, ne aveva sentito parlare in passato ma credeva si trattasse dell’ album heavy- rock di frate Cesare Bonizzi (in arte, Fratello Metallo).

Arriva quindi, successivamente, anche il post accorato della Khalaf in persona che, sul suo profilo Facebook, si lascia andare ad uno sfogo tanto schietto quanto garbato, raccontando in poche righe tutto il disagio vissuto al momento della (per lei) inaspettata presentazione di Chiara Rossi nelle vesti di Donzella invernale:

Non è mia intenzione né accendere polemiche, né lanciare accuse verso qualcuno.

Il mio carattere e la mia educazione mi portano ad essere sempre sincera e spontanea, e proprio con spontaneità e senza filtri ho dovuto riconoscere che il metodo utilizzato mi ha spiazzata. Perché il fatidico cambio mi è stato comunicato solo al momento della presentazione del calendario mentre ero seduta lì in prima fila, pronta a ricevere (come molti mi avevano garantito nell’ambiente) una riconferma.

Non è stato un bel pomeriggio, lo ammetto. Ad ogni modo, ringrazierò sempre la famiglia Teberino per l’opportunità ricevuta e il sogno realizzato. Viva Campobasso, Viva i Misteri!”

In poche parole il metodo scelto per comunicarle di essere stata fatta fuori come i canditi dal panettone, somiglia molto a quello di chi lascia il proprio partner con un messaggio WhatsApp “ho bisogno di riflettere perché ti amo troppo. Non sei tu, sono io. Prendiamoci una pausa!”.

A causa delle numerose e incessanti polemiche da parte di chi crede debba essere il popolo stesso a decidere democraticamente per LA festa del popolo e non “intrighi” di Palazzo, l’Associazione “Forche Caudine” a Roma ha diramato un comunicato in cui spiega chiaramente di aver ricevuto a fine ottobre una e-mail dagli uffici della Regione Molise che invitava a selezionare la Donzella tra i giovani di origine molisana residenti all’estero. E come racconta spesso la seguitissima pagina Facebook “Il Binario 20BIS”, ogni pendolare della Terra di Mezzo sa perfettamente che Roma è più all’estero di Okinawa se si comparano le ore di viaggio e i vari scali per raggiungere i pullman sostitutivi quando la Freccia s’inceppa.

Il comunicato continuava spiegando di aver risposto all’assessore al ramo, Vincenzo Cutugno,  “ma nun te va bene la Donzella de giugno che qui c’avemo da fa'?” 

Dopo le varie insistenze da parte di chi governa la Terra di Mezzo, e sapendo che per la prima volta ci sarebbe stata pure una delegazione proveniente da Bruxelles (I Misteri sono candidati al riconoscimento di Patrimonio Immateriale dell’ Unesco), è arrivato quindi il suggerimento illuminante: fare un gruppo WhatsApp dal titolo “chi c’ha la tris nonna de quelle parti? Va bene pure chi ha adottato ‘n cane a Mirabello, basta che la famo breve!”

Insomma, l’unica cosa certa è che la povera Chiara Rossi non abbia davvero colpe in questa storia, anche perché non solo è mora, capelli lunghi, giovane e bella ma poi, come spiega Liberato Teberino (presidente dell’Associazione Misteri e Tradizioni)  in tv, ospite di Teleregione,  “escludendo le bionde e quelle con i capelli corti, tra le competenze richieste è stata inserita la conoscenza della lingua italiana”. Essenziale per chi deve tacere tutto il tempo.

Inoltre della Rossi, sui social, tantissimi molisani ne hanno parlato più che bene, sottolineando il fatto  che la nuova Donzella sia la felice proprietaria di “un sorriso disarmante”. Niente di più vero. Un sorriso che non dovrebbe mai vedere la luce, come tradizione vuole, perciò sarebbe andata bene anche una dentatura a pianoforte. 

E per finire in bellezza, proprio per non far mancare suspense e colpi di scena alla vigilia della sfilata invernale degli Ingegni del Di Zinno, qualcuno ha ben pensato di tranciare (per ben due volte) i cavi delle luminarie installate sul Castello Monforte. Sabotaggio fortunatamente non riuscito perché la festa non solo c’è stata ma è stata più luminosa e partecipata che mai.

Dopo attente indagini si è addirittura arrivato a scoprire che a compiere lo squallido gesto potrebbe essere stato:

a) Qualcuno a cui non è andata giù la scelta della Donzella

b) Qualcuno a cui non piacevano le luminarie del Natale 2018

c)   Un delinquente

d)  Uno scoiattolo 

e) Ancora una volta "la Manina" 

f) La manina di uno scoiattolo delinquente a cui stavano sulle balle luminarie e Donzella.