SPECIALE #LUDOSTORIE_FEDERICA AUFIERO: "TRATTA LE PERSONE CON GENTILEZZA" - Molise Web giornale online molisano
lunedì, 22 ottobre 2018
Speciale #ludostorie_Federica Aufiero: "Tratta le persone con gentilezza"
Federica Aufiero

Per un giorno ho donato a Marilisa Canale un pezzo del mio cuore. 

“Tratta le persone con gentilezza.” Era questo il suo motto, la sua massima esistenziale, in cui si compendia l’amore per il prossimo, l’amore per la vita in tutte le sue molteplici manifestazioni. Mia cugina Federica era una ragazzina allegra, fiera e sempre sorridente. Uno spirito libero, sprizzante di energia da tutti i pori, radiosa, nel pieno fiore della sua giovinezza. Amava la ritmica, la musica, amava leggere e scrivere. Insomma, amava vivere, e lo faceva intensamente, senza mai smettere di farlo neppure quando la sua tanto adorata vita l’ha posta davanti ad un’ardua prova, mostrandole l’abisso, quello più scuro e profondo, da cui soltanto scavando con unghie affilate dentro il proprio animo si può trovare la forza per risalire in superficie. E lei lo ha fatto, l’ha amata con una passione ancora più grande quella vita ingannatrice, ci si è aggrappata a tutti i costi, con tutta la forza dei sogni di una comune, ma straordinaria quindicenne. Per due anni, Federica ha lottato contro il cancro, ha imparato a guardare le cose da una prospettiva insolita – e dico insolita, proprio perché inusuale tra noi deboli esseri umani – ha cercato e ha trovato l’essenziale, sì proprio quello invisibile agli occhi, ma soltanto a quelli di chi non lo cerca e quindi non lo vede, distratto da miti inconsistenti, costruiti dall’insoddisfazione umana, che ci oscurano la visuale e non ci permettono di scorgerlo. A Federica bastava il suo amore puro e incondizionato verso le sue passioni, i suoi affetti, i suoi sogni per essere felice. Ha continuato a sognare e a sperare ininterrottamente, anche quando il vortice si faceva sempre più nero e vorace, rendendosi inconsapevolmente un esempio prezioso per se stessa e per gli altri. Questo mese Federica avrebbe compiuto i tanto agognati 18 anni e la sua scuola, il liceo classico di Cassino, ha voluto omaggiarla con una cerimonia in ricordo del suo instancabile sorriso. In quell’occasione è stata lanciata una sfida ai suoi compagni: un concorso in cui sarà premiato colui che scriverà il finale più bello dei suoi racconti inconclusi. Perché Federica aveva un talento unico, amava immaginare, raccontare, voleva diventare una giornalista e lo sarebbe stata di certo, risoluta e decisa com’era. Per ironia della sorte, mi trovo io stessa a vivere per un giorno con grande emozione nell’animo il suo sogno, raccontando della grande persona che è stata, e sperando che attraverso di me possa riviverlo anche lei questo sogno, ovunque essa sia. E non mi stancherò mai di farlo, di urlare al mondo quello che lei ci dice attraverso la sua storia: amate, gioite, sognate, cadete, ma rialzatevi, perché la nostra occasione è ora. Ed è il momento di imparare a non farcela scappare.

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