#ludostorie_Universo donna: racconto di una legge che deve crescere

Quella di questo venerdì è una storia che ne racchiude tante altre. Una storia che ha avuto inizio nel 2013 quando il Consiglio regionale del Molise ha approvato all'unanimità la legge "Misure in materia di prevenzione e violenza di genere". La norma è caratterizzata da 17 articoli attraverso i quali la Regione aderisce alle raccomandazioni delle Nazioni Unite e dei programmi dell'Organizzazione Mondiale della Sanità in merito alle violenze, contrasta ogni forma di violenza contro le donne, promuove interventi di recupero, favorisce la nascita di centri anti violenza e tanto altro ancora.
Obiettivi sui quali si è lavorato e che hanno portato anche a dei frutti come testimonia la nascita della Casa Rifugio e del Centro di Monitoraggio. Obiettivi nati, così come ricorda Patrizia Manzo, "da un dibattito politico costruttivo e da una volontà concreta di tutti. Ricordo che, nel momento dell'approvazione, interventi stimolanti e dettati dalla sensibiltà di ognuno. Lo ritengo un passaggio emozionante della scorsa legislatura e un segnale forte dato dalla politica al territorio". 
Ma, è storia nota: nel corso della vita si può andare incontro a delle proposte di crescita ed è così che la legge è tornata sul tavolo della IV Commissione. 
Patrizia Manzo
"La legge -scrive Patrizia Manzo, tra le prime a firmare quella del 2013-  è figlia di due proposte, una della giunta e una della maggioranza consiliare, ed ha per titolo 'Misure in materia di prevenzione e contrasto alla violenza di genere e allo stalking'. La proposta -prosegue- modifica in alcuni punti la legge regionale del 2013, una legge in cui ho creduto subito. Ebbene condivido le modifiche tecniche, apportate in questa nuova proposta, ma non si capisce perché lo stalking debba essere considerato qualcosa di diverso dagli altri tipi di violenza". 
È da sottolineare, a riguardo, che lo stalking è tra le tipologie di violenza meno denunciate dalle donne molisane. Le segnalazioni più frequenti, infatti, giungono in merito a violenze di tipo fisico e/o psicologico. Quelle che, spesso, è più difficile da segnalare soprattutto nelle piccole realtà di cui si compone il Molise.  
"Dall'esperienza avuta in questi anni -dichiara l'esponente del M5S- noto che una delle esigenze più sentite è quella di iniziare a fare rete sul territorio, a costruire un percorso condiviso. Credo che questa sia la strada per far crescere la consapevolezza sul tema".
Un tema non affatto estraneo al Molise. Tra il 2016 e il 2018, infatti, sono state 40 le donne che hanno trovato la forza ed il coraggio di rivolgersi ai centri. E quindi, per comprendere come e se ci sarà una crescita bisogna attendere la discussione della proposta in Consiglio regionale. Nel frattempo, così come ha sottolineato la Manzo, si spera che venga ascoltato il parere di chi si occupa quotidianamente della violenza di genere. "La proposta non è partecipata perché manca il parere della Commissione per le Pari opportunità, quello del Garante delle Pari opportunità, quello del tavolo di coordinamento regionale".