'La Giornata della memoria e dell'accoglienza': il silenzio delle istituzioni

di Miriam Iacovantuono 
 
Era il 3 ottobre del 2013 quando il mare, al largo di Lampedusa, spezzò la vita di 368 persone, uomini, donne e bambini che attraverso il Mediterraneo cercavano un filo di speranza per una vita migliore. Quello di cinque anni fa  fu uno dei più tragici naufragi avvenuti dall’inizio delle ondate migratorie degli ultimi anni, ma nel mar Mediterraneo si continua a morire, infatti dal 2014 hanno perso la vita nel mare al largo della Sicilia oltre 17mila migranti. A settembre 2018 sono 8 morti al giorno, (un migrante su 5) che provano la traversata e il loro corpo rimane incastonato in quelle acque.
Da quel 3 ottobre 2013, che ha segnato la storia dell'immigrazione, si celebra ogni anno 'La Giornata della memoria e dell'accoglienza' per commemorare “tutti i migranti morti nel tentativo di raggiungere l’Europa, ma soprattutto per sensibilizzare la società civile e le istituzioni sui temi legati alle migrazioni”.
L’iniziativa, promossa con il sostegno del Comune di Lampedusa e Linosa e Rai-Radiotelevisione Italiana, con il contributo dell’associazione nazionale vittime civili di guerra, e finanziata dall’Agenzia dell’Onu per i rifugiati, avrebbe dovuto vedere la partecipazione di studenti, insegnanti, rifugiati, associazioni e organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti umani. E già perché proprio attraverso le scuole, dove gli alunni dovrebbero essere educati al rispetto degli altri, bisognerebbe partire per far capire che bisogna guardare l'altro come si guarda se stesso così come sancito dall'Articolo 3 della Costituzione "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".
Ma quest'anno, alle celebrazioni de 'La Giornata della memoria e dell'accoglienza' quelli che mancano sono proprio gli studenti, o meglio ce ne sono solo 100, gli altri sono rimasti a casa perché, secondo quanto riportato da 'La Repubblica' "non ci sono fondi e soprattutto perché nessuno ha guardato e valutato gli elaborati ai quali hanno lavorato per tutto l'anno. [...] Quest'anno, senza alcuna presa di posizione ufficiale, il Miur, il Ministero della Pubblica Istruzione, si è smarcato e non ha offerto il proprio sostegno all'iniziativa del Comitato 3 ottobre come invece era successo nei due anni precedenti, da quando il Parlamento italiano ha istituito per legge la giornata della memoria e dell'accoglienza".
Qualcosa dunque è cambiato, il Governo evidentemente non ritiene questa giornata, tra l'altro istituita proprio dal Parlamento italiano, tanto importante perché forse le vittime che si ricordano non sono italiane e lo slogan del governo leghista è sempre stato "prima gli italiani"
Sarà comunque una giornata diversa quella che si celebra oggi a Lampedusa dove non ci sarà nessun rappresentante istituzionale a differenza degli altri anni quando c'è stata la partecipazione del presidente della Repubblica Mattarella, dell'allora presidente del Senato Grasso e di diversi ministri. 
Sarà una giornata diversa perché non ci sono gli studenti che sono il futuro del nostro Pese e non prenderanno coscienza di quello che queste persone che scappano da guerre, miserie, violenze vivono e hanno vissuto sulla loro pelle. Sarà una giornata diversa perché sta prendendo piede un populismo che dilaga ogni giorno di più, che non rispetta l'altro, che non rispetta la sofferenza, che non rispetta il dolore. Sarà una giornata diversa perché quelle 368 persone, e con loro tutti quelli che hanno perso la vita sperando in una migliore, non saranno ricordate così come dovrebbe essere, così come si fa per tutte le vittime di un destino crudele e di leggi sbagliate.