Festa anche per la Gran Bretagna

Basket - L'Italia alla conquista dell'International Basket Challenge

The perfect game. L’Italia si avvia a conquistare la seconda edizione dell’International Basket Challenge: the Molise Project, facendo il bis con quanto avvenuto un anno fa, e lo fa dando una dimostrazione di assoluto spettacolo sul parquet di Vazzieri, annichilendo letteralmente l’Ucraina. La partenza azzurra è fulminante e porta in un amen al 6-0 che costringe gli avversari a chiamare subito time-out. L’Italia continua ad avere due possessi di margine nonostante il tentativo di reazione dei propri avversari perché la difesa si chiude con delle maglie strettissime che portano gli ucraini a perdere palla e si tramutano in attacco in triple che ampliano il margine portandolo oltre la doppia cifra. L’Ucraina prova a calare sul campo anche il proprio totem (ossia Markovetskyy, giocatore di 216 centimetri), ma gli azzurri mantengono con determinazione il proprio vantaggio con un primo periodo che si chiude con gli avversari doppiati sul 24-12 grazie alla lucidità di Miaschi che rilascia con dolcezza la mano per indirizzare il pallone nella retina quasi sul suono della sirena. Gli azzurri (nella circostanza ‘in bianco’) proseguono il loro controllo della contesa nel secondo periodo con un margine sempre a cavallo della doppia cifra che, col passare dei minuti, si ispessisce ulteriormente. Laganà sentendo aria di casa (il padre aveva giocato con il team campobassano protagonista in B d’Eccellenza) amplia ulteriormente il margine ed il +23 sigillato dalla tripla di Palumbo è il penultimo fotogramma di un periodo che si chiude con un +20 (46-26) che rappresenta il prologo all’intervallo lungo. Il terzo ed il quarto quarto finiscono con l’essere un prolungato garbage time perché l’Italia continua ad essere particolarmente performante in difesa, dettaglio cui aggiunge una concretezza da applausi nella metà campo avversaria (arrivando a toccare anche un massimo vantaggio di 43 lunghezze sull’81-38). "Quello che mi è piaciuto di più – sentenzia a referto chiuso il coach degli azzurri Andrea Capobianco – è stato l’atteggiamento dei ragazzi, soprattutto a livello difensivo. Hanno dato più di quello che hanno in questo momento e non posso che esserne felice perché l’Ucraina è una buona squadra e siamo stati bravi noi a cambiare loro le carte in tavola. È normale che c’è ancora da limare delle situazione che ci portano ad errori ingenui. Però, per un allenatore, vedere i ragazzi sudare così e dare fondo a tutte le proprie energie è semplicemente motivo d’orgoglio". Circa la gara con la Finlandia che chiuderà il torneo degli azzurri, poi, la disamina del tecnico venafrano è chiarissima. "Sarà una gara in cui puntare a limitare le defaillance. La vita, in effetti, è fatta di errori e la bravura di ognuno è trarre utili lezioni da questi".

Fa festa anche la Gran Bretagna sul parquet del PalaVazzieri di Campobasso e lo fa con il successo nel match d’apertura della seconda giornata ai danni della Finlandia. Eppure, sono gli scandinavi a prendere subito margine in doppia cifra nel primo quarto con la Gran Bretagna che si conferma team di grande energia, ma con alcuni momenti di troppa estemporaneità. Nel secondo periodo, però, la reazione dei britannici e di tutta sostanza e porta sino ad uno scarto di un solo possesso all’intervallo lungo con gli scandinavi che devono fare i conti anche con l’infortunio di Tahvainainen sul finale di periodo. La determinazione dei britannici è premiata perché il team d’Oltremanica sorpassa nel terzo periodo e va a prendersi anche un margine in doppia cifra con il suo gioco all’insegna del forte atletismo e di una fisicità talvolta debordante. Il gap aumenta nell’ultimo periodo perché i ‘leoni di Sua maestà’ riescono a trovare la via della retina anche dall’arco dei tre punti, mentre la Finlandia finisce per sbattere sistematicamente contro il muro della difesa inglese che, sotto le plance, per movimenti e conformazione fisica ricorda un nome di vaglia nella storia della disciplina come Patrick Ewing. Il finale è all’insegna di un autentico spettacolo ‘verticale’ tra schiacciate e stoppate a costante quota oltre il ferro. I britannici sono bravi a resistere e portano così a casa il referto rosa.