OVER STYLE, L'ANTOLOGICA DINAMICA DI MICHELANGELO JANIGRO ALL'EX GIL - Molise Web giornale online molisano
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sabato, 16 giugno 2018
Over style, l'antologica dinamica di Michelangelo Janigro all'ex Gil

“Una delle cose belle della pittura è che si può parlare dietro quel sottile frammento che è la pittura stessa, il che è molto comodo". In realtà sono state dette molte cose con Michelangelo Janigro. E non sfugge l’idea che sia un sopravvissuto a quella che è la compagna di una vita: l’arte. Ed è così che il percorso che sta alla base di queste considerazioni si intreccia, benché in maniera tangenziale, con il vissuto dell’artista.

Michelangelo Janigro, classe ’51 nato a Napoli per poi trovare radici nella provincia di Campobasso, sta per compiere un altro passo: presentare al pubblico la sua antologica dinamica il prossimo 20 giugno negli spazi della Fondazione Molise Cultura. L'artista si mette a nudo, al cospetto di chi si accinge a ripercorrere le tappe fondamentali della sua vita artistica.

La pittura di Janigro è in costante mutazione, da un periodo all'altro si arricchisce di citazioni, riferimenti e richiami al passato, seppur non tralasciando i suoi punti cardine. Si può forse intravedere nell'opera pittorica dello stesso uno spirito ribelle, per certe espressioni maniacale e a tratti dolorose, ma anche profondamente ironiche. L’antologica sarà suddivisa in quattro percorsi temporali, quasi a scandire il trascorrere del tempo e dell'intero itinerario artistico, iniziato nei ultimi anni 60.

Si avrà la possibilità di ripercorre le opere d’annata in un viaggio dentro le avanguardie del tempo e che Janigro declina come metabolismi necessari per poi intraprendere un percorso verso quella che - lui stesso - definisce sinestesie. E’ proprio su questo secondo periodo che si pone l’accento. Nasce dopo un incontro con un amico musicista. Dalla spiegazione fortuita di note, suoni e composizioni alla folgorazione. Un azzardo, forse, ma se la percezione del tempo nelle diverse fasi della vita si può notare come la velocità temporale percepita soggettivamente, all’incirca dall’adolescenza in avanti, e raffigurabile in fisica con il moto uniformemente accelerato di un grave, in Janigro questa velocità più o meno forte è dettata dalla musica. E’ in questa prospettiva che prende forma il frammento dell’adoretica, un gioco di parole per intendere quanto ci sia stato inizialmente un fattore di analfabetismo della musica. Un paradosso costante tra musica e vita: un tempo brevissimo che può essere dilatato in un suono infinito e come, invece, la nostra vita che sembra eterna sia in realtà un soffio. 

Dall’adoretica, troppo concettuale per lo stesso Janigro, nascono le tracce sonore. Il suono è così su tela, un periodo particolare dove è interessante vedere rappresentare i sospiri della figlia, Agnese, che rappresentano un dolce suono seppur chi contemplerà la tela avrà un momento di indecisione, dovuto alla scelta di colori scuri e forti. Da questo frammento, ruotando la prospettiva, Janigro ha virato verso le cromarmonie: il passaggio dall'onda sonora alla rappresentazione visiva e istintiva della musica attraverso le scale cromatiche. Armonie e melodie simboliche e sintetiche. Un vero omaggio a Skrjabin, compositore e pioniere delle influenze tra musica e pittura. Ed è così che la musica diventa contaminazione sinergica della pittura. Le opere sintetiche si alternano a opere libere in cui la regola è infrangere le regole, con coerenza. Quasi 20 anni immerso nelle sinestesie, periodo artistico del rigore, a cui segue l'esplorazione della nuova fase violon d’ingres. Le famigliole sono sicuramente l’emblema del periodo. Un’attività dettata soprattutto dalla contrapposizione tra la famiglia patriarcale e quella nucleare. Il senso di famiglia è sovrastato dalle nuove dinamiche dettate dalla tecnologia che si è imposta nella società e che invece di aggregare pone barriere tra i componenti di uno stesso nucleo familiare. 

Si approda poi al quarto periodo, la rinascita, con over style da cui prendono forme le imponenti banconote. Se imitare se stessi è meschino, metabolizzare è cosa ben diversa ed è così che oltre lo stile si assiste al trionfo di riferimenti con artisti contemporanei. C'è stato un tempo in cui Jasper Johns sognò - e per sua fortuna lo fece - di dipingere una bandiera americana. Sulla scia di questo racconto è nata una banconota dedicata alla bandiera italiana dove Janigro Johns lancia il suo nuovo marchio di fabbrica. Interessante l'opera Vicini ma sull'orlo di un precipizio trionfo di tutto ciò che è stato Janigro in quasi 10 lustri di attività. Due esseri che vivono allineati in una dimensione comune, ma talmente distanti che pare trovino giovamento nell'unico elemento accessorio presente, e che ricorre, qual è l'odiato e amato televisore.

La fruizione dell'antologica, quindi, non si riduce allo sguardo emozionale, ma si espande in uno sguardo che va oltre. Nello spazio espositivo Janigro indicherà la bellezza su cui si consolida la sua arte che potrebbe non sempre piacere. Un’arte che diventa meta-figurazione carica di ridondanze simboliche e di tensioni.

 

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