Requiem per l'oculistica all'ospedale Vietri di Larino: si chiude nel silenzio generale

Non sembra esserci pace per ciò che resta dell’ospedale Vietri di Larino.

Mentre  la città si prepara alle elezioni di domenica per il rinnovo del consiglio comunale, appare ormai certa la possibilità della imminente chiusura del reparto di oculistica, l’ultimo baluardo a difesa della storia e del prestigio che la struttura sanitaria pubblica ha saputo conquistare nel corso degli anni.

Il reparto che è sempre stato considerato un vanto per la sanità pubblica molisana potrebbe chiudere i battenti entro la fine di Giugno.

In verità non è la prima volta che si parla della imminente soppressione dell’oculistica al Vietri.  Già due anni fa la strada del trasferimento integrale del reparto al San Timoteo fu evitata in extremis. Da allora, nonostante  il direttore sanitario Filippo Vitale fu costretto a smentire le notizie apparse sulla stampa e ad annunciare al contrario una soluzione duratura per la permanenza del reparto di oculistica al Vietri in funzione della realizzazione di attività ambulatoriali e di chirurgia complessa, nulla sembra essere cambiato nell’immaginario dei vertici Asrem.

In realtà  basta fare riferimento al Programma Operativo di riorganizzazione della rete ospedaliera pubblico-privata, approvato a Maggio del 2017 con legge dello Stato, per comprendere appieno la triste realtà di una struttura ospedaliera falcidiata dai tagli e quindi impossibilitata a poter funzionare, nonostante l’impegno e la buona volontà di coloro che vi operano.

Proprio loro, gli operatori di oculistica  in più di una occasione avevano palesato la loro preoccupazione per lo stato di abbandono nel quale erano stati lasciati, in balia di interventi eseguiti solo su prenotazione e con sempre minore frequenza, graduale trasferimento di attrezzature per la chirurgia d’urgenza ma nonostante tutto il personale, seppure sottodimensionato, ha continuato a lavorare sodo dando risposte agli utenti.

Oggi la situazione è ulteriormente precipitata e nel mentre si è ancora in attesa della nomina del nuovo commissario ad acta alla sanità, in assenza di delibere ufficiali, è stato deciso il trasferimento di personale infermieristico al San Timoteo di Termoli e nei prossimi giorni potrebbero venire meno anche i medici tuttora in servizio nella struttura frentana.

Continuando di questo passo il traguardo consolatorio del 2019, data utile per l’avvio della nuova fase di programmazione sanitaria regionale, rischia di diventare solo un ennesimo banale escamotage per ingannare una comunità e un intero territorio sempre più defraudati del diritto alla salute e alle cure.

 

Davide Vitiello