#LUDOSTORIE_GIORDANO CARNEVALE: IL CLARINETTISTA CON LA PASSIONE PER IL JAZZ - Molise Web giornale online molisano
lunedì, 16 aprile 2018
#ludostorie_Giordano Carnevale: il clarinettista con la passione per il Jazz
Giordano Carnevale
In un concerto all'età di sei anni. È in questo modo che Giordano Carnevale si è appassionato alla musica "sono rimasto affascinato dal clarinetto che, infatti, dal quel momento è diventato il mio costante compagno di viaggio nel mondo delle note. È uno strumento inusuale rispetto, ad esempio, al pianoforte o alla chitarra  ma non del tutto insolito in relazione alla cultura musicale italiana, che pone parte delle sue basi nella tradizione bandistica". Una passione che, tuttavia, getta le proprie radici tra le pareti domestiche "mio padre è un contrabbassista. Sono cresciuto ascoltando concerti e spesso attorniato da grandi musicisti. Ho deciso di farne il mio mestiere, invece, nel corso della formazione musicale quando ho potuto confermare la mia passione". Ma dal focolare domestico Giordano ha subito spiccato il volo e a soli 28 anni è considerato come il principale clarinettista attualmente attivo nella tradizione del Jazz europeo. Tanti, infatti, i traguardi del molisano dal quartetto "Living jazz quartet" con Simone Pace passando per collaborazioni con artisti come Jerry Weldon e Roy Hargrove fino ad approdare a Parigi dove il musicista vive dal 2012. Una permanenza, quella in Francia, iniziata con un master alla Sorbona e che sta proseguendo presso l'Istituto di Cultura italiana dove lavora da tre anni. 
Come vedi il rapporto tra la piccola regione e la musica? "Penso che il Molise mi abbia dato una buona formazione musicale di base che mi ha preparato alla carriera internazionale. Ho incontrato i giusti insegnati e ho fatto parte di una generazione europea che ha perseguito gli studi superiori internazionalmente. Per questo ho co-fondato in Molise nel 2014 un Summit internazionale di Jazz per far si che i giovani molisani intravedano una carriera internazionale nel campo della musica. Credo che il talento e la dedizione siano in posti come il Molise e per questo bisogna alimentarli".
Quando eri piccolo cosa sognavi per il futuro? "Ho sempre studiato portando avanti l’obiettivo di diventare un musicista nel senso più completo del termine. Volevo essere un interprete classico, un orchestrale, un musicista di jazz, un compositore, un direttore d’orchestra. Ognuna di queste specializzazioni, in maniera differente, hanno accompagnato e accompagnano parti della mia vita accademica e professionale".
Sogni nel cassetto? "Le mie esperienze internazionali mi hanno insegnato che un musicista può andare oltre il suo ruolo classico e contribuire allo sviluppo creativo dei sistemi socio-culturali con una visione innovativa. Oggi, più che mai, nell’epoca della globalizzazione, voglio lavorare nel campo della diplomazia culturale per apportare il mio contributo creativo alla società. Si tratta di un aspetto insito nella traduzione della figura degli artisti". 
Un desiderio, quello espresso dall'isernino, che sta già prendendo forma attraverso la collaborazione con l'ambasciatore, Ari Roland, attraverso dei tour diplomatici in delle aree in via di sviluppo.
Quale appello rivolgi ai giovani? "Leonard Bernstein diceva 'I believe that a great new era of eclecticism is at hand - eclecticism in the highest sense' ossia ‘credo che una nuova era di eclettismo sia a portata di mano - eclettismo nell’alto senso’. I giovani dovrebbero fornirsi della più forte capacità di adattamento e di cambiamento per poter esprimere le proprie passioni".

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