VIOLENZA DOMESTICA: STOP A FALSE CREDENZE - Molise Web giornale online molisano
ELENCO :: CRONACA
domenica, 18 marzo 2018
Violenza domestica: stop a false credenze
di Ludovica Colangelo
Risale a ieri, sabato 17 marzo, la notizia legata all'arresto di un uomo per violenza contro la propria moglie. Un dato positivo che segue la scia del caso, di soli sette giorni fa, avvenuto a San Giacomo degli Schiavoni. Il Molise, inoltre, in tema violenza sembra marciare bene anche in tema segnali e associazioni. Come non poter citare, a riguardo, le panchine rosse di Casacalenda e i centri Befree e Liberaluna dove, Maria Grazia La Selva, è stata nominata anche cavaliere della Repubblica per l'attività condotta con l'onlus che presiede. Un contrasto, dunque, positivo e che deve proseguire a grandi marce ma in un'Italia dove nel 2017 a causa del femminicidio hanno perso la vita 113 donne e in un Molise dove, sempre nello scorso anno, i due centri antiviolenza hanno registrato 90 richieste di aiuto probabilmente bisogna fare di più. È giunta forse l'ora di agire sui bambini, di organizzare degli incontri per far comprendere ai più piccoli che "io sono maschio" non esiste. Si registra, infatti, che nella maggior parte dei casi la violenza è a firma del partner. 
Una delle panchine di
Casacalenda
Violenza domestica
Secondo degli studi nonostante si sia raggiunta la parità dei sessi  viviamo in una realtà in cui non si ci si è ancora distaccati dalla mentalità che gli uomini devono essere più forti e potenti delle donne. È, infatti, proprio questa una delle principali motivazioni che scatena nell’uomo un istinto violento.
Quali sono i fattori emotivi che contribuiscono alla violenza nelle pareti di casa?
La psicologia indica due fattori emotivi che contribuiscono alla violenza domestica. Il primo riguarda un processo distruttivo di pensiero, che chi abusa, prova sia verso se stesso che verso la propria partner. Si tratta di pensieri come «Se tu non la controlli, non sei un vero uomo» o «Se ti comporti così è colpa sua, è lei che ti sta facendo impazzire». L’altro meccanismo mentale è quello che scatta nella psiche di entrambi i partner e comporta una pericolosa illusione della coppia indicata come un “legame di fantasia”. Con la convinzione di avere un legame indissolubile, nella coppia si vive una quotidianità basata su una “verità”, secondo la quale è la persona amata l’unica responsabile della propria felicità. Il legame fantasioso incoraggia l’atteggiamento anche persecutorio che si può instaurare a supporto dell’idea che uno dei partner deve avere il controllo sull’altro. È per questo che chi ci è dentro tende a giustificare la propria ira verso la compagna. Si entra, così, in un circuito dal quale è difficilissimo uscire, soprattutto nel momento in cui si sta attraversando una fase malsana del rapporto, diventato ormai ostile o pericoloso. Ed è proprio in questa fase che il rapporto fa “soffrire di meno” se sono entrambi i partner ad abusare l’un dell’altro: non si vedono come individui separati che si stanno danneggiando, ma complici del loro male. Via, dunque, a false credenze. 
 

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