FNA 2017: LE ASSOCIAZIONI COINVOLTE STILANO UN DOCUMENTO PROGRAMMATICO - Molise Web giornale online molisano
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lunedì, 22 gennaio 2018
FNA 2017: le associazioni coinvolte stilano un documento programmatico

Si è tenuto lo scorso 19 gennaio un incontro tra gli Ambiti Territoriali e Sociali, i vertici dell'ASReM, l'Assessore alle Politiche Sociali, Vittorino Facciolla e i rappresentanti del Comitato Uguali e delle Associazioni 'Prima le persone' e 'Osservatorio Molisano sulla Legalità', per discutere in merito a un documento di programmazione sui Fondi per la Non Autosufficienza 2017. In seguito a quella riunione i rappresentanti delle associazioni presenti all'incontro,  Franca Cianchetta, Nicola Frenza, Emilio Izzo, Nicola Lanza, hanno stilato un documento, inviato poi all'Assessore Facciolla e al Servizio programmazione Politiche Sociali.

Nell'atto si legge che pur apprezzando il  finanziamento del bilancio regionale 2018 a supporto ad integrazione delle risorse economiche provenienti dal FNA 2017,  la Regione Molise debba trovare altre disponibilità economiche.

Nel documento, infatti, si va a specificare, e a suggerire alla Regione Molise, di attribuire per le disabilità gravissime (art. 3 decreto 26 settembre 2016) circa l’85% delle risorse disponibili. La somma da attribuire al 'Sostegno economico dell’importo da quantificare sulla base dell’impegno assistenziale correlato alla severità delle condizioni patologiche garantito attraverso trasferimenti monetari per l’acquisto da cooperative o soggetti accreditati di servizi di cura ed assistenza domiciliare sulla base del piano personalizzato' dovrebbe essere di  euro 395.000,00.

"Rileviamo - si legge nel documento -  che ad oggi l’assistenza domiciliare diretta non offre nessuna libertà di scegliere la quantità di ore di supporto giornaliero, gli operatori non si scelgono,non si scelgono gli orari, può capitare che il servizio arriva in orari inopportuni. Il fatto che non sia possibile scegliere chi svolge le mansioni è assolutamente deleterio, si tratta di compiere gesti che attengono all’intimità delle persone, alla cura delle parti intime, alla somministrazione di cibo,alla somministrazione della terapia, è fondamentale che a far ciò sia una persona che entri in sintonia con il disabile, essendo gesti e situazioni che si protraggono per anni. La mancanza di libertà di scelta degli operatori, le competenze specifiche che in alcuni casi sono irrinunciabili.  Le criticità sopra espresse,evidenziano un contrasto con leggi e norme che derivano oltre che da leggi e principi costituzionali, anche dalla convenzione ONU sui diritti dei disabili, accordo internazionale ratificato dal nostro paese".

Con tale atto, dunque, si chiede che venga data la possibilità di scelta tra le cooperative e/o i soggetti accreditati.

Per quanto riguarda invece il contributo per il caregiver, che ammonta a  euro 2.130.000,00, secondo il documento la somma destinata al  'Sostegno economico per la frequenza di corsi finalizzati all’apprendimento di competenze per le autonomie personali e /o sociali, orientamento e mobilità e delle capacità necessarie a favorire l’autonomia comunicativa relazionale rivolti a minori con gravissima disabilità già impegnati in percorsi di studio e formativi' che ammonta a euro 300.000,00 è totalmente insufficiente.  Tale somma non comprende  le attività progettuali, come per esempio ippoterapia, pet-therapy, corsi di nuoto, sci, musicoterapia ecc, che devono essere incluse nel programma "trattandosi - scrivono i firmatari del documento - di vere e proprie terapie alternative riconosciute come tali a livello internazionale: musicoterapia, ippoterapia, pet-therapy e la TMA (terapia multisistemica in acqua), praticata dalla maggior parte dei ragazzi affetti quasi tutti da disturbi riconducibili allo spettro autistico. E’ evidente che non si tratta di “corsi di nuoto” ma di un approccio multisistemico effettuato all’interno di progetti individuali e supervisionato da psicologi".

 

È specificato infatti che i ragazzi residenti in regione Molise, per la maggior parte sindromici, con disabilità gravissime non traggono grandi benefici dalle terapie tradizionali (psicomotricità_logopedia) offerte dal servizio nazionale, ma hanno bisogno di un approccio diverso. I genitori in primis, ma anche i neuropsichiatri che seguono i ragazzi, hanno riscontrato che i benefici, in termini di autostima e di maggior livello di autonomia, determinati da queste terapie alternative, sono notevoli.

"Rileviamo - si legge ancora nel documento - che i fondi erogati a favore del singolo progetto sono assolutamente insufficienti a coprire le spese e devono essere, in tutti i casi, integrati dalle famiglie affinché l’obiettivo indicato nel progetto stesso possa essere raggiunto. Un punto cardine della disabilità è il fattore tempo. I ragazzi hanno bisogno di tempi dilatati, lunghissimi per poter acquisire una piccola autonomia. Se dilati i tempi i costi aumentano, i fondi FNA messi a disposizione per singolo progetto garantiscono 1/3 della copertura necessaria. Riteniamo, anche per le ragioni sopra esposte, che nelle commissioni di valutazione dei progetti venga prevista una figura genitoriale degli stessi".

Inoltre con tale documento si richiede che nel programma attuativo e nel bando vengano definiti l’articolazione e i parametri precisi dei progetti in modo da facilitare sia la stesura che la valutazione.

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