MIGRANTI: PACCHI POSTALI PRIVI DI VITA OPPURE ESSERE UMANI? - Molise Web giornale online molisano
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sabato, 13 gennaio 2018
Migranti: pacchi postali privi di vita oppure essere umani?

Oramai è risaputo: la storia è come un orologio. Passano i giorni, i mesi e gli anni ma il giro percorso dalle lancette è sempre lo stesso. È così che accade anche con i fenomeni migratori, quelli di chi è costretto a scappare dalla propria terra, in passato, con una valigia di cartone tra le mani ed oggi con pochi stracci addosso. La stessa è anche la reazione dei popoli che hanno il compito di accogliere: c'è chi apre le braccia, chi no e chi addirittura approfitta di coloro che in terra straniera sono socialmente deboli. Simbolo di ciò è quanto accaduto nella serata di giovedì, 11 gennaio, quando un 21enne di Isernia per fuggire dalle proprie responsabilità ha ben pensato di accusare tre ragazzi migranti ospitati nel capoluogo di aggressione e furto di una somma di denaro. Tante le offese e gli insulti rivolti ai giovani non italiani dai leoni da tastiera che, si spera, nella serata di ieri, venerdì 12 gennaio, abbiano svolto di fronte ad uno specchio un bell'esame di coscienza. Verso le 19 di ieri, infatti, un comunicato dei Carabinieri rendeva noto che, dopo delle indagini, la verità emersa è ben diversa "il giovane per giustificare ai familiari di aver dilapidato al gioco una somma di denaro, ha riferito di aver subito un’aggressione che in realtà non si è mai verificata, procurandosi delle autolesioni". Un caso simile ad altri che non ha suscitato l'indignazione di molti.

Esiste, però, anche un'altra umanità, quella che sa davvero cosa sia un essere umano. È questo il caso di Ripabottoni, finito anche sul "il Fatto Quotidiano.it" dove decine di cittadini sono scesi in piazza con oltre 150 firme tra le mani per protestare contro la decisione del prefetto di chiudere il centro d'accoglienza che ospitava 32 giovani. "È inconcepibile -hanno dichiarato- che il prefetto Federico Maria Guia, non abbia preso in considerazione le 152 firme. Ci hanno detto che non avevamo appuntamento e ci hanno mandato via. È mai possibile che non si possa avere un incontro su una situazione tanto importante". Il confronto tra i cittadini del borgo in provincia di Campobasso, composto da 544 abitanti e il prefetto non è mai avvenuto a differenza del trasferimento dei migranti. Di questo passo dove andremo a finire?

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