CAOS REGIONALI, FRATTURA SCATENA TERREMOTO POLITICO. COTUGNO? NO COMMENT - Molise Web giornale online molisano
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lunedì, 08 gennaio 2018
Caos Regionali, Frattura scatena terremoto politico. Cotugno? No comment
Leopardi scriveva piangi che ne hai ben donde Italia mia e i molisani potrebbero prendere in prestito dall'illustre poeta tale frase e farne il proprio slogan in questo momento di incertezza. Nella giornata di oggi, 8 gennaio, l'annuncio di Frattura ha destato tra i cittadini e politici diverse critiche. Perché se è vero che la legge elettorale è lo specchio della democrazia, quella discussa e approvata lo scorso 27 novembre, è tutto tranne che manifestazione di quel principio. Dovrebbe essere quella più vicina ai diritti politici dei cittadini. La legge elettorale crea, modella l’elettore, gli dà o gli toglie potere. Dovrebbe essere la sua legge. Invece è stata trattata come la legge dei partiti. Un modo per regolare conti, accaparrarsi poltrone. Il risultato? E' quello a cui si è assistito nella conferenza in mattinata
E mentre il Governatore, nelle ore successive alla conferenza, si è concesso il diritto di passare a più ludici momenti intervenendo nella trasmissione "I provinciali" - non a caso, ndr - sul caso Bastianich i colleghi politici si sono scatenati. 
Il primo a commentare è stato Danilo Leva affermando che "le bugie di Frattura hanno le gambe corte. È evidente come il presidente Frattura abbia paura di sottoporsi al giudizio degli elettori ed accampi scuse e pretese incredibili. La legge elettorale regionale non è stata né formalmente osservata dal Consiglio dei Ministri né tantomeno impugnata. Tra l’altro, le stesse eventuali osservazioni non ne sospenderebbero comunque l’efficacia fino ad una pronuncia di formale sospensiva da parte della Corte Costituzionale a seguito dell’impugnativa da parte del Governo".
Segue il consigliere Massimiliano Scarabeo. "Rinvio data elezioni. Frattura approva la legge elettorale in ritardo e poi se ne fa scudo per rinviare la data del voto. La data del voto deve restare il 4 marzo 2018, Frattura poteva pensarci per tempo, su quando approvare una legge regionale così importante come quella per l’elezione del Governatore e del Consiglio Regionale del Molise. Di tempo ce n’è stato a sufficienza per approvare una nuova legge elettorale che con la decisione di procrastinare la data delle elezioni per il rinnovo del Consiglio di questa Regione, torna ancora in evidenza, dimostrando la superficialità di alcune azioni portate avanti dallo stesso Governatore".
Non è mancata la stangata da Idea con il referente regionale Maurizio Tiberio con la sua cronaca di una ignobile farsa annunciata ricordando che "il 25 ottobre 2017 Roberta Lombardi, candidata presidente M5S alla Regione Lazio, parlando alla manifestazione contro il Rosatellum ha affermato che, nella proposta di legge elettorale della Regione Lazio in discussione alla Pisana, «hanno messo un ‘piccolo’ e ‘innocuo’ emendamento che prevede la soglia di sbarramento massima ,l’8%. Questo viene fatto per ricattare "i loro cugini", i "fratelli diversi" di Mdp, dicendo: se vi presentate da soli dovete superare la soglia di sbarramento, altrimenti la porta è sempre aperta per le grandi ammucchiate. Il 27 ottobre 2017 viene approvata , all'unanimità, la nuova legge elettorale della Regione Lazio. Nella seduta del 27 novembre 2017 viene approvata la nuova legge elettorale del Molise".
Prosegue la lunga lista Patrizia Manzo. La pentestellata ha dichiarato "Un pasticcio preparato a discapito dei molisani dal governatore Frattura che prima ha voluto la nuova legge elettorale, poi ha tentato di rinviare la discussione, e ora annuncia il bisogno di modificarla. Questa legislatura si chiude nel peggiore dei modi, anche grazie all'irresponsabilità politica di chi ha approvato una legge elettorale tardivamente e a vecchie coalizioni in cerca di posti al sole".
Anche l'avvocato Massimo Romano, che ha sempre criticato la soglia di sbarramento, si chiede: "se è vero che sarebbe sbagliato (anche - ma non solo - per motivi di economicità) posticipare il voto, è altrettanto vero che sarebbe demenziale andare alle urne con la certezza di un voto 'irregolare', tale da porre in dubbio la stessa legittimità delle operazioni elettorali con il conseguente rischio di (ennesimo) annullamento delle stesse. Oggi Frattura ha motivato il "rischio" di rinvio con la presa di posizione del Governo da cui sarebbe arrivata l'indicazione di alcune modifiche alla legge elettorale: ha parlato, se ho capito bene, di un "preavviso" di "osservazioni" da parte del Consiglio dei Ministri sulla soglia di sbarramento, che andrebbe "abbassata".  Strano: perché se il Governo ritiene che ci siano profili di sospetta incostituzionalità ha il dovere di osservare la legge regionale, nelle forme e nei modo previsti dalla Costituzione e dalla legge, senza preavviso e senza anticipazioni. Non mi pare sia contemplato da nessuna parte alcun "preavviso di impugnazione". C'è una nota ufficiosa? Perché Frattura non la rende pubblica? Si tratta solo di un "suggerimento"? E da chi proviene esattamente?".
Non poteva mancare l'ex Presidente, Michele Iorio, ritenendo come "lo Schifiltellum molisano ricalca la legge elettorale della Calabria approvata, osservata e corretta nel 2014. Quindi se questa maggioranza e i proponenti dello “Schifiltellum” hanno adottato il principio di emulazione, sapevano già da principio che il governo avrebbe chiesto di abbassare la soglia di sbarramento per le coalizioni dal 10 all’8%. Premesso che, se non c’è malafede da parte di tutti coloro che hanno voluto, sostenuto e fortemente asserito l’approvazione di questa legge così nettamente in ritardo c’è sicuramente incapacità politica e amministrativa, ritengo doveroso per chi ricopre il ruolo di Presidente del Consiglio pretendere chiarimenti ad horas e di mettere in campo tutto ciò che è doveroso fare per permettere al Molise di indire l’election day. L’argomento elezioni non può essere procrastinato e i quasi tre milioni di euro necessari per lo svolgimento delle operazioni di voto potrebbero essere ripartiti a favore dei disoccupati del Molise, delle famiglie disagiate, per l’adeguamento del sostegno al diritto allo studio e alle scuole materne parificate. Perché una cosa è certa: questo rinvio serve solo a Frattura e ai suoi alleati per rimanere ancora al governo e tentare di prorogare l’attuale sistema di potere e magari riproporlo al momento più opportuno".
Ed è proprio dal Presidente del Consiglio, Vincenzo Cotugno, che invece non giunge alcuna dichiarazione. E' pur vero che domani il Presidente sarà in viaggio verso Bruxelles, ma è altrettanto vero che i molisani hanno bisogno di risposte. Cosa si celerà dietro questo silenzio? 
-lc-
 

 

 

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