Acqua del Liscione, agricoltori del Basso Molise in allarme: il rischio è pagare senza decidere. - Molise Web giornale online molisano
Sabato - 17 Gennaio 2026

Acqua del Liscione, agricoltori del Basso Molise in allarme: il rischio è pagare senza decidere.

Nei prossimi mesi si deciderà una partita cruciale per il futuro lavorativo di molti molisani del Basso Molise. Non si tratta della vertenza Stellantis, sulla quale la politica regionale sembra avere margini di intervento limitati, ma del comparto agricolo, direttamente coinvolto nella gestione delle risorse idriche dell’invaso del Liscione.

Da tempo la Puglia ha avanzato una richiesta formale per ottenere una quota dell’acqua del lago artificiale molisano. Una vicenda che, complice una narrazione diffusa anche sui media nazionali, ha finito per rappresentare il Molise come il territorio che preferirebbe disperdere l’acqua in mare piuttosto che condividerla con le regioni confinanti in difficoltà per l’irrigazione dei campi.

Una ricostruzione contestata da più parti, che punta il dito soprattutto contro la gestione politica della trattativa. Secondo i critici, il Molise avrebbe rinunciato a un ruolo centrale nel confronto istituzionale, tanto che non sarebbero stati gli amministratori pugliesi a recarsi sul territorio molisano per discutere l’intesa, ma al contrario un rappresentante della Regione Molise, il consigliere delegato Arpa Molise, Roberto Sabusco, inviato a Bari. Una dinamica letta come segnale di debolezza e di scarsa tutela degli interessi regionali.

Per giustificare la cessione dell’acqua, Sabusco ha più volte indicato come contropartita l’irrigazione di circa 4.000 ettari di terreni molisani. Tuttavia, resta aperto un nodo fondamentale: non è stato chiarito se in questa superficie siano compresi anche i 1.900 ettari già destinati a essere irrigati nei prossimi mesi grazie a un progetto esistente, che prevede il prelievo dell’acqua dalla diga e il suo convogliamento verso i territori di Larino e Santa Croce di Magliano, dove sono già state realizzate due vasche di accumulo.

Secondo quanto riferito dal Consorzio di bonifica della Valle del Biferno, non esisterebbero ulteriori superfici agricole tali da portare il totale a 5.900 ettari. Un dato che alimenta il sospetto che la cifra dei 4.000 ettari venga presentata includendo interventi già programmati e finanziati, con il rischio di “gonfiare” i benefici per il Molise.

A questo si aggiunge la questione degli investimenti: si parla di circa 160 milioni di euro di fondi statali, in larga parte destinati a opere da realizzare sul territorio molisano. Tuttavia, secondo le informazioni disponibili, né la progettazione né la gestione degli interventi sarebbero affidate a enti molisani, ma al Consorzio per la bonifica della Capitanata, con sede a Foggia.

Tra le opere previste figura anche il dragaggio del lago del Liscione, finalizzato ad aumentarne la capacità. Ma anche in questo caso resta una domanda centrale: a beneficio di quale territorio sarà l’acqua aggiuntiva? Il timore, diffuso tra gli addetti ai lavori e gli agricoltori, è che i vantaggi principali vadano ancora una volta alla Puglia, mentre al Molise resterebbero soprattutto i costi, a partire da quelli energetici legati al funzionamento delle pompe necessarie a trasferire l’acqua oltre confine.

Una vicenda che continua a sollevare interrogativi e tensioni, mentre il comparto agricolo molisano attende risposte chiare e garanzie concrete sul proprio futuro.

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