ITALIA CENTRALE E MOLISE A CONFRONTO A 14 ANNI DAI DUE SISMI: A UCCIDERE NON è LA MAGNITUDO MA IL MALCOSTRUIRE - Molise Web giornale online molisano
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lunedì, 31 ottobre 2016
Italia Centrale e Molise a confronto a 14 anni dai due sismi: a uccidere non è la magnitudo ma il malcostruire


Di Viviana Pizzi

Nel terremoto di Umbria-Marche e Lazio settentrionale, definito sisma del centro Italia, con epicentro a Norcia e nel maceratese, gli sfollati sono circa 30mila e continueranno ad aumentare. I feriti del sisma del 30 ottobre 2016 sono circa 20. Nessun morto fortunatamente per la scossa delle 7.40. C'è però un danno incalcolabile a case e patrimonio artistico. Crollata l'abbazia di San Benedetto a Norcia. E la magnitudo del sisma? Dopo un ping pong di numeri è stata attestata al 6,5 grado della scala Richter. Più alta di questa solo quella di Messina del 1909 che con il 7.1% causò 130mila morti e quella del 23 novembre 1980 in Irpinia con il 6,9 di magnitudo. Nei comuni del campano però ci fu la strage: i morti furono 2914, gli sfollati 280mila e i feriti 8848. 

Ad Amatrice il 24 agosto, con la magnitudo di 6.0, i morti si sono fermati a 298. Il 6 aprile 2009 all'Aquila, il sisma di magnitudo 6.3, provocò 309 morti e 1600 feriti. Con danni stimati intorno ai 10 miliardi di euro. Il capoluogo abruzzese resta una città fantasma e malcostruita. In Emilia Romagna nel 2012 le scosse furono 2, la prima il 20 maggio di magnitudo 5.9 e la seconda il 29 maggio che arrivò a 5.8. I morti furono 17. oltre 100 i feriti. La ricostruzione va più veloce di quella dell'Aquila. 

Tutti questi dati sono stati sciorinati di continuo, in tutta la giornata di ieri, dalle tv e dai giornali italiani e stranieri. C'è un sisma però che nemmeno è stato preso in considerazione. Si tratta di quello del 31 ottobre del 2002 che ha visto Colletorto come epicentro. Ma i danni maggiori, nella scossa delle 11.32, furono registrati a San Giuliano di Puglia. Crollò la scuola Jovine e morirono 27 bambini e una maestra, Carmela Ciniglio da Colletorto. Morirono anche due donne anziane che vivevano nella casa vicina al vecchio edificio sopraelevato. In totale le vittime del sisma furono 30. Di più di quelle del sisma dell'Emilia Romagna del 2012 e di più di quelle dei sismi del 26 ottobre  e del 30 ottobre 2016 nel centro Italia.

Il sisma molisano è stato solo leggermente menzionato nella lunga diretta di Rainews. Non ricordando che c'è un processo già finito e che ha condannato cinque persone per omicidio colposo, disastro colposo e lesioni colpose il costruttore della sopraelevazione della scuola Giuseppe Martino, il subappaltatore Carmine Abiuso, il progettista Giuseppe La Serra e il tecnico comunale Mario Marinaro. Tutti e quattro avrebbero dovuto scontare 5 anni di carcere per effetto della sentenza definitiva pronunciata dalla Corte di Cassazione del 28 gennaio 2010. Che ha confermato anche la condanna a 2 anni e 11 mesi per l'ex sindaco Antonio Borrelli, che nel crollo della scuola perse la figlia Antonella, una di quei nove bambini della prima elementare dell'anno scolastico 2002-2003 che morirono tutti sotto le macerie. La classe del 1996 infatti, a San Giuliano di Puglia, fu completamente cancellata da quel sisma di magnitudo 5.3. Nessuno di loro ha mai scontato un solo giorno di carcere. La loro colpa? Aver autorizzato una sopraelevazione in cemento armato su un edificio di ciottoli, pietre e sabbia costruito negli anni 60. L'edificio con la parte sopraelevata era stato inaugurato solo 40 giorni prima del crollo, di cui il sisma, lo ricordiamo, fu solo la concausa. Il pm Nicola Magrone, che portò avanti l'inchiesta, sostenne: la scuola poteva crollare anche per una semplice nevicata. Non possiamo purtroppo saperlo: la natura matrigna, come disse l'avvocato Arturo Messere durante l'arringa in corte d'Appello nel febbraio del 2009, ha agito prima. 

San Giuliano di Puglia, lo ricordiamo, portò a una riclassificazione dell'intera zona sismica italiana. Fece molto parlare in tema di sicurezza nelle scuole. Ma oggi però a 14 anni da quell'evento sismico, ancora molte scuole sono non a norma. Ricordiamo la recente paura delle mamme della scuola "Don Milani" di via Leopardi di Campobasso e delle mamme di Isernia, che dopo l'ennesima scossa nei comuni di Umbria e Marche, hanno annunciato una nuova richiesta di soluzioni negli edifici dove mandare a scuola i loro figli. La paura c'è ma, quando si vedono scuole non a norma, la rabbia sale e si pensa che il sacrificio dei 27 angeli di San Giuliano non sia servito a nulla. 

San Giuliano di Puglia portò anche alla nascita di un sistema di protezione civile infallibile in Molise. Una colonna mobile aiutò in tempi brevi anche durante il sisma aquilano del 2009. Oggi però, durante quello di Norcia il sito non ha funzionato. Il presidente della Regione, Paolo di Laura Frattura risponde così: La Protezione civile del Molise è al lavoro, dalla nostra sala operativa il monitoraggio della situazione è continuo e costante. Quanto al sito, ho chiesto di verificare come mai non sia del tutto attivo, di chi siano eventuali responsabilità e di ripristinarlo con il dovuto funzionamento. 

Intanto quattordici anni dopo il terremoto in Molise la ricostruzione non è ancora ultimata. In media nei 14 comuni della provincia di Campobasso colpiti all'epoca dal sisma, i lavori sono quasi al 70 per cento: sostanzialmente ultimati a San Giuliano di Puglia, molto più indietro nei centri limitrofi. Una decina, invece, le persone che vivono ancora nelle casette di legno prefabbricate, tra Bonefro e Ripabottoni. Il punto è del consigliere delegato alla protezione civile Salvatore Ciocca

 

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