LA CITTà DI AGNONE NEL LIBRO DELL'AMMIRAGLIO LOMBARDI, NATIVO DI CASTIGLIONE MESSER MARINO - Molise Web giornale online molisano
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La città di Agnone nel libro dell'Ammiraglio Lombardi, nativo di Castiglione Messer Marino

L’Università delle Generazioni di Agnone ha avuto in omaggio dalla famiglia una copia del libro “Una vita ordinaria, ma non tanto” dell’Ammiraglio Giandomenico Lombardi, nato nel 1930 del vicino paese di Castiglione Messer Marino (Chieti). Tale volume (edito in proprio nell’estate del 2012 in Roma) è finemente rilegato con copertina cartonata ed un’elegante sovracoperta e consiste in 290 dense pagine e tante fotografie di memoria autobiografica personale, familiare e professionale degne della massima attenzione e considerazione storica, umana e sociale. Infatti, tra tanto altro, tale narrazione ci dà numerose informazioni sui molteplici aspetti della vita dei nostri paesi abruzzesi e molisani di confine (anche se allora Abruzzo e Molise facevano parte di una stessa regione). Oltre alla vita paesana dei suoi tempi, l’Autore descrive gli episodi più rilevanti della propria vita di scolaro, di studente in Agnone e poi a Vasto fino a narrare con dovizia di particolari i decenni dedicati all’Italia nella Marina Militare, un mondo sconosciuto ai più, come ufficiale fino a diventare Ammiraglio, il massimo e più prestigioso grado della carriera. La lettura del libro è assai appassionante (come, in genere, tutte le autobiografie) e lo diventa sempre di più, poiché Giandomenico Lombardi si manifesta narratore di razza. Specie nel drammatico epilogo della sua esistenza, quando la forza dell’uomo e della famiglia si manifesta in modo sublime. Il figlio Alfredo ci ha dichiarato: “ Mio padre è stata "una persona normale, ma non troppo" come molti castiglionesi della sua generazione. Ho sempre ritenuto che, se abbiamo avuto una rinascita nel dopo guerra ed un miracolo italiano, è merito di questo genere di persone”. Le pagine dedicate ad Agnone sono cinque e vanno dalla numero 10 alla 14. Iniziano con la descrizione della maestra elementare Cacciavillani, una donna giovane, emancipata e formidabile attivista del Fascismo. Ma gli episodi più interessanti sono legati all’unico anno scolastico trascorso dall’Autore nella scuola media agnonese, assieme ad altri amici e coetanei di Castiglione M.M. accuditi dalla nonna di uno di loro in un appartamentino preso in affitto appositamente per attendere con più tranquillità agli studi. Vita da ragazzi, in fondo, con gli azzardi dell’età pre-adolescenziale (cinema osé per quei tempi, bagni nel fiume Verrino, blitz notturno da vero “commando” nella sala dei professori per evitare la bocciatura di un loro compagno, marachelle varie e la naturale, ingenua e tenace voglia ci scoprire la vita e il mondo). Tali episodi ci fanno capire, in particolare, gli assai difficili tempi della seconda guerra mondiale e quelli dell’immediato dopoguerra per gli studenti fuori sede che, in Agnone, dovevano risiedere, adattandosi come pensionanti nelle famiglie oppure (è il caso dell’Autore) per conto proprio, accuditi da un adulto di famiglia. Era l’Agnone “polis” autarchica e scolastica con una conseguente economia e cultura ai tempi dell’isolamento orografico e climatico. Tempi che le nuove generazioni dovrebbero conoscere e, perciò, viene raccomandata la lettura di questo libro a tutte le scuole italiane, specialmente abruzzesi e molisane. L’Università delle Generazioni coglie l’occasione per rilanciare la proposta (fatta qualche anno fa durante la cerimonia di intitolazione dell’Aula Magna della Scuola Media di Agnone all’ex-alunno Dominique Ferrante, giovane poeta prematuramente scomparso nel salvataggio di due persone al mare di Ostia): ogni Istituzione scolastica (materna, elementare, media, superiore, università) tenga un elenco-indirizzario aggiornato dei suoi ex-alunni con i quali mantenere sempre i contatti al fine di tenerli uniti nel ricordo degli anni più belli e per realizzare un incontro annuale saldando ogni volta un ideale ed identificativo “cordone ombelicale”. Tali contatti potrebbero servire pure per aiutare alunni in difficoltà, per l’inserimento lavorativo da parte di ex-alunni che hanno avuto più successo e potere, ma anche per ricevere donazioni al fine di migliorare l’offerta formativa e le strutture logistiche (non sempre all’altezza della situazione). Tra le tante iniziative, gli ex-alunni più disponibili potrebbero tenere colloqui e conferenze sulle loro esperienze professionali, anche per indirizzare con maggiore cognizione i giovani verso il mondo del lavoro e, perché no?, persino aiutarli nel nome della comune appartenenza ad un luogo formativo di capitale importanza. A tale proposito tutte le scuole di ogni ordine e grado potrebbero costituire un’utilissima “Associazione ex-alunni”. Gli Istituti che hanno già attivato tale associazione risultano essere i migliori. Provare per credere!

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