VIOLENZA DI GENERE, ULTIMI GIORNI AD ALTA TENSIONE IN MOLISE: COMBATTERLA VINCENDO LE DIVISIONI - Molise Web giornale online molisano
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lunedì, 26 settembre 2016
Violenza di genere, ultimi giorni ad alta tensione in Molise: combatterla vincendo le divisioni


Di Viviana Pizzi

Siamo alla settimana decisiva: dal primo ottobre partono ufficialmente le attività del centro antiviolenza situato a Campobasso con annessa casa rifugio. Verrà gestito dall'Ambito territoriale del capoluogo molisano insieme a Be free. Ma in che situazione si troveranno ad operare? Non certo da isola felice. Perché il Molise, da questo punto di vista non lo è affatto. Il sommerso che c'è è molto alto. Basti pensare che, come ha dichiarato nella conferenza stampa di presentazione del Cav il questore Raffaele Pagano, su 10 chiamate di aiuto alla Polizia cinque sono per liti in famiglia. Gli ultimi casi di cronaca avvalorano questa tesi. Si parte dal 16 settembre, quando la polizia di Termoli ha arrestato, insieme ai colleghi foggiani, una donna di 24 anni che sfruttava una 29enne per costringerla a prostituirsi. Un quadro terribile in quel caso. La vittima infatti, proveniente dalla Romania, era anche costretta a mendicare per strada senza poter gestire nemmeno un centesimo di ciò che il suo sfruttamento provocava. Non passa nemmeno un giorno e ci troviamo, sempre nel basso Molise, davanti a una situazione altrettanto grave. Un 26enne di San Martino in Pensilis, che poi finisce in manette, minaccia di darsi fuoco. La sua vittima, questa volta di stalking, è la sua ex fidanzata di 18 anni. Ma non finisce qui: un altro caso di stalking si è verificato una settimana dopo a Isernia. Per arrivare all'arresto, di soli due giorni fa, di un marito violento di 48 anni fa a San Giuliano di Puglia. In quest'ultimo caso l'arresto dei carabinieri è arrivato perchè non era la prima volta che l'uomo picchiava la moglie.

E nel frattempo in Tribunale a Campobasso, nei giorni scorsi, si è tenuta una udienza in cui una donna ha denunciato di essere stata vittima di violenze domestiche davanti ai suoi quattro figli. Tutto questo è solo quello che emerge. Ma di sommerso, di casi di cui non si parla e per i quali si lavora alacremente tutti i giorni, ce ne sono a decine. Nonostante non si arrivi a parlare di femminicidio nel senso stretto del termine da ormai due anni in Molise. Questa è la situazione di pericolo e di emergenza. Davanti alla quale bisogna restare tutti uniti e combattere contro un maschilismo strisciante e violento che si è impadronito anche delle case e delle strade di una regione "che non esiste" come si divertono a dire le persone che parlano del Molise come una realtà piccola e arretrata culturalmente. 

Una regione in cui le forze che si trovano a lavorare per combattere questi fenomeni devono necessariamente fare rete e combattere contro il nemico comune. Dove bisogna lavorare e, laddove sia necessario, mettere anche da parte i personalismi e le fughe in avanti per il bene delle donne maltrattate. Una regione in cui anche il lavoro dei mass media deve essere importante. Nel denunciare correttamente i fenomeni che accadono, essere vicini a chi lavora per far regredire la violenza sulle donne, ma soprattutto a tutelare l'identità delle vittime di violenza di genere. Il problema è presente e va combattuto tutti insieme. L'associazione editrice della testata giornalistica www.moliseweb.it continua a essere vicina a tutti gli operatori che si occupano di tali fenomeni. Una voce per le donne è quindi vicina a chi subisce quotidianamente. Il Molise, come dimostrano gli ultimi casi, purtroppo in queste tematiche esiste. 

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