#LATTE&CAFFÈ. FAR CONOSCERE E PROMUOVERE IL MOLISE ATTRAVERSO I SOCIAL: UNA CHIACCHIERATA CON IL GIORNALISTA AGOSTINO NATILLI - Molise Web giornale online molisano
Domenica - 29 Gennaio 2023

#Latte&Caffè. Far conoscere e promuovere il Molise attraverso i social: una chiacchierata con il giornalista Agostino Natilli

di Alessandra Potena
«Il Molise esiste?», «Molise? Dove, Basilicata?», «Il Molise non esiste!». Sono solo alcune delle frasi che - almeno una volta nella vita - ci siamo sentiti dire da persone scettiche dell’esistenza della nostra regione. Che si tratti di ironia o di mancanza di conoscenza non lo sappiamo ma una cosa è certa: ad ogni molisano, in questi casi, tocchi l’orgoglio più profondo. Fortunatamente da qualche anno a questa parte più di qualcuno ha scelto il Molise come meta turistica. Perché alla fine, il Molise non è solo buon cibo: è storia, cultura, arte, paesaggi, musica, tradizioni e tanto altro. Peccato averlo scoperto soltanto da poco. Un po’ i media nazionali e internazionali, un po’ il passaparola e, non ultimo, i social hanno dato una grande mano al Molise per essere conosciuto oltre confine.

Nell’epoca del qui e ora, del tutto e subito e soprattutto del tutto a portata di click c’è chi ha dedicato ampio spazio, su profili e pagine, alla propria regione.
Capita che un giorno prendi parte ad un evento di un paese sconosciuto ai “non molisani”, crei un “reel” - per chi non lo sapesse, i video brevi spopolati su TikTok e successivamente sui principali social network - e ottieni 130 mila visualizzazioni. Numeri che mai avresti pensato di ottenere postando una tradizione di un piccolo paesino in provincia di Campobasso.

Eppure accade anche questo, ed è accaduto al giornalista campobassano Agostino Natilli che, attraverso appunto un reel, ha fatto conoscere agli italiani la festa in onore di Sant’Antonio di Padova - le cui protagoniste sono le donne del paese che portano lungo le strade una cesta di pane in testa - organizzata a Gildone a giugno.
 
Agostino, insomma, hai ottenuto una bella soddisfazione con questo video, 130 mila visualizzazioni sono tantissime...
Come tutte le cose assurde e folli che nascono per caso, anche questa lo è stata e ho raggiunto circa 130 mila visualizzazioni con questo reel creato su Facebook. Essendo giornalista e social media manager - dunque molto attivo sui social - ho abbastanza dimistichezza con tali strumenti ma, questa cosa, è nata davvero per caso. Ero con la mia famiglia a Gildone, di cui mio padre è originario, e ho pensato di immortalare questa festa attraverso un reel e la cosa ha preso piano piano una piega strana, ottenendo davvero tante visualizzazioni. In media, infatti, un reel di successo - quelli degli influencer - ottiene 4 o 5 mila visualizzazioni ma questo è andato ben oltre. Si tratta di una quotazione nazionale e ciò è davvero un’occasione irripetibile per Gildone, per farsi conoscere. Questo a dimostrazione che se uniamo l’improvvisazione a studio e applicazione possiamo sfruttare meglio comunicazione e promozione del territorio. 
 
Pian piano il nostro Molise si sta facendo conoscere anche oltre confine, secondo te come potremmo contribuire attraverso i social a questo?
La comunicazione di oggi è vero, sacrifica molto i contenuti - in particolare i 15 secondi di reel - ma è quello che funziona. Allora dobbiamo essere bravi a creare reel in situazioni giuste. Ad esempio i famosissimi “Misteri”, le sagre particolari, i monumenti e i luoghi di interesse andrebbero immortalati nel modo giusto. Il lavoro “grosso”, chiaramente, spetta alle istituzioni ma questo non basta. Noi giornalisti, esperti di comunicazione o semplici appassionati dobbiamo raccontare il nostro Molise nella maniera più spontanea e semplice. Saper rendere attrattivo il Molise è un vantaggio per tutti, alla fine.
 
Agostino, sei “nato” con la carta stampata nel 2003 e a partire dal 2013 ti sei “trasferito” - come un po’ tutti - in quello che è il grande mondo del giornalismo web. Che cosa è cambiato?
Per me è cambiato tutto e niente: la scrittura è la stessa sempre, chiaramente. Tra l’altro, sono stato uno dei 'pionieri' del giornalismo online, iniziando nove anni fa sul giornale Isnews, quando i siti erano ancora pochi... 
Cambia tutto in termini di tempo, ma questo è ovvio, e a livelli di contenuti ci troviamo a fare i conti con ciò, perché tutto viene consumato in maniera breve. Forse si trascura l’approfondimento a vantaggio della velocità. Ma nella sostanza i buoni e cattivi giornalisti e la buona e cattiva informazione esistevano prima e continuano ad esistere oggi.
 
Ecco Agostino, a proposito di buona e cattiva informazione, oggi più che mai c’è il rischio di incorrere in notizie non vere o non verificate...
Si crea una giungla in cui il lettore rischia di rimanere fuorviato trovando notizie che non sempre poi hanno la giusta verifica della fonte e di conseguenza la comunicazione, l’informazione, perde di credibilità. I social amplificano la comunicazione ma, dall’altro lato, la deviano un po’ facendole perdere valore (appunto, le fake news). Viviamo nella post-verità, in un mondo in cui ognuno può confutare teorie - e lo abbiamo visto anche con i no-vax - di esperti. 
Bisogna imparare a capire ciò che è professionale e ciò che è amatoriale. Anche se tutti possono fare tutto, invito i lettori a scindere sempre.
Nonostante i tanti anni di “militanza” nel mondo giornalistico, ti sei reinventato anche con un’altra attività, quella del tuo B&B. Come mai?
Il percorso professionale, è normale, è fatto di alti e bassi, momenti down e up. Fa parte della vita. Soprattutto per chi intraprende questo mestiere che, diciamocelo chiaramente, ha scritto dentro di sé la precarietà. Non si è impiegati ma persone che comunicano e dunque ci si trova a fare i conti con diversi rischi e per un giornalista è così. Quindi bisogna essere sempre pronti a cambiare e provare... Poi io non lo vedo come un limite, ma un arricchimento: mi piace fare sempre cose diverse e nuove, mi piace la sfida quotidiana. 
Oltre alla solita attività di ufficio stampa politico, ho la fortuna di gestire due B&B a Campobasso ma, per quanto mi riguarda, ciò non discosta dalla mia professione di comunicatore perché accogliere le persone vuol dire comunicare, entrare in sintonia con esse. È anche parecchio stimolante, perché dà modo di conoscere altre persone provenienti da tutta Italia e in alcuni casi da ogni parte del mondo.
 
Agostino, cosa vuoi dire ai giovani che oggi si avvicinano a questo affascinante mondo del giornalismo?
Io in realtà mi sento ancora tra i 'giovani' e non posso certo permettermi di insegnare nulla a nessuno. Ma al massimo qualche consiglio da fratello maggiore: innanzitutto di essere sempre professionisti seri e irreprensibili, l'onestà alla lunga paga sempre. Poi di non arrendersi mai, anche se sembra banale dirlo. Winston Churchill diceva: “Il successo è l’abilità di passare da un fallimento all’altro senza perdere l’entusiasmo”. Ebbene ragazzi, partite da questa frase e non perdetevi mai d’animo...dopo la sconfitta non bisogna mollare, perché vuol dire che dietro l'angolo c'è una nuova vittoria che vi aspetta.