GLI ANNI ’60/’70 DELLA MUSICA IN MOLISE - #MUSICAMENTE - Molise Web giornale online molisano

Gli anni ’60/’70 della musica in Molise - #musicamente

Bei tempi gli anni ’60!

Si va a ballare, con un gruppo che suona l’ultimo successo dei Devil’s di Paolo Amoroso, “Riflessa, in un bicchiere di Gin…”.

I Devil’s sono un ensemble abruzzese-molisano, dove militano membri di un gruppo che, anni dopo, segnerà un momento importante per la storia dei complessi in Molise, i Free Born Trust, ma ci sono anche gli Harlem 91 di Isernia. 

Cito, per onore di cronaca, anche “Gino e i Raggi del Sole” di Luigi Appugliese.

Gli Harlem 91 nascono nel 1966, per opera di Aldo Succi, dalla fusione di due gruppi isernini dell’epoca: Gli Errant Boys (Isernia capabballe) ed I Rangers (Isernia capammonte)

Gli Harlem 91 sono ancora operativi, ma vedono avvicendarsi nel tempo diversi musicisti: Aldo Succi - Tastiere e voce, Bruno Giancola - chitarra solista flauto voce, Florindo Petti - batteria, Mario De Vito - chitarra ritmica voce, Beo Antinucci - voce, Corrado Pistoni - basso, Tonino Ucciferri - voce solista chitarra acustica, Sergio Gasperi - chitarra solista voce, Luciano Cristicini - batteria, Nicola Boccia - chitarra solista, Tiziano Principe - piano elettrico voce, Luca Pistoni - tastiere voce, Simone Pace - chitarra solista, Maurizio Di Castro - chitarra solista, Alessandro Iannotta - voce solista, Rinaldo Iacovetta - voce solista, Pietro Ranieri - voce solista chitarra acustica.

All’inizio degli anni ’70, compare un complesso decisamente rock, anche se la prima incisione nel 1971 negli studi della Lunapark di Roma, “L’ultimo giorno d’amore”, è una canzone che risente molto dell’influsso degli anni ’60: i Free Born Trust (FBT). 

Il gruppo si forma tra Isernia e Bojano raccogliendo il meglio che la musica di questo periodo riesce a dare. Beo Antinucci alla voce, Gaetano Iannotti e Bruno Giancola alle chitarre, Matteo Fasolino alle tastiere (è il fratello di Giulia Fasolino e attualmente uno dei più apprezzati arrangiatori del panorama musicale italiano, nonché direttore artistico di diverse edizioni sanremesi), Saverio Ialenti prima e Franco Di Soccio poi alla batteria, Franco Manna al basso.

Hanno la sede a Campobasso, dove c’è la loro sala prove e il loro management, presso l’hotel Sorriso, e dove smistano anche i vari cantanti e musicisti che provinano.

Gaetano Iannotti di Bojano, Saverio Ialenti, Bruno Di Claudio, Franco Manna e Matteo Fasolino (con Massimo Bucci, Tonino Ferri, Aldo Gioia, Tito Amicone, Rosi Marziale, Franco, Giancarlo Di Biase e Franco Manna nei vari avvicendamenti) di Campobasso, mentre sono di Isernia "Beo" ovvero Olindo Antinucci e Bruno Giancola. Si avvicendano varie formazioni, pre disco, primo disco e secondo disco, per via delle varie vicissitudini (servizio militare, espatrio, spostamenti ecc.), ma lo "zoccolo duro" rimane sempre lo stesso: Gaetano Iannotti, Saverio Ialenti e Beo (forever, come riporta lo stesso Gaetano Iannotti).

Una nota di colore: Lello Panico, uno dei più grandi chitarristi fusion italiani, s’innamora della chitarra, ascoltando Bruno Giancola alle prove con gli FBT (Lello mi ha confidato personalmente questa cosa).

L’ultimo giorno d’amore” vende quattrocentomila copie ed entra nella hit parade.

... e poi arrivano gli anni Settanta: una rivoluzione!

In piena protesta giovanile e rivolgimento musicale sessuale politico etico e morale, nascono vari gruppi rock (all’epoca si chiamano pop).

Si producono diversi mega festival, al parco Lambro di Milano, al Piper di Roma (Contro Canzonissima) e in ogni dove, sulla scia del celebre festival di Woodstock del 1969.

Anche a Isernia, nel ’73, si svolge un raduno che passa alla storia come il “festival pop”, su un prato verde che, oggi, è un quartiere dove son sorte in modo selvaggio diversi palazzi popolari, ma all’epoca è prato in aperta campagna.

Il piccolo festival di Woodstock di Isernia, viene così descritto da Tonino Ferrara per i tipi di Isernia Tour:

( cfr… Il festival pop

Ci sono degli eventi spartiacque delle nostre vite, con un prima ed un dopo. Il primo che ricordo fu così, per me e alcuni miei amici, è il mitico festival pop di Isernia. 

Il due giugno 1973, alcuni visionari mai ringraziati abbastanza, organizzarono una kermesse musicale che, dal pomeriggio a notte fonda, portò sul palco, allestito in un campo a San Leucio lì dove ora c'è il Bronx, tanti gruppi rock famosi e non. 

Una micro Woodstock diventata leggenda. 

In un clima nuovo e tranquillo si esibirono i celebri gruppi nazionali , ma anche band locali con nomi improbabili quali ''la scrofa e il piffero'' del mio amico Ermanno. 

In questa atmosfera, resa ancor più lieve dal fumo di certe grosse sigarette che i grandi fumavano, si innalzava una musica diversa, per me adolescente che ascoltava le solite e stucchevoli melodie romantiche. 

Una autentica rivelazione quei suoni. La musica è tutta un'espressione del cuore ma il rock, in più, ti faceva vibrare. 

Dopo quel giorno niente fu come prima . 

Riuscii a farmi regalare, dopo una stentata promozione scolastica, un piccolo stereo. Sul piatto finì subito il nuovo album dei Pink Floyd e fu così che, insieme ai miei amici, fui catapultato sul lato scuro della luna, ''the dark side of the moon'', senza più farne ritorno….)

Io partecipo al festival, adolescente e motivato, con il suono della chitarra nella testa e tante recriminazioni giovanili nella mente. Personalmente apprezzo molto un giovane cantautore che si sta facendo strada, ma dopo qualche anno scompare, Mauro Pelosi. Ancora oggi ricordo la sua canzone di punta “Vent’anni di galera”, una protesta accorata verso una donna che ha distrutto l’amore dell’artista, conducendolo all’inferno della sofferenza.

È da questo momento che vengono fuori vari gruppi veramente notevoli, come, ad esempio, Il Nuovo Mondo.

La domenica vado a Venafro all’Airone, un locale dove suonano ogni settimana, ad ascoltarli. Quando Franco Finori imbraccia la sua Gibson “Gold Top” Les Paul lo spettacolo diventa avvincente: Samba Pa Ti, Oye Como Va, Evil Ways, Smoke on the Waters, Whole lotta Love, ecc. Alla batteria Massimo (?) Di Campobasso, alle tastiere si alternano Piero Ricci, Mauro Mastroianni, Anselmo Carlini; di altri non ricordo i nomi, ma del fonico, mio grande amico, Angelo “Custariegl” conservo ricordi indelebili.

Spesso, nelle serate del Nuovo Mondo, funge da guest star un personaggio di nome Franco Martella, detto Celentano Bis.

Un episodio, sempre per i tipi di Isernia Tour, è narrato da Aldo Quaranta sui due preziosi amici del mio ricordo:

(Cfr… Franc Martella e custariegl... 

Intorno alla metà degli anni 70, se ricordo bene 1975, mi recai con mia sorella Maria rosaria e mio cognato Franco Martella, all'epoca leader indiscusso del complesso ''Il nuovo mondo'' in un paesino del Frusinate che se la memoria non mi inganna, credo fosse Monticelli, per assistere ad un concerto del nuovo mondo che doveva esibirsi nella piazza principale del paese per la festa patronale . Quando arrivammo sul posto, era già al lavoro la manovalanza del gruppo che dal primo pomeriggio era intenta a preparare l'esibizione sistemando l'amplificazione, gli strumenti sul palco, le luci e quant'altro occorresse per la migliore riuscita del concerto. Ricordo tra gli altri Sergio Rossi, detto mzzon, cosmo gentile detto la scigna e angelo costa più noto come custariegl al quale spettava la logistica in ordine all'ubicazione degli strumenti. Ricordo che mio cognato lo perseguitava letteralmente soprattutto per creare divertimento a seguito delle reazioni di custariegl ai suoi rimproveri. Anche in quel frangente Celentan non perse occasione di farlo...in particolare appena salito sul palco disse a custariegli di spostare l'organo dalla sinistra alla destra del palco e l'ordine fu puntualmente eseguito. Trascorso qualche minuto mio cognato lo riprese duramente dicendogli che l'organo doveva essere collocato al centro del palco e non sulla destra. Anche questa volta custariegl obbedi al leader senza reazione. Trascorsa mezz'ora Franco di nuovo si scagliò contro Angelo Costa dicendogli che l'organo andava spostato sulla destra del palco in questo modo ''Custarieè ma chi t le ritt ca aviva mett l'orgn là......allora Custariegl, tra le risate generali, sbottò definitivamente dicendo: '' Celentà ma vafancul a mammta’’....)

Dall’entourage del Nuovo Mondo, vengono fuori quelli che saranno poi i migliori musicisti del territorio isernino, solo per citarne qualcuno: Renato Franceschelli - Basso elettrico, Sergio Gasperi - Chitarra elettrica, Nicola Boccia - Chitarra elettrica, Piero Ricci - Tastiere fisarmonica flauto zampogna (si affermerà a livello mondiale per quest’ultimo strumento), Sergio Azzolini - Chitarra classica e (successivamente) jazz, Davide Fiorelli - Batteria, ecc. Un nutrito gruppo di musicisti in erba, che vengono stimolati a crescere dagli elementi del Nuovo Mondo e si offrono come supporter (ad esempio Il Canzoniere Internazionale) o in sostituzione di elementi assenti.

Non me ne voglia colui che non ricordo, mi s’intrecciano i pensieri, ma sia comunque felice di aver attraversato questo irripetibile momento storico.

Personalmente, sono ancora un ragazzo in erba, ma Franco Finori, sapendo che scrivo canzoni, ogni volta che vado a un loro concerto, m’invita sul palco ed eseguire un paio di pezzi originali.

Nei paesi intorno, sorgono diversi altri gruppi degni di nota, soprattutto a Venafro e Agnone, ma saranno trattati in un nuovo articolo per ragioni di spazio.

A Campobasso, intorno a metà anni ’70, si forma un nucleo ristretto di musicisti appassionati di jazz, che cominciano a fare proselitismo di questo genere musicale. 

I loro nomi, ancora oggi, sono un riferimento importante per la musica jazz in Molise: Nicola Cordisco - chitarra, Leo Quartieri - contrabbasso, Donato Cimaglia - Batteria. 

La loro attività si estrinseca in ogni dove ci sia da produrre musica e organizzare seminari, ma anche interagire con grandi musicisti che arrivano da Roma, tipo Larry Dwineddie, Giancarlo Maurino, ecc. 

Contemporaneamente, a Isernia, presso il clubLa Porta Rossa” si tengono settimanalmente concerti con il Gotah del jazz italiano e internazionale, ad esempio Enrico Pierannunzi, Massimo Urbani, Chet Baker e altri, ad opera di alcuni appassionati, con Sergio Gasperi in testa.

Subito dopo, il mondo cambia aspetto come i generi musicali, le mode mutano, gli interessi anche, sorgono nuove speranze e nuove visioni del reale; quel ch’è stato diventa storia e non tornerà mai più, ma il desiderio di recuperare la giocosità e spensieratezza di quei momenti, se non altro di provare a riviverli, non ci abbandonerà mai.

di Lino Rufo