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"Terra Bruciata!": laboratorio italiano della ferocia nazista

Il film-documentario Terra Bruciata va a narrare, in modo impeccabilmente preciso, le vicende storiche in Italia meridionale (con un focus particolare sulla Campania) dopo l’armistizio firmato dall’Italia a favore degli alleati l’8 settembre del 1943. Da quella data molte cose cambiarono drasticamente in peggio per la popolazione italiana che viveva in quelle zone.  I soldati tedeschi, una volta commilitoni e fieri alleati degli italiani, da dopo quella fatidica firma, si sono trasformati in mostri senza scrupoli i quali hanno fatto il bello e cattivo tempo nel sud Italia. Quando gli alleati Anglo-Americani erano sbarcati in Italia (come nel famoso sbarco in Sicilia del 9 Luglio 1943) la loro avanzata era lenta ma inesorabile e i tedeschi avevano avuto abbastanza tempo di gestire la situazione, allestendo fino alla Linea Gustav, preparativi e contromisure che essi ritenevano adatte per la conduzione del conflitto. I luoghi dove avveniva tutto ciò erano denominati “zone di operazione”. Come ribadito prima, in queste zone, i tedeschi avevano il potere gestionale assoluto sulla popolazione e la sua sorte. Gli Italiani di quelle terre hanno vissuto direttamente sulla loro pelle, per mesi, il lato peggiore che una guerra di quelle proporzioni potesse offrire, proprio per via dell’attivazione nel loro territorio, delle durissime leggi di guerra tedesche.
Il docu-film va a riscoprire in maniera dettagliata e minuziosa alcune delle vicende più importanti avvenute nelle zone di operazione: Come il 20 settembre del 1943, direttamente dal comando centrale di Berlino, era arrivato il comando di rastrellare e deportare direttamente in Germania tutti gli uomini abili al lavoro forzato e il racconto della triste Odissea che hanno vissuto gli internati italiani. Un'altra vicenda il quale il film ha dato un grande rilievo è stato lo sfollamento forzato degli abitanti del paese di San Pietro Infine, i quali hanno resistito nelle grotte vicine patendo fame e condizioni di malessere assoluto fino all’arrivo degli Americani, per poi passare alle vicende del paese di Tora, dove la popolazione è stata protagonista di un’eroica resistenza passiva per proteggere una comunità ebraica dagli eccidi nazisti e tanto altro.
Personalmente sono rimasto estasiato dalla qualità di questa pellicola che ha in sé l’assoluto dovere morale di tramandare avvenimenti storici che apparentemente sembrano dimenticati. Il grande lavoro di ricerca e le inedite e toccanti interviste a testimoni che hanno vissuto in prima persona queste vicissitudini, sono accompagnati dai commenti e dalle illuminanti spiegazioni di storici padroni della materia, come il professore di Storia Contemporanea dell’UNIMOL Giovanni Cerchia. Il tutto tenuto insieme dagli intermezzi cinematografici guidati dall’ottima regia di Luca Gianfrancesco.
Terra Bruciata è un film-documentario che va visto perché ci fa comprendere che il sud Italia è stato uno sfortunato protagonista della Seconda Guerra Mondiale e gli avvenimenti, che sono stati raccontati nella pellicola, devono essere tramandati per non dimenticare mai che la guerra ha toccato violentemente anche la nostra terra.

di Simone d'Ilio