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Uffici postali, la Uilposte chiede la riapertura di quelli chiusi per Covid

Il 9 Ottobre 2020 è stata la giornata mondiale dell'Unione postale istituita il 9 Ottobre 1874 a Berna. L’UPU, agenzia delle Nazioni Unite per il settore postale, si è costituita nel 1874, quando i rappresentanti di 22 nazioni hanno firmato a Berna il trattato istitutivo dell’Unione Generale delle Poste, diventata quattro anni più tardi Unione Postale Universale, con il compito di assicurare e gestire il sistema mondiale degli scambi postali, finanziari ed elettronici nei 192 Paesi membri riconosciuti dalle Nazioni Unite.  Poste Italiane entra di diritto tra le società che, a livello mondiale, eroga il servizio di recapito.

Una ricorrenza che avviene in un momento molto delicato per il mondo del lavoro, che deve fronteggiare il contagio da Coronavirus, ma anche in un momento storico in cui Poste Italiane, soprattutto in regioni come il nostro Molise, è alle prese con una costante razionalizzazione dei servizi. 

La Uilposte Molise, sindacato dei cittadini, attraverso la voce del suo Segretario Regionale Dott. Aniello Pascarelli invita Azienda e forze politiche ad istituire un tavolo Regionale per trovare una nuova modalità organizzativa che consenta sempre più l’utilizzo dei servizi attraverso la rete e la capillarità sul territorio molisano degli uffici postali. A tele proposito, il Segretario Pascarelli chiede “la riapertura degli uffici postali di Lucito, Limosano, Gildone, Guardiaregia e Tavenna (aperti ora 3 giorni a settimana) a seguito Covid 19 e di tutti gli altri uffici postali della Regione Molise a suo tempo chiusi o razionalizzati. Poste svolge un ruolo strategico nella nostra Regione. E’ l’unica realtà presente in tutti i 136 Comuni; è l’unica azienda che attraverso la sua rete digitale garantirebbe a tutti i cittadini, per lo più pensionati, di dialogare e accedere attraverso lo SPID (identità digitale rilasciata anche da Poste Italiane), a tutti i servizi di Poste e della Pubblica Amministrazione. Lo stesso Segretario, sottolinea come un pensionato attraverso la rete digitale postale possa dialogare con l’INPS, ovvero con l’ASREM, con le Istituzioni Finanziarie e con Enti Locali. La digitalizzazione potrebbe essere per il Molise l’occasione per un rilancio dei servizi, uno sviluppo delle zone interne sempre più spopolate e abbandonate  a se stesse e per i tanti giovani precari di poste Italiane la possibilità di vedere trasformati i propri contratti da Part-Time in Full-Time oltre alla possibilità di stabilizzare il rapporto di tanti giovani che vedono il proprio contratto di lavoro sempre più frazionato in pochi mesi di lavoro”.

“Il tutto – conclude il segretario Uilposte Molise - non dimenticando di mettere al primo posto la sicurezza sui luoghi di lavoro soprattutto dove il rischio contagio da Covid 19 è estremamente elevato”.