#Backstage. Luci: l’esordio di una giovane promessa musicale nell’era del Covid

Classe 1988, Luciana Patullo, in arte Luci, si presenta a tutti gli effetti come una grande promessa musicale della scena molisana e nazionale. Con un bagaglio musicale e culturale alle spalle già molto ricco, ed una formazione di tutto rispetto, svolta a Vienna, la cantautrice non dimentica di certo le sue origini molisane, e decide di tornare in regione proprio quest’anno.

È l’Art Festival Poietika l’occasione per Luci di farsi conoscere nell’ambiente locale e non solo. Venerdì 4 settembre, infatti, a partire dalle ore 21 al Palazzo GIL di Campobasso, Luci aprirà il concerto di Cesare Basile e i Caminanti.

Noi di #Backstage abbiamo avuto il piacere di entrare nel magico mondo di Luci, e conoscere questo giovane talento della musica d’autore italiana.

- Grazie per la disponibilità, Luci. A partire dalla primavera appena trascorsa, hai deciso di metterti in gioco, pubblicando la tua musica: com’è stato quest’inizio, un po’ turbolento a causa del Covid? Avere la fortuna di potersi esprimere attraverso qualsiasi forma d'arte è un'emozione difficile da descrivere a parole. Devi lasciar andare il giudizio, la paura e le aspettative per riuscire a godere delle piccole conquiste quotidiane che questo percorso prevede. Quando rendi pubblica una canzone, è come se non fosse più tua, ma proprietà di tutti; e può piacere oppure no. Non mi sarei mai aspettata di dover promuovere la mia musica in piena pandemia. È stato più complicato, lo ammetto, ma mi ha anche dato modo di trovare modalità diverse che non pensavo neppure possibili. Un esempio è il videoclip de "La semplice volontà”, girato dal regista Gabriele Brunetti durante l'isolamento: in quel caso, c’è stato bisogno di sostituire gli attori con delle bambole. Questo particolare contesto ha rivoluzionato tutti i piani, ma mi ha permesso di pensare a soluzioni sorprendenti. In fin dei conti, credo che abbia anche tirato fuori tutta la resilienza della quale ognuno di noi è capace. 

- “Dal Principio” e “La semplice volontà” sono i tuoi primi singoli. Da dove trai ispirazione per la tua musica? Di solito tutto inizia con qualcosa che ho l'urgenza di raccontare. Può essere una persona che ho conosciuto e che mi ha ispirata, una storia vissuta, una frase letta in un libro. Può essere qualsiasi cosa, anche una foglia che cade o un pesciolino rosso in un acquario. 

- Non sei solamente cantautrice, ma anche musicista: le tue canzoni sono infatti spesso accompagnate dall’arpa oppure dal pianoforte. Come mai questa scelta? Ho iniziato ad accompagnarmi al piano e a suonare l'arpa per necessità, perché durante un particolare periodo della mia vita avevo voglia di creare live set più essenziali ed intimi. Credo sia un modo per andare dritta al punto, solo con la mia voce e il mio messaggio, senza troppi fronzoli, e così salirò sul palco di Sonika Poietika.

- Parlando appunto del Sonika Poietika 2020, cosa significa per te quest’esperienza? Seguo da sempre le iniziative di Poietika, sono per me una ventata di aria fresca in Molise. Partecipare a qualunque loro evento dà la sensazione di non trovarsi più in Molise, ma di vivere improvvisamente in una grande città che offre spettacoli ricercati. Ricevere una chiamata da Maurizio Oriunno (direttore artistico del Festival, ndr) è stata una grandissima sorpresa e un grande onore. L'anno scorso ho vissuto Sonika Poietika da spettatrice, oggi mi sento grata di essere parte del programma, soprattutto in apertura a un cantautore del calibro di Cesare Basile. Avrò la fortuna di avere un pubblico attento, abituato all'ascolto della musica d'autore. E poi, è il primo concerto dopo tanti mesi, quindi sarà una grande emozione. 

- A breve uscirà un tuo videoclip musicale girato sui monti del Molise. Ti andrebbe di raccontarci meglio di questo speciale appuntamento “bucolico”? Una passeggiata in uno dei posti più belli del Molise, tra la Gallinola e Campitello Matese, con pochi amici stretti, la mia arpa in spalla e un pubblico molto speciale di giovenche al pascolo. Ho pensato che fosse il modo migliore per raccontare quello che sono e da dove provengo, senza trasgredire le regole dettate dalla situazione che viviamo.

- Sappiamo che recentemente ti sei messa in gioco con la cover de “La casa in riva al mare” di Lucio Dalla. Come nasce quest’idea? “La casa in riva al mare” sembra una canzone d’amore, ma è soprattutto una storia di resistenza agli eventi che la vita ci pone davanti. Il protagonista vive in una cattività forse ingiusta, e solo attraverso le sue visioni, la sua immaginazione e la fiducia nei confronti di un amore che lui pensa quotidiano, ma che in realtà è universale, riesce a salvarsi e a sopravvivere. Ho pubblicato il brano e solo dopo ho scoperto che il tema di Sonika Poietika di quest'anno sarà "Musica d'autore che guarda a Sud". Una coincidenza incredibile, se si pensa che Lucio Dalla scrisse la canzone mentre si trovava alle sue amate Isole Tremiti. 

- Il tuo primo progetto discografico ufficiale è previsto proprio per quest’autunno. Dacci qualche anticipazione: cosa dobbiamo aspettarci? Si tratta di un lavoro tanto desiderato e che ho avuto la fortuna di condividere con amici cari e professionisti, come Aurelio Rizzuti, del Cubo Rosso Recording di Roma, e il chitarrista Stefano Di Matteo. Posso anticiparvi che vado fiera della grafica: l'illustrazione è di un'artista che ammiro molto. In linea con i due singoli già usciti, poi, troverete atmosfere intime, archi, elettronica, pianoforte, tastiere e batteria, ma anche qualcosa di più energico e leggero, che vi farà persino ballare. Adoro sperimentare e non essere mai uguale a quella che ero ieri. 

Mariagrazia Staffieri