Fantapolitica o sfera di cristallo? Oggi la Romagnuolo prenderà il posto di Marone?

Molti ben pensanti hanno tirato fuori dal cassetto la sfera di cristallo . Li si vede ogni cosa, è impossibile sbagliare. Guardandoci dentro, dopo averla presa in prestito da un consigliere regionale di maggioranza e non certamente donna, a scanso di equivoci, la nebbia agli irti colli assale il maestrale e cancella ogni dubbio sulle non realtà che ogni giorno vengono propinate da attenti cultori della politica molisana. Passati a sottoscrivere, stracciare e riscrivere accordi preliminari ,che di politica hanno solo la forma e non sostanza, si è arrivati al 30 giugno, martedì, giorno del consiglio regionale , decisivo per le sorti del Governo, per molti, e per altri, per le sole sorti del centrodestra. Il governatore Toma è li pronto a recepire le istanze, lo ha detto più volte in questi tre giorni passati ad aspettare le decisioni prese e non prese in quel di Campodipietra, diventata , ormai, la Arcore Molisana. << Restano delle questioni da limare, ma il dado sembra ormai tratto>>, una voce dalla magica sfera di cristallo si ode. << L’assessore Marone sarà ex ed entrerà di certo Aida Romagnuolo solo se, però, la Calenda raggiungerà la sedia più alta della vice Presidenza del Consiglio e si occuperà del settore ad ella congeniale per esperienza, quello del sociale>>, ancora tremante la sfera ci soffia nei lobi pieni di voglioso ascolto, per continuare sonoramente in musica << Roberto Di Baggio, che non ha firmato il documento unitamente alla Calenda che raggiunta per la firma ad Isernia da un assessore di peso, ha declinato la firma poiché al mare, secondo i bene informati o, per i più maligni, raggiunta da una telefonata della Tartaglione,  andrà ad occupare la casella di Sottosegretario, per lasciar spazio a Quintino Pallante, nuovo presidente del consiglio regionale>>.

Una trasparenza così profonda che si dimentica di Salvatore Micone, assessore al posto di Di Baggio e Armandino D’Egidio che, fuori da Forza Italia, tra i più votati, non certo sarà li a sottoscrivere impegni senza saperne il contenuto. Armandino è persona seria e quadrata e pertanto, per dovere di cronaca è dovuto andar via senza poter essere decisamente consapevole di una storia incredibilmente magica. Meglio il dovere/piacere di una festa di Laurea, che arrovellarsi il cervello su cose che forse lasceranno ancora spazio al tempo che verrà. Ma la sfera è magica e senza fondo , funge da risonanza e da libro delle favole come del resto lo è il fondo di caffè lasciato tornando dal sole di Gaeta e, nella verità di come lo si è letto, chissà se un impegno romano lascerà tutti di stucco e, si torni a ricantar le Odi a novembre. La verità è che si è in gioco su una scacchiera senza pedine ma di soli alfieri, re e regine. Schemi condivisi ma poi disattesi, posizioni senza resa che rendono assalito il re e sguarnite le torri. Una partita di difficile interpretazione che non lascerà vittime ma solo macerie e che, di certo, non vedrà arrendersi senza combattere Jari Colla e la Tartaglione che si giocan rispettivamente credibilità e coordinamenti. La sfera di cristallo prima che si rompa ci porta alla visione di un consiglio che sembrerebbe al cardiopalma ma che vedrà il presidente o chi per esso versar nell’acqua ristoratrice, pillole calmanti che non lacereranno più di tanto le voglie di rinnovamento e sterzeranno senza fretta, ma con decisione certosina, verso un più fresco novembre. Una cosa è certa, alle elezioni così come son le cose, non vuol andare nessuno, compreso le minoranze.

La politica nazionale incide molto e, la realtà della non politica scusata troppo da un covid che ha inciso negativamente sull’andamento delle alleanze, delle posizioni da intraprendere, sulla mole di milioni di euro da spendere, ha posto paletti anche nelle regioni che andranno al voto, come la Puglia, e quelle che governano senza aver maggioranze bulgare o realmente politiche e che ogni giorno sono alla mercé di giochi non comprensibili per i comuni mortali da 1000 euro al mese.   Al di là di schemi, di credi o di giochi di palazzo, la realtà è che la regione Molise non gode di creatività e, tale mancanza fa si che la si cerchi in ogni modo, angoli e leziose riunioni di maggioranza seguite da quelle di minoranza o di singoli consiglieri che se la cantano e suonano allo specchio per non sembrar soli. L’emergenza in cui ci si trova, la crisi che attanaglia una regione senza più senso di esser tale, non è certo gradita ai molisani che, stando alla finestra, aspettano che sotto le loro finestre passino i “ Misteri “ per poter applaudire la futura Dunzella, quale ella sia, di destra, sinistra o 5 stelle, l’importante che sia bella e che non rida alle avance del diavolo tentatore. Molti non capiranno nulla dell’articolo, si dirà leggendo. Rispondiamo con grande sincerità : C’è davvero poco da capire. I fatti non li conosce neanche il consiglio regionale, il presidente ed i dissidenti.Si naviga a vista e prima o poi qualcosa s쳭erà, lo dice anche la sfera di cristallo, c’è da crederci. Ah, la sfera ci fa notare una lussuosa Audi che lascia il garage per raggiungere la Capitale. Sarà un sogno ? Meglio dormirci su ed aspettare che domani, apra il benzinaio di fiducia. 

di Politica Red.