Accadde Oggi 30 giugno - #almanacco

Oggi 30 giugno la Chiesa festeggia i Santi Primi martiri della Chiesa romana

1564 – A conclusione del Concilio di Trento, papa Pio IV ne approva tutti i decreti con la bolla Benedictus Deus
1652 – Traslazione delle reliquie di san Donato da Euskirchen a Münstereifel
1741 – Il papa Benedetto XIV pubblica la lettera enciclica Quanta cura, riguardante “gli errori del nostro tempo” e indirizzata “ai venerabili fratelli patriarchi, primati, arcivescovi, vescovi, e agli altri ordinari aventi con l’apostolica sede pace e comunione”
1864 – Abraham Lincoln concede la Yosemite Valley alla California per “uso pubblico, villeggiatura e svago”
1882 – Charles Guiteau viene impiccato a Washington per aver sparato al presidente James Garfield
1908 – Tunguska (Siberia, Russia): un’enorme esplosione devasta 2150 chilometri quadrati di foresta
1912 – Il ciclone Regina imperversa sulla città canadese di Regina
1936 – Viene pubblicato Via col vento, di Margaret Mitchell
1937 – La Banca di Francia abbandona il sistema aureo
1963 – Nell’attentato mafioso noto come strage di Ciaculli perdono la vita sette uomini delle forze dell’ordine
Papa Paolo VI è l’ultimo pontefice ad essere incoronato con la tiara
1971 – L’equipaggio della navicella Soyuz 11 muore a causa di una fuga d’aria causata da una valvola difettosa
1972 – Prima applicazione del secondo intercalare
1989 – Sudan: un colpo di Stato militare porta il colonnello Omar Hasan Ahmad al-Bashir al potere
1990 – La Germania Est e la Germania Ovest uniscono le loro economie
1994 – Incidente aereo di Tolosa. Un Airbus A330 precipita durante un volo di collaudo. Muoiono le sette persone a bordo, tra cui il capocollaudatore Airbus, Nick Warner, e due piloti Alitalia: Alberto Nassetti e Pier Paolo Racchetti
2002 – La sonda Cassini/Huygens entra nell’orbita di Saturno
2009 – Durante il Volo Yemenia 626 un Airbus A310 con a bordo 153 persone precipita nell’oceano Indiano, al largo delle isole Comore, fra Mozambico e Madagascar. Sopravviverá solo un’adolescente di 14 anni.

Oggi si festeggia l’ International Free Hugs Day

Nati
Tony Dallara (1936)
Silvio Orlando (1957)
Ralf Schumacher (1975)
Mike Tyson (1966)
Dave Van Ronk (1936)

Morti

Maria Luisa Spaziani (2014)
Lillian Hellman (1984)
Pina Bausch (2009)

Tanti eventi, tante ricorrenze ma, ci sembra doveroso ricordare a tutti che il grande Tony Dallara è di Campobasso e quindi , con piacere immenso dedichiamo la pagina dell’almanacco di oggi ad Antonio Lardera.

Tony Dallara, pseudonimo di Antonio Lardera (Campobasso30 giugno 1936), è un cantante e personaggio televisivo italiano.

È il più anziano cantante vivente ad aver vinto il Festival di Sanremo come solista (edizione 1960). 

Ultimo di cinque figli, quattro maschi e una femmina (tutti nati a Campobasso), di un ex corista della Scala, il milanese Battista Lardera, e di Lucia, una ex governante (originaria di Campobasso) presso una ricca famiglia del capoluogo lombardo, Tony in realtà cresce sin dall'infanzia a Milano. Dopo la scuola d'obbligo inizia a lavorare, prima come barista e poi come impiegato ma, a causa della sua passione per la musica, inizia a cantare in vari gruppi, tra cui i Rocky Mountains (che cambieranno poi il nome in I Campioni), insieme ad alcuni amici (tra cui Paolo Ordanini), con cui inizia a esibirsi nei locali di Milano.

Tony è un ammiratore di Frankie Laine e, soprattutto, di un nuovo gruppo vocale che in quel periodo sta raccogliendo successi in tutto il mondo, The Platters. È ispirandosi al modo di cantare del solista Tony Williams che rielabora canzoni del repertorio melodico italiano, con lo stile terzinato lanciato da Only You. Con I Campioni inizia ad avere i primi contratti per serate retribuite: il primo di una certa consistenza è al Santa Tecla di Milano (duemila lire a serata), dove conosce tra gli altri Adriano Celentano.

Nel 1957 viene assunto come fattorino alla Music, dove il direttore Walter Guertler viene a sapere per caso dell'attività di cantante di Tony, va ad ascoltarlo al Santa Tecla e decide di metterlo sotto contratto insieme al gruppo.

Gli trova il nome d'arte di "Dallara" (Lardera è considerato un cognome poco musicale) e gli fa incidere su 45 giri la canzone Come prima, (musica di Vincenzo Di Paola e Sandro Taccani, parole di Mario Panzeri), già proposta alla commissione d'ascolto del Festival di Sanremo nel 1955, ma senza passare la selezione.

Il successo

Il 45 giri viene pubblicato nel dicembre del 1957: in breve tempo Come prima raggiunge il primo posto della hit-parade italiana, rimanendovi per molte settimane e vendendo 300.000 copie, nei Paesi Bassi per 5 settimane e nelle Fiandre in Belgio. Per l'epoca stabilisce un record di vendita e diventerà un "evergreen" della musica italiana. Oltre che alla validità della canzone e della base musicale, il merito del successo va soprattutto alla tecnica ed alla potenza vocale di Dallara, per il quale viene coniato il nuovo termine urlatore: si stacca dalla tradizione melodica italiana dei Villa, Tajoli, Togliani e si collega piuttosto ai nuovi modelli statunitensi. Il brano, nella versione inglese, entrerà nel repertorio dei Platters, con Tony Williams alla voce principale[4].

Chiamato ad effettuare il servizio militare (fa il CAR ad Avellino insieme ad un giovane pianista, Franco Bracardi), continua tra la fine del 1958 e il 1959 a pubblicare molti 45 giri di successo, come Ti diròBrivido bluNon partirGhiaccio bollenteJulia. Sempre nel 1959 gira due film: Agosto, donne mie non vi conosco di Guido Malatesta, con Memmo Carotenuto e Raffaele Pisu, e I ragazzi del Juke-Box di Lucio Fulci, con Betty CurtisFred BuscaglioneGianni Meccia e Adriano Celentano.

Nel 1960 vince il Festival di Sanremo in coppia con Renato Rascel con Romantica. Nello stesso anno gira altri due film: Sanremo, la grande sfida di Piero Vivarelli, con Teddy RenoDomenico ModugnoSergio BruniJoe SentieriGino Santercole, Adriano Celentano, Renato Rascel e Odoardo Spadaro, e I Teddy Boys della Canzone di Domenico Paolella, con Delia ScalaTiberio MurgiaAve Ninchi, Teddy Reno e Mario Carotenuto. Con Romantica vince anche l'edizione 1960 di Canzonissima.

Romantica è il suo più grande successo, viene tradotta in diverse lingue, persino in giapponese, e la versione francese è resa celebre dall'interpretazione di Dalida, che già aveva inciso la versione francese di Come prima.

Nel 1961 incide un'altra sua interpretazione celebre: La novia (brano musicale) che raggiunge il primo posto in classifica per otto settimane in Italia e nelle Fiandre in Belgio e raggiunge l'ottava posizione nei Paesi Bassi e partecipa nuovamente al festival di Sanremo in coppia con Gino Paoli con Un uomo vivo; nello stesso anno vince nuovamente Canzonissima con Bambina, bambina, che è il suo ultimo grande successo.

Il declino

Dal 1962 Dallara abbandona il genere che lo ha portato al successo, accostandosi ad una musica più melodica, con cui però non riesce a ripetere gli exploit di vendita degli anni d'oro.
Ritenta anche la carta di Sanremo, partecipando nuovamente nel 1964 in coppia con Ben E. King con Come potrei dimenticarti, che arriva in finale ma non contribuisce al rilancio dell'artista.

Nello stesso anno partecipa alla prima edizione di "Un disco per l'estate" con la canzone Quando siamo in compagnia, entrando nella rosa dei 14 finalisti. L'anno successivo è ancora in gara alla rassegna estiva con Si chiamava Lucia, ma questa volta non è promosso alle serate finali di Saint Vincent.

Passato alla CBS, partecipa con I ragazzi che si amano al Cantagiro 1966.

Nel 1967, presenta due delicate e interessanti melodie al 15º Festival della Canzone Napoletana: "Comme 'o destino d'e fronne" e "Tante tante tante tante", eseguite in abbinamento con i Jaguars e con Lalla Leone.

Ormai i gusti del pubblico si sono spostati sul beat e, pur continuando ancora ad incidere nuove canzoni per tutti gli anni sessanta, Dallara non riesce più a entrare in classifica: anche la televisione e la radio, lentamente, si dimenticano di lui. Negli anni settanta, dopo un'ultima partecipazione a "Un disco per l'estate 1972" con Mister amore (canzone esclusa dalla fase finale del concorso), si ritira dal mondo della musica e si dedica alla pittura, esponendo i suoi quadri in diverse gallerie e conquistandosi l'amicizia e la stima di Renato Guttuso.

Gli ultimi anni: il revival

Dagli inizi degli anni ottanta Dallara decide di riprendere l'attività, per lo meno per quel che riguarda le serate: grazie anche alla moda del revival, torna, soprattutto nei mesi estivi, a riproporre i suoi vecchi successi. Reincide, inoltre, i suoi vecchi successi con nuovi arrangiamenti.

Nel 1991 registra su etichetta Babes record BB-MC di Giorgio Oddoini una raccolta di 12 nuove canzoni intitolata "Pensieri in musica" di cui è coautore in diversi brani...Tra i titoli figura la curiosa "C'è l'inferno" testo di Italo Cafasso, musica di Alberto Baldan Bembo, Italo Salizzato e Giuseppe Damele. Nel 1995 ha partecipato allo Zecchino d'Oro con il brano Ho sognato una canzone.

In seguito, Dallara decide di presentarsi alle selezioni del Festival di Sanremo 2008, con Teo Teocoli con il brano Cartà d'identità ma non verrà ammesso.

Dai primi mesi del 2008, Dallara svolge il ruolo di opinionista televisivo a L'Italia sul 2 su Rai 2.

In autunno 2008 partecipa alla tournée teatrale di Teo Teocoli con lo spettacolo Dal derby al Nuovo. Il 28 dicembre dello stesso anno è stato ospite di "Che tempo che fa" su Rai3. Il 12 maggio 2010 è ospite a Soliti ignoti - Identità nascoste, un programma con Fabrizio Frizzi, e rivela che dipinge quadri astratti. C’è una promessa tutta Molisana e, la sveleremo in caso a giorni si concretizzi.